IL NOME. Sconto di pena per l’imprenditore-vetraio, ‘esattore’ del clan dei casalesi

9 Maggio 2026 - 19:05

Accolte le argomentazioni della difesa

SAN MARCELLINO/TRENTOLA DUCENTA – Il Tribunale di Napoli, tramite il gip Gabriella Logozzo, ha deciso di ridurre la pena inflitta a Massimiliano Stabile, imprenditore-vetraio di Trentola Ducenta coinvolto in diversi episodi estorsivi aggravati dal metodo mafioso come “raccoglitore” di somme illegali avvenute sul territorio di San Marcellino per conto del ras Ernesto Fioravante, alias “porcellino”, affiliato al clan di Nicola Schiavone

La decisione arriva a seguito dell’intervento della Corte di Cassazione, che aveva annullato con rinvio una precedente ordinanza. In quell’occasione, la difesa aveva chiesto il riconoscimento della continuazione tra due condanne distinte, richiesta inizialmente respinta dal gip.

Le condanne riguardano due filoni: una sentenza del gup di Napoli per un’estorsione avvenuta a giugno 2018 a San Marcellino, e un’altra del tribunale di Napoli per episodi avvenuti tra aprile e dicembre dello stesso anno, sempre aggravati dall’agevolazione mafiosa.

In prima istanza, il giudice dell’esecuzione aveva escluso un piano criminoso unitario, pur sottolineando la vicinanza temporale dei fatti. La Suprema Corte ha però rilevato che tale valutazione non teneva conto di elementi chiave che avrebbero dimostrato l’unicità del disegno criminale.

Riconsiderato il caso, il gip ha accolto le argomentazioni della difesa, riconoscendo le affinità tra i reati e il contesto criminale. La pena complessiva di Stabile è stata quindi rideterminata a 6 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 5.000 euro.