IL NOME. Trenta bancali di cagliata rubati e intercettati in un deposito del Casertano: assolto noto imprenditore caseario

16 Gennaio 2026 - 09:27

L’inchiesta prendeva origine da un episodio avvenuto circa tre anni fa

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

ALVIGNANO Antonino Ponticorvo, 43 anni, imprenditore di Alvignano attivo nel settore lattiero-caseario e nella produzione di burro, è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La decisione è stata pronunciata dal giudice Carla Montanaro della Seconda Sezione penale.

Ponticorvo era finito a processo con l’accusa di ricettazione aggravata. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a due anni di carcere e una multa di 800 euro, senza la sospensione della pena.

L’inchiesta prendeva origine da un episodio avvenuto circa tre anni fa: un carico di circa 30 bancali di cagliata, dal valore superiore ai 100 mila euro, era stato rubato insieme all’autocarro che lo trasportava. La merce, proveniente da Angri, era destinata a un’azienda casearia del Beneventano. In seguito alle indagini, si scoprì che il mezzo era stato deviato verso l’alto casertano.

Gli investigatori analizzarono i dati del Telepass e i contatti telefonici dell’autista, arrivando così al sequestro della cagliata, trovata nelle celle frigorifere di un deposito ad Alvignano riconducibile alla famiglia Ponticorvo.

Durante il processo, però, i legali della difesa, gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, sono riusciti a dimostrare che Antonino Ponticorvo non aveva alcun coinvolgimento nel furto e che non era a conoscenza dell’origine illegale della merce.

Sulla base di queste conclusioni, il giudice ha stabilito l’assoluzione dell’imprenditore, riconoscendone la totale estraneità ai fatti contestati.