IL VIDEO. Niente luce e riscaldamento, acqua scaldata a mano e candele: mamma e figlia casertane vivono così da 6 anni dopo una lite familiare con l’altro figlio, che le vuole cacciare di casa
21 Marzo 2026 - 15:43
Anni di tensioni, denunce e accuse reciproche. Secondo le due donne, il responsabile è Giuseppe, fratello di Maria Luisa, che avrebbe staccato la corrente per impossessarsi dell’intera palazzina
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TRENTOLA DUCENTA – Una vicenda drammatica, segnata da disagio e conflitti familiari mai risolti, è emersa grazie al programma “Le Iene”. Protagoniste sono Maria Luisa e sua madre Anna, 82 anni, che vivono a Trentola Ducenta, nel casertano, e che da anni – secondo il loro racconto – sarebbero costrette a stare senza elettricità.
La loro quotidianità è estremamente difficile: niente luce, niente riscaldamento, acqua scaldata a mano e ambienti illuminati solo da candele o dispositivi di fortuna. Una situazione che, a loro dire, va avanti da circa sei anni.
All’origine ci sarebbe una complessa lite familiare legata alla proprietà della casa. L’immobile, acquistato inizialmente da Anna, sarebbe poi passato al figlio Giuseppe, mentre la donna conserverebbe il diritto di vivere in un appartamento. Le due donne accusano proprio l’uomo di aver impedito l’accesso al contatore, lasciandole senza corrente. Lui però nega, parlando di problemi tecnici e di una situazione aggravata da anni di tensioni, denunce e accuse reciproche.
Nel servizio emerge anche un possibile tentativo di accordo: il figlio si sarebbe detto disposto a offrire un sostegno economico per farle andare via, mentre madre e figlia chiedono circa 100mila euro per acquistare un’altra casa. Al momento, però, non è stato raggiunto alcun compromesso.
Intanto, dopo la diffusione del caso, sono intervenuti carabinieri, polizia locale e assistenti sociali, senza però risolvere subito il problema. La vicenda ha coinvolto anche il sindaco Michele Apicella, chiamato a verificare la situazione e a trovare una soluzione, soprattutto considerando l’età avanzata della donna.
Un primo risultato è arrivato solo dopo ulteriori interventi: grazie all’installazione di un generatore da parte di una società privata, la corrente è stata finalmente ripristinata. Un momento di forte emozione per le due donne, che dopo anni sono tornate ad avere luce in casa.
Nonostante questo, restano aperte molte questioni: la disputa legale sull’abitazione, i rapporti familiari ormai compromessi e il ruolo delle istituzioni in casi di forte fragilità. Una storia che solleva interrogativi importanti su diritti e dignità, e che ora potrebbe avviarsi verso una soluzione definitiva.
