LA NOTA. AVVOCATI. Le ultime preferenze, candidato per candidato. Il trionfo della Del Vecchio e il cupio dissolvi del sedicente patriziato della toga

SANTA MARIA CAPUA VETERE (gianlugi guarino) – Aspetteremo i risultati definitivi dell’elezione del nuovo Consiglio dell’ordine degli Avvocati per compiere una valutazione maggiormente avveduta e oggettivamente informata dalla realtà incontrovertibile dei numeri.

Da quello che abbiamo a disposizione, cioè dai dati provvisori, emergono due elementi fondamentali che si stagliano come tali, con poca o nulla possibilità di essere confutati o contestati.

Il primo è di carattere aritmetico e oggettivo: gli avvocati che hanno raccolto più voti sono quelli che appartengono alla lista costruita da Angela Del Vecchio che si avvia, dunque, a formare una maggioranza all’interno del consiglio dell’Ordine. Poi se questa maggioranza sarà relativa, o addirittura assoluta, lo si scoprirà a spoglio avvenuto. Se tutto ciò è successo è anche perché la Del Vecchio, considerandosi sub judice e disconoscendo il verdetto della Commissione elettorale che l’aveva estromessa dalle elezioni insieme a Patriza Manna e Antonio Mirra, si è fatta votare in maniera compatta, al punto che risulterà la candidata, anzi la candidata sub judice, con più consenso di tutti. E qui, partendo dall’elaborazione del primo punto, passiamo al secondo che dalla realtà inconfutabile dei numeri trae alcuni spunti di riflessione.

Diciamoci la verità, sulla Del Vecchio ne abbiamo sentite di cotte e di crude. Siccome chi scrive è uno molto abituato a subire, a sua volta, tante cotte e tante crude, la calunnia più o meno strisciante e a risibili tentativi di complotto, tutti atteggiamenti frutto dell’invidia per il successo di questo giornale e per la cultura anti-sistema espressa dallo stesso, siamo portati naturalmente ad essere diffidenti nei confronti di chi semina malevolenze su una persona che riscuote consenso che di solito, quando non si tratta di ricotte della politica, è dovuto a lavoro quotidiano, alla disponibilità all’ascolto, insomma di ore e ore dedicate a un obiettivo e non di un gioco di prestigio, di botte di culo o di scorciatoie di vario genere.

Come abbiamo scritto ieri, siccome questi non sono i proverbiali “voti delle palazzine”, molto spesso espressioni inconsapevoli, meramente meccaniche, della massima manifestazione del pensiero e dell’opinione in democrazia, bensì si tratta di voti espressi da professionisti, da gente laureata, non si può ricorrere, almeno come elemento prevalente nel giudizio, alle categorie consuete del voto orientato, comprato, teleguidato in maniera diretta o surrettizia. Il voto di un avvocato, infatti, può essere anche, probabilmente lo è, ispirato da una valutazione collegata a moventi non nobilissimi, alla relazione funzionale della propria espressione di consenso con necessità di tipo personale o personalistico. Ma questo si verificherà a conclusione di un processo logico che comunque conterrà delle strutture di ragionamento se non complesse quantomeno articolate dal fatto che questi qua una “scuola alta” l’hanno, al netto dell’ormai cospicuo manipolo dei Pegasos, pur frequentata.

Ecco perché non si può banalizzare con le solite storie del pensiero debole, e attraverso derive puerilmente sessiste,  il profluvio di consensi raccolti da Angela Del Vecchio. Noi non la conosciamo personalmente, non ci abiammo mai parlato di persona e per telefono abbiamo incrociato un numero di parole che hanno assorbito quindi secondi, quindici, un tempo che può essere utile solo a qualche frettoloso convenevole. Spesso esaminando i dati di fatto e le azioni da lei compiute, l’abbiamo anche duramente criticata, però non siamo tanto stupidi da considerare questo voto frutto solamente di compromessi al ribasso e di bancarelle del do ut des.

Vogliamo anche partire da un presupposto non obbligatoriamente elogiativo nei confronti della Del Vecchio, vogliamo dire che tutti questi voti non sono frutto di un cervello appartenente alla schiera di ben altri eletti. Però, diamine, quantomeno concedeteci la ragione di valutare quello che sta uscendo dall’urna come un benservito, come un messaggio chiaro di netto rifiuto rispetto ad un’oligarchia che ha gestito l’Ordine come un club privato ed esclusivo.

Si dirà: ma la Del Vecchio ha fatto parte di questo gruppo, visto che la prima volta fu eletta nella lista di “quelli là”. Sì, ma quello che è successo dopo si è configurato come un pacco potente legato ai poteri forti che ha provato a schiacciare quest’avvocatessa di Pignataro, che non sarà l’avvocato del popolo ma da molti è percepita come tale poiché, dall’altra parte, hanno agito contro di lei non sempre per ragioni sbagliate, le oligarchie dei garantiti di sempre.

Leggere i nomi e i cognomi dei vari Iaselli, dei Grillo Junior, dei Russo e compagnia, cancellare il dato giuridico dell’esclusione della Del Vecchio in quanto tale, e che al limite ci potrebbe anche stare, con la modalità furbetta della deliberazione di esclusione, schiacciata volutamente, allo scopo di vanificare reazioni e ricorsi verso l’ora dell’apertura delle urne, ha creato una sorte di rivolta, che non si è concretizzata solo in un voto pro, ma anche e soprattutto in un voto contro, come un pugno liberatorio assestato in faccia al’antico generone del sedicente e presunto patriziato dell’avvocatura casertana.

Questo è successo, non ammetterlo e ridurre l’analisi svilendola con una ragione travata in una bagattelle, per spiegare l’esito delle urne, costituirebbe l’ennesima occasione persa per questo Ordine di rinnovarsi radicalmente dall’interno, dalle fondamenta, costruendo un protagonismo della base degli avvocati che, fino ad oggi, è stato un grande sconosciuto e che nell’epoca dei social diventa ineluttabile così come non ha capito il bolso e sedicente patriziato della toga.

I VOTI:

Del Vecchio    596

Manna             424

Mirra                380

Pannone         559

Borgia             483

Merola            468

Di Fraia           443

Verrillo            433

Carozza          430

Ferrara            424

De Quattro     422

D’Ambrogio    416

Gentile            374

D’Albenzio      369

Sadutto         522

Iaselli             464

Russo Adol   409

Basilica         389

Palmirani      384

Teodosio       379

Sciaudone     377

Gallo              378

Raucci           362

Gravina          363

Sticco            338

Puoti              332

Pugliese        322

Nacca            314

Lombardi      310

Petrella          301

Senese          297

Di Benedet    291

Paura             282

De Matteo     279

D’Onofrio       266

Di Pietro        260

Pasquariello 256

Cucino           258

Ciasullo         247

D’Anna           243