La stazione appaltante più amata dai sindaci casertani: appalto da oltre 1.5 MILIONI diventa un ballo a due tra imprenditori di CASAL DI PRINCIPE “vicini di sede”
3 Maggio 2026 - 19:00
E c’è anche il secondo lotto che segue l’identico copione. La Cuc Nolana sembra essere la stazione appaltante più sfortunata del mondo dato che invita ditte che non vogliono partecipare e vincere appalti
SANT’ARPINO – Due gare, due lotti, due imprese: La A.N.C. SRL di Casal di Principe si aggiudica il Lotto 1 da 1,6 milioni, mentre il Lotto 2 va alla Impresa Edile Stradale Chianese Giovanbattista. Entrambi i lavori sono finanziati con fondi della Città Metropolitana di Napoli per il progetto “Atella in Bici”.
Sulla carta dovevano essere procedure negoziate competitive, con dieci invitati per il Lotto 1 e undici per il Lotto 2. Nella realtà, però, abbiamo dovuto leggere, per l’ennesima volta, lo schema ormai noto quando andiamo ad analizzare le gare che i comuni casertani danno in gestione alla apprezzatissima, da loro, centrale di committenza dell’area Nolana del General Coordinator Angela Gambardella: partecipazione ridotta all’osso, ribassi minimali e balli a due tra imprese.
IL LOTTO 1 DA 1,6 MILIONI
Il comune di Sant’Arpino ha indetto due procedure negoziate per il progetto integrato “Atella in Bici”, suddiviso in due lotti. Un progetto finanziato con fondi dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, che dovrebbe realizzare una rete ciclabile in un’area tra le più martoriate dell’area di Terra dei Fuochi.
Il Lotto 1, del valore complessivo a base d’asta di 1.658.503 euro, prevede lavori a misura con costo della manodopera quantificato in 287.634 euro e costi per la sicurezza non soggetti a ribasso per 63.788 euro. Alla procedura sono stati invitati dieci operatori economici, tra cui AR.CA srl, CO.BI. COSTRUZIONI, LI.MAR. SRL, FREN SRL, SEBA SRL, ADV ASSOCIATI, EDILCAP, EDIL FERGI e D’AGARO SRL. Un parterre di aziende teoricamente in grado di garantire concorrenza. E invece, alla scadenza del 6 marzo 2026, si presentano solo due concorrenti: la prima è la CO. BI. COSTRUZIONI S.A.S. di Ernesto Biffaro & C., per anni ritenuta dalla DDA di Napoli connessa a business criminali e poi uscita da questa vicenda con l’assoluzione del cugino del titolare Fabio Oreste Luongo, imputato nel caso degli appalti al Cira di Capua, e la seconda è la A.N.C di Nicola Arrichiello. Simpatica la circostanza che le due ditte, entrambe di Casal di Principe, hanno la sede a 900 metri di distanza.
Successivamente, il 9 aprile 2026, la Commissione tecnica valuta le offerte. Sul piano tecnico, la CO.BI. ottiene 68,87 punti mentre la A.N.C. SRL raggiunge 82 punti. Sul fronte economico, la CO.BI. propone un ribasso del 5,180%, che le vale un coefficiente dello 0,88 e un punteggio di 9,64, mentre la A.N.C. SRL offre un ribasso del 5,860%, ottenendo coefficiente 1 e punteggio pieno di 10 su 10. Anche sui tempi di realizzazione la A.N.C. SRL fa meglio: propone una riduzione di 10 giorni contro gli 8 della concorrente, conquistando 8 punti contro 6,40. Il risultato finale è senza appello: CO.BI. si ferma a 84,91 punti complessivi, mentre la A.N.C. SRL raggiunge il punteggio pieno di 100 su 100, aggiudicandosi l’appalto per un importo di 1.565.052 euro con un ribasso del 5,86 per cento.
IL LOTTO 2 DA 677 MILA EURO
Il Lotto 2, dal valore complessivo di 677.375 euro, replica lo stesso copione. Sono stati invitati undici operatori, tra cui Mediterranea di Borrata Valentino, Consorzio Stabile Latino, AL.MA. Costruzioni, Consorzio Artek, Edil Coppola, Valentino Costruzioni, IM.E.CO., Campania Noleggi, CO.GE.PO. e Violante Costruzioni. Alla fine, il 6 marzo 2026, si presentano solo due plichi: la Mediterranea di Valentino Borrata e la Impresa Edile Stradale di Giovanbattista Chianese, con sede a Parete. Entrambe vengono ammesse. Il verbale di gara si ferma qui, con la seduta pubblica chiusa alle 14,30, ma la logica è la stessa: pochi invitati, ancora meno partecipanti, nessuna vera concorrenza. Ad aggiudicarsi i lavori sarà quest’ultima società che, tra le altre cose, è un’impresa individuale, ditte che difficilmente hanno la struttura per gestire appalti così importanti. Non a caso, forse, l’impresa di Chianese non ha alcuna attestazione SOA, indispensabile per partecipare a gare d’appalto con base d’asta superiore a 150.000 euro. E anche qui, come in tanti altri casi, l’ipotesi di avvalimento, del prestito di questo requisito da un’altra ditta, se non un subappalto, è molto probabile, visto che la cuc nolana dichiara che la ditta è in possesso dei requisiti richiesti.
UNA DOMANDA
A questo punto, chiediamo al sindaco di Sant’Arpino, dato che già nella precedente gara d’appalto bandita dal suo comune, la vicenda è stata molto discussa – CLICCA E LEGGI, per quale motivo, sindaco Ernesto De Mattia, si continua ad appoggiarsi ad una stazione appaltante che, invece di aprire alla concorrenza e a rendere le procedure più limpide e meno controverse, si decide di continuare ad andare alla Cuc Nolana, trasformando appalti da 2 milioni di euro in una passo doble tra imprese?
