LA STORIA. Un uomo e una donna mangiano, vivono e dormono nella sala d’attesa della stazione. “Abbiamo i soldi per pagare una casa, ma vogliamo stare qui finché…”

7 Dicembre 2025 - 12:00

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La situazione è questa da quasi tre anni

SESSA AURUNCA – La sala d’attesa della stazione ferroviaria di Sessa Aurunca-Roccamonfina-Cellole da tempo non è più soltanto un punto di passaggio per i viaggiatori. È diventata, di fatto, il luogo in cui una coppia vive stabilmente: mangiano, trascorrono le giornate, e soprattutto passano le notti sulle sedie, trasformando quello spazio pubblico nella loro unica “abitazione”.

Una scena che ogni mattina si ripete davanti a centinaia di pendolari diretti al lavoro, costretti ad attraversare un ambiente che, secondo molti, è ormai diventato invivibile sia dal punto di vista igienico che sociale.

Secondo i frequentatori abituali della stazione, la presenza della coppia non sarebbe un episodio recente:
«Sono quasi tre anni che stanno lì» racconta un pendolare. «Una volta la signora si arrabbiò con me perché il marito dormiva e io facevo rumore con la valigia».

Tanti viaggiatori denunciano odori forti e condizioni igieniche precarie, dovute al fatto che gli ambienti rimangono chiusi per tutta la notte mentre l’uomo e la donna vi soggiornano senza alternative.

In passato alla coppia sarebbe già stata proposta una sistemazione alternativa, che però non avrebbero accettato.

«Il problema ormai è igienico-sanitario» si chiede un pendolare. «È normale dover aspettare il treno in una sala satura di miasmi dopo che vi è stata trascorsa tutta la notte?».

Un altro conoscente della coppia spiega un retroscena più complesso:
«Hanno una casa di proprietà a Mondragone, ma il figlio – con problemi seri – non permette loro di entrarvi. Hanno presentato diverse denunce, ma senza risultati. Se accettassero una sistemazione temporanea, verrebbero meno gli atti depositati. Ecco perché non vogliono abbandonare la stazione».

La donna, che da anni insieme al marito trascorre le giornate nella sala d’attesa, ha risposto con durezza alle critiche e ai commenti dei viaggiatori:

«Non è questa la nostra vita, non l’abbiamo scelta. Chi parla senza sapere abbia la bontà di tacere. Non chiediamo niente a nessuno: vogliamo solo una casa in affitto, piccola, con cucina, camera e bagno. Possiamo pagare, non cerchiamo una villa. Le persone ci salutano ogni giorno e chiedono di mio marito. Chi ha qualcosa da dire, lo dica a me, non sui social».

La signora ha poi ringraziato il sindaco di Cellole per l’aiuto ricevuto, respingendo le accuse di aver rifiutato assistenza:
«Non rifiutiamo niente. Non vogliamo una casa per anziani, ma un posto tutto nostro dove poter chiudere la porta la sera. Non stiamo a casa di nessuno e non vogliamo nulla da voi».