LE FOTO. CASERTA. 118 e pronto soccorso del Civile paralizzati, ambulanze ferme da 18 ore. Siamo sicuri che tutto ciò non metta in pericolo la vita dei cittadini e dei pazienti che necessitano assistenza immediata?

23 Marzo 2026 - 12:00

Per denunciare queste cose e per usare provocatoriamente, ma fino a un certo punto, i responsabili massimi della sanità campana, ossia l’allora governatore Vincenzo De Luca e l’allora direttore generale Antonio Postiglione che definimmo tecnicamente di fronte alla loro inerzia su un fenomeno non episodico ma oramai costante, degli assassini, ci siamo guadagnati una comoda querela da De Luca perché questo personale politico ha saputo fare solo gli show in televisione e nei social. Tanto sottotraccia la gente che è morta non fa notizia. Poi capitano cose come quella giovane ragazza perita in un incidente stradale insieme al suo fidanzato carabiniere nella zona di Cellole dopo essere rimasta a terra senza soccorso, riparata da altri automobilisti che disperatamente hanno cercato di proteggerla dai 40 gradi assistendo sgomenti alla sua agonia su quell’asfalto rovente. E noi non sapendo più a che santo votarci abbiamo utilizzato la provocazione degli assassini ovviamente a fin di bene per risolvere il problema. Noi non vogliamo neanche nominare il dirigente dell’area 118, tanto è inutile. Questo è un problema che deve risolvere la direzione generale dell’Asl competente per l’emergenza del soccorso e la direzione generale dell’azienda ospedaliera competente per il pronto soccorso. E’ difficile? Chi se ne frega. Porteremo questi articoli uno per uno sulla scrivania del governatore Roberto Fico

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CASERTA – La situazione che si sta registrando in queste ore al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta è grave, non certo nuova e non può essere ignorata. Dalle 19 di ieri e poi ancora dalle 2 di questa notte, numerose ambulanze del 118 risultano bloccate, ferme anche per 18 ore, in attesa di poter completare le operazioni di consegna dei pazienti.

Un numero così prolungato di mezzi di soccorso in sosta presso l’area di emergenza non rappresenta soltanto un disagio organizzativo interno, ma comporta conseguenze dirette sull’intero sistema di soccorso territoriale. La presenza massiccia di ambulanze ferme inevitabilmente rallenta fino quasi a paralizzare la capacità di risposta del 118. Questo significa che altri interventi urgenti, fuori dall’ospedale, rischiano di subire ritardi significativi.

È qui che nasce la preoccupazione più grande, più volte in questi anno denunciata, come massimo caso di malasanità, da CasertaCe: se un cittadino dovesse accusare un malore grave in casa, o se si verificasse un incidente serio in area privata o lungo una qualsiasi strada pubblica, è legittimo chiedersi se il sistema sarebbe in grado di garantire un soccorso tempestivo e adeguato alla gravità della situazione e forse addirittura salvavita. Non si tratta dunque di allarmismo, ma di una domanda concreta che nasce da una condizione evidente: un servizio già sotto pressione che, in queste ore, appare al collasso.

Non si può affermare con certezza che questo rallentamento totale del sistema di emergenza porterà a conseguenze irreparabili. Ma allo stesso tempo non si può neppure escluderlo. Ed è proprio questa incertezza a rendere la situazione ancora più inquietante. Vogliamo fare un esempio tra i più banali. Mettiamo che una persona venga colpita da infarto in casa sua e che non c’è a disposizione un defibrillatore o un familiare o un vicino di casa in grado di attivare un massaggio cardiaco, mettiamo che l’ambulanza per i disagi appena illustrati arrivi dopo un’ ora, un’ora e mezza e non dopo un quarto d’ora. Non è certo ma è molto più che possibile che quella persona muoia a causa di questo ritardo. Stiamo dicendo una castroneria?

Le immagini reali, in calce all’articolo, che documentano quanto sta accadendo stamattina parlano da sole e restituiscono una fotografia chiara: un sistema in affanno, incapace di garantire quella continuità e rapidità di intervento che dovrebbero essere alla base del soccorso sanitario. Perché quando il sistema di emergenza si blocca, a essere messa in discussione è la sicurezza stessa dei cittadini.