AVERSA. Rispolverato il progetto sulla tensostruttura di via De Nicola. Era in mano, grazie un incarico da 85 MILA EURO, all’ex assessore e ingegnere “prediletto” dei Sagliocco

26 Giugno 2026 - 12:54

Anche noi ci eravamo arresi alla stasi dell’ente normanno, e quindi questa nuova approvazione ci è sembrata una ventata d’aria fresca in un contesto di immobilismo che ha spinto più di qualcuno ad affiggere perfino un manifesto che annuncia la “morte” di Aversa

AVERSA (fede.borr.) L’albo pretorio di Aversa lo spulciamo quasi tutti i giorni e, a dire il vero, ci eravamo forse anche un po’ arresi. Tra promesse di matrimonio, riconoscimenti di debiti fuori bilancio e avvisi dell’Agenzia delle Entrate, pareva non ci fosse davvero null’altro da leggere.

Ben venga l’amore, un po’ meno i debiti. Un po’ di lentezze burocratiche, data la carenza di atti. E allora la giunta non si offenda se i cittadini, esasperati dalla macchina amministrativa, decidono di affiggere per le strade della città dei Normanni un manifesto funebre che annuncia simbolicamente la “morte” di Aversa. Anche il sindaco Francesco Matacena pare non abbia digerito bene questo affronto, replicando a mezzo video, con un po’ di sarcasmo, che “ad una città morta loro rispondono con un’azione viva”. E questo mentre mostrava il rifacimento del manto stradale della Variante. Non vorremmo sminuire il suo operato, ma questa sindaco, per intenderci, è roba di ordinaria amministrazione.

Questa mattina, però, dando ancora una volta un’occhiata alla bacheca comunale, l’occhio ci è inevitabilmente caduto sull’approvazione del progetto esecutivo di una nuova tendostruttura per il palazzetto dello sport di via De Nicola.

Per un attimo avevamo persino esultato. Finalmente qualcosa in cantiere. Allora, “eppur si muove” come disse il sommo, non è tutto morto. In realtà, parliamo dell’approvazione di un progetto esecutivo da candidare a un bando del Dipartimento per lo Sport, denominato “Sport e Periferie 2026”, al quale l’ente ha deciso di partecipare chiedendo appunto un finanziamento per la realizzazione della nuova tendostruttura dell’impianto sportivo di via De Nicola. Vecchia storia, se andiamo a rispolverare i nostri archivi, i cui primi passi risalgono ormai al lontano 2017.

Ma, così come noi abbiamo dovuto rispolverare il cassettone, lo stesso hanno dovuto fare anche Danila D’Angelo e la sua eccellente (sic!) squadra, composta dagli “ottimi” Leopoldo Graziano e Lucia Borrata, tecnici dell’Area Lavori Pubblici del Comune di Aversa.

Per l’occasione sono andati a ripescare una progettazione esecutiva della tendostruttura risalente al 2022, realizzata dall’ingegnere Giampaolo Pisciotta, già assessore ai tempi dell’amministrazione De Cristofaro, molto vicino al compianto Peppino Sagliocco e oggi a Francesco Sagliocco, anche lui altro luminare dei lavori pubblici.

Già, quel Pisciotta che chi ha memoria ricorderà volesse realizzare il palazzetto in una zona che da PRG è verde pubblico. Comunque, l’ingegnere nel 2022 fu scelto tra tanti per la realizzazione del progetto esecutivo e per il coordinamento dei lavori dell’intera opera, per un incarico di 66.992,72 euro oltre € 2.679,70 per oneri previdenziali e € 5.327,93 per lva, per un totale complessivo di € 85.000,37.

Poi, con tutto il casino che ci fu dovuto all’illegalità di quella procedura, sollevato anche dall’occhio vigile dell’ex consigliera Eugenia D’Angelo, tutto andò in vacca e pare essersi salvata solo la tensostruttura.

Insomma, D’Angelo e la sua squadra hanno preso questo progetto di quattro anni fa e, per candidarlo al bando ministeriale, hanno dovuto aggiornarlo, chiedendo un finanziamento complessivo di 800 mila euro, di cui 720 mila quale importo richiesto al Ministero e 80 mila euro quale quota di compartecipazione finanziaria dell’Ente.

Saremmo curiosi di sapere quali modifiche abbiano apportato il trio di architetti e ingegneri, visto il pasticcio combinato con la determina che affida al Consorzio Triangolo Lariano la realizzazione del parco urbano nell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum. In quell’atto, infatti, viene dapprima fissata una soglia di anomalia intorno al 33 virgola qualcosa per cento, salvo poi aggiudicare la gara proprio a chi quella soglia non l’ha rispettata, con un ribasso del 36 e qualcosa per cento. E questo è solo uno dei tanti pasticci contenuti in quella determina che potete leggere tutto qui (CLICCA E LEGGI).

Che dire, auspichiamo, per il bene di Aversa ma soprattutto degli aversani, che almeno questo finanziamento vada in porto, dopo il disastroso insuccesso che ha visto il Comune vedersi bocciare cinque progetti candidati alla Regione, perdendo la bellezza di 7 milioni di euro. Non vorremmo infierire ulteriormente sull’approssimazione di alcuni elementi degli uffici comunali di Aversa e sulla superficialità professionale di chi li coabita, perché ci sarebbe davvero da chiedersi a cosa stesse pensando chi ha curato quei progetti. Ma ci fermiamo qui, e che Dio ce ne scampi.