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LE POLTRONE ASI. Marino, ma che fai. Nomini Gianni Comunale, ma è illegale e spieghiamo il perchè

15 Ottobre 2018 - 19:12

CASERTA[g.g.] Carlo Marino è talmente impegnato a gestire attivamente, con i vari Franco Biondi e Giovanni Natale, ogni piega della cosiddetta ‘amministrazione del valore aggiunto’ [chiaramente di quello ad appannaggio dei soliti palazzinari e dei soliti professionisti noti], da aver perso anche l’allenamento a studiare carte giuridiche, codici, giurisprudenze.

Lui, d’altronde, è un ottimo avvocato e facendo male il sindaco ha comunque abbandonato il suo lavoro, depauperando anche questa sua qualità professionale.

Come ha fatto Carlo Marino a non sapere che il Consiglio di Stato, dopo un iniziale ed estemporaneo pronunciamento del Tar della Campania, dove, si sa, a volte i giudici sono molto creativi e molto, forse troppo, dialoganti con il territorio e le sue istituzioni, ha chiuso definitivamente la vicenda della nominabilità di assessori e consiglieri dei comuni al di sopra dei 15 mila abitanti all’intero degli organismi dei cosiddetti enti di sottogoverno?

Era stato per primo, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone ad affermare ciò, relativamente al caso, verificatosi in un comune della provincia di Napoli, nel quale il sindaco, se non ricordiamo male di cognome Romano, aveva nominato proprio un consigliere comunale in un ente strumentale. Era stata quell’amministrazione a rivolgersi al Tar e ad incassare un primo verdetto positivo, salvo poi soccombere, senza remissioni, in Consiglio di Stato.

Ora, la presidente dell’Asi di Caserta, Raffaella Pignetti, pare che abbia convocato il consiglio generale senza porre all’ordine del giorno, nè la surroga di Carmine Bevilacqua, consigliere silurato da Marino, nè, tantomeno, quello della sostituzione di Salvatore Davidde e di Fulvio Granata nella giunta del consorzio intercomunale che gestisce le aree industriali. Ciò nonostante la famosa lettera inviata da alcuni comuni, tra cui Marcianise, che sostanzialmente diffidavano la Pignetti ad avviare la procedura per l’elezione di due nuovi componenti del comitato direttivo.

La pupilla di Stefano Graziano va avanti tranquillamente, perchè ritiene, in questo caso, in questo raro caso con giuste argomentazioni, di non avere torto. Come fa, ad esempio, di fronte alla sentenza tombale del Consiglio di Stato, Carlo Marino a nominare Gianni Comunale, consigliere a Caserta, al posto di Carmine Bevilacqua? Per quanto riguarda Davidde e Granata, la questione giudiziaria, innescata dai loro ricorsi, presentati dall’avvocato Renato Labriola, uno che conosce il diritto amministrativo come pochi, è ancora aperta, apertissima, dato che il Tar ha rinviato la decisione.

Nelle more di questo rinvio, Velardi, Marino e compagnia vogliono consumare una sorta di blitz alle spalle dell’organo giurisdizionale. Attenzione, però: questo potrebbe diventare un vero boomerang e un assist per l’avvocato Labriola, il quale, proprio alla luce di questo atto che non rispetta il fatto che il Tar tenga ancora sub iudice i ricorsi presentati da Salvatore Davidde e da Granata, potrebbe muoversi in maniera severissima dimostrando al Tribunale Regionale che si sta approfittando di un rinvio per creare una sorta di nuovo status quo, realizzato in barba a un Tar che si è riservato di decidere sui citati casi Davidde e Granata.

Di fronte ad un’istanza del genere, il Tar potrebbe ridurre di moltissimo i tempi di pronuncia.

Storia interessante e anche un pò intrigante, che continueremo a seguire.