L’incubo di una ex consigliera comunale. “Vi racconto come mi hanno truffata. Ora dormo su un materassino in cucina”

22 Febbraio 2026 - 15:30

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MARCIANISE – Una vicenda che definisce “un incubo” e che l’ha costretta, da quasi un mese, a non poter utilizzare la propria camera da letto. A raccontarla sul suo profilo è Francesca Tortora, ex consigliera comunale di Marcianise, che ha reso pubblica la sua esperienza con una azienda molto nota del settore arredamento e vendita materassi.

Nel post, l’ex esponente del civico consesso spiega di essersi recata il 28 novembre scorso presso il punto vendita di Casagiove per acquistare un nuovo letto e un materasso, “un regalo” – scrive – “pagato molto caro, in tutti i sensi”.

La consegna arriva il 20 gennaio. Ma già dalla prima notte emergono i problemi: un odore intenso e pungente, “acre e chimico”, che le avrebbe impedito di dormire nella sua stanza. Finestre aperte per ore, poi la decisione di trasferirsi temporaneamente nella camera della madre.

Nei giorni successivi, racconta, la situazione non migliora. Dopo alcuni tentativi di utilizzo, racconta di aver accusato fastidi fisici – congiuntivite e tosse – che l’avrebbero convinta a contattare immediatamente l’azienda per chiedere la restituzione del prodotto, da lei ritenuto non conforme alle aspettative e potenzialmente dannoso per la salute.

Dopo solleciti via pec, mail e telefonate, le sarebbe stata concessa una sostituzione. Il 29 gennaio arrivano un nuovo letto e un nuovo materasso, ma – secondo quanto denunciato – il problema dell’odore persistente si ripresenta identico.

A quel punto Tortora afferma di aver chiesto di esercitare il diritto di recesso entro i 14 giorni, ricevendo però un diniego. Da qui la scelta di rivolgersi a un legale per chiedere la risoluzione del contratto e tutelare, prima di tutto, la propria salute.

“Non posso accedere alla mia camera, alle mie cose. Dormo su un materassino a terra in cucina”, scrive nel lungo sfogo social, annunciando l’intenzione di rivolgersi anche ai Carabinieri e di chiedere l’intervento dell’Asl per verificare la natura dei materiali.

L’ex consigliera si è detta pronta ad andare fino in tribunale pur di ottenere giustizia.