TUTTI I NOMI DI CHI HA FIRMATO. MARCIANISE. Game over: 13 consiglieri comunali dal notaio. Il sindaco Trombetta già a casa da domani, lunedì mattina il commissario e in primavera le elezioni

16 Gennaio 2026 - 16:59

MARCIANISE (G.G.) – Stanno dal notaio e per il momento sono 13, perché Raffaele Guerriero avrebbe fatto marcia indietro, ricomponendo il campo largo da consigliere comunale del Pd.

L’opposizione più compatta è formata da 9 consiglieri: Lina Tartaglione, candidata sindaco contro Trombetta; Alberto Abbate, Paola Foglia, Jole Giuliano, Pinuccio Moretta, sua nipote Marina Moretta, Salvatore Raucci, Tommaso Valentino e Raffaele Delle Curti.

A questi 9 va aggiunta Rosalba Cibelli e il figliol prodigo Raffaele Guerriero. Le ultime due firme sono quelle prevedibilissime dell’ex consigliera regionale Maria Luigia Iodice, quella largamente più bistrattata dal sindaco Trombetta che, inerme di fronte a una consigliera regionale uscente, ha consentito la candidatura alla Regione di Pasquale Salzillo, e di Antimo Rondello, che alla Iodice è legato.

Stanno dal notaio, ma l’esperienza ci dice che in questi casi bisogna andarci con i piedi di piombo. Però alla Cibelli non conviene tornare indietro dopo aver detto sì, perché così avvalorerebbe certe voci che la segnalano come una consigliera che, sotto sotto, vuole tenere in vita questa consiliatura per motivi personali.

L’unica situazione da verificare è quella di Raffaele Guerriero, che aveva realizzato il ribaltone passando dalla parte di Trombetta, che successivamente ha chiesto di essere nominato dal sindaco come proprio delegato all’interno dell’Asi e che magari, avendo compreso che Zinzi su questa cosa non aveva intenzione di mollare, ha pensato che fosse utile ritornare nel cosiddetto campo largo. Oddio, non è che Guerriero abbia mai avuto un’autonomia decisionale rispetto a Stefano Gaziano, per cui non è improbabile che ci sia stato qualche contatto tra il gruppo dei 9 e Gaziano, oppure tra la Iodice e quest’ultimo.

La decisione di firmare le dimissioni e di chiudere, eventualmente la cosa andasse in porto, già da domani mattina, irrevocabilmente l’amministrazione più sgangherata di tutti i tempi, si interseca con le dimissioni rassegnate dal sindaco ieri sera.

Ma la cosa ha un senso perché, secondo il Tuel, le dimissioni possono essere revocate entro il termine di 20 giorni, mentre così si va a casa senza se e senza ma.

Resta da capire se il comunicato di ieri sera del campo largo sia stato un’operazione tattica per fare in modo che nessuno dei 13 potesse essere avvicinato allo scopo di fargli cambiare idea o se qualcosa è successo in mattinata che ha indotto l’opposizione, diventata in tutta evidenza maggioranza, a ritenere che non ci fossero più le condizioni per proseguire.

Siccome l’operazione si è consumata prima del termine del 24 febbraio, ciò determinerà un ritorno alle urne per le elezioni comunali entro pochissimi mesi, cioè durante il periodo stabilito dalla legge per le consultazioni elettorali che va dal 15 aprile al 15 giugno.

Per quanto riguarda noi, abbiamo sempre sostenuto che un governo istituzionale rappresentasse la seconda ipotesi, quella di minor qualità, di fronte a un’eventuale difficoltà di portare 13 persone davanti al notaio. Staccare la spina dopo due anni e mezzo vissuti pericolosamente dalla città di Marcianise ha sempre rappresentato e rappresenta, secondo questo giornale, la soluzione migliore.