MARCIANISE. Il consiglio comunale al microscopio: l’intervento della Iodice. Trombetta si butta la zappa sui piedi. I tre scenari possibili e Lina Tartaglione bocca della verità

29 Novembre 2025 - 19:02

Abbiamo cercato di raccogliere tutti gli elementi più importanti emersi dalla seduta di ieri sera, in cui il sindaco è andato clamorosamente sotto sulle variazioni di bilancio. Le dimissioni coerenti e leali dell’assessora Lisa Froncillo, l’idea di un azzeramento della giunta che diventa azzeramento delle deleghe e tante altre piccole spigolature servono a capire l’attuale stato di fatto della politica marcianisana, su cui pesa terribilmente il potere spropositato e ingiustificato che Trombetta ha consentito a Pasquale Salzillo di assumere, soprattutto nell’edilizia privata con il suo sodale Angelo Piccolo. Sarà questo il vero nodo dei prossimi giorni e delle prossime settimane

MARCIANISE (G.G.) – Sono successe cose importanti nel consiglio comunale di ieri, venerdì. E le prospettive di sopravvivenza dell’amministrazione di Antonio Trombetta esprimono una cifra sicuramente decrescente. Ciò che era ampiamente prevedibile si è puntualmente verificato: l’intervento della consigliera regionale ed ex alleata Maria Luigia Iodice, presente questa volta in veste di consigliera comunale, ha rappresentato un attacco frontale e definitivo al primo cittadino.

La Iodice ha richiamato Trombetta alle sue responsabilità, accusandolo di tradimento politico e di aver disatteso gli impegni assunti con lei al momento della sua candidatura a sindaco, candidatura che – a suo dire – lei stessa aveva costruito “scongelandolo” da una lunga inattività politica seguita alla breve esperienza del 1997.

Secondo la consigliera, Trombetta avrebbe tradito non solo l’accordo politico, ma anche la città, avendo prodotto risultati amministrativi modesti e, soprattutto, avendo favorito candidature alternative alla sua, indebolendo fortemente la possibilità per Marcianise di avere un proprio rappresentante in Consiglio regionale.

Prima della Iodice era intervenuto il consigliere Antimo Rondello, che ha contestato nel merito la variazione di bilancio — poi bocciata — e, più in generale, l’efficacia dell’azione amministrativa portata avanti dal sindaco e dal suo ristretto gruppo di fedelissimi.

Il dibattito successivo è stato molto partecipato e ha visto intervenire componenti sia della maggioranza che dell’opposizione, con diversi momenti di tensione. Particolare rilievo ha avuto l’astensione di Nicola Russo, Carmela Laurenza e Giandomenico Colella, che, pur con motivazioni diverse, hanno preso le distanze dalle recenti scelte del sindaco, denunciando la mancanza di ascolto e il clima di continuo muro contro muro. Una posizione che, seppur indirettamente, ha finito per dare ulteriore forza alle critiche della Iodice. Una posizione per certi versi anche inaspettata, che ha fatto letteralmente precipitare i numeri della maggioranza, rendendola inesistente al punto da registrare un esito di voto impietoso: 8 favorevoli, 12 contrari, 4 astenuti e 1 assente.


IL “BLUFF” DELL’AZZERAMENTO DELLA GIUNTA

Nelle ore precedenti al consiglio, Trombetta aveva annunciato pubblicamente la volontà di azzerare la giunta. Tuttavia, nel pomeriggio, l’assessora riconducibile al gruppo della Iodice, Lisa Froncillo, ha presentato le proprie dimissioni, mandando in frantumi i piani della maggioranza. Le dimissioni dovevano infatti essere “congelate” e rese pubbliche soltanto dopo il consiglio, così da evitare che rappresentassero l’avvio formale dell’azzeramento.

Secondo quanto filtrato da ambienti consiliari, il sindaco si sarebbe fortemente destabilizzato, anche perché la gestione delle dimissioni avrebbe dovuto seguire una tempistica studiata e concordata. La circostanza che siano diventate effettive subito ha fatto crollare la strategia preparata.

Da qui nasce quello che molti esponenti della stessa maggioranza hanno definito un “bluff” del sindaco: dopo aver dichiarato che avrebbe azzerato la giunta, la sera stessa Trombetta avrebbe ritrattato con i suoi alleati, sostenendo che non intende più azzerare gli assessori, ma procedere soltanto alla revoca delle deleghe. Una soluzione giudicata da più parti come un semplice espediente per non cambiare realmente nulla.

Anche il post pubblicato questa mattina da Trombetta – in cui conferma unicamente la revoca delle deleghe – sembra confermare questa nuova linea. Una mossa attribuita, secondo indiscrezioni politiche, anche al ruolo della segretaria generale Maria Carmina Cotugno, spesso ritenuta tra le figure più influenti nel guidare le scelte tecniche e politiche del primo cittadino.


A questo punto, secondo le varie letture politiche effettuate da chi è coinvolto direttamente nelle dinamiche del consiglio comunale o da chi le segue con attenzione, si aprono tre scenari.


PRIMO SCENARIO: Il sindaco continua il “gioco di finzione”

Trombetta potrebbe inviare ancora una volta i suoi emissari a trattare, tentando una compravendita politica di voti come già accaduto con Pratillo, poi Russo, poi Guerriero. In questa ipotesi, revocare solo le deleghe e non gli assessori sarebbe l’ennesima manovra per prendere tempo e provare a risalire i numeri in consiglio.


SECONDO SCENARIO: Il sindaco azzera davvero gli assessori

Scenario meno probabile secondo molti. Un azzeramento reale darebbe avvio a una fase di consultazioni per tentare di salvare la consiliatura, dando vita non più a un governo di “larghe intese” o “salute pubblica”, ma a una giunta di scopo, con obiettivi limitati e circoscritti.


TERZO SCENARIO: Il nodo Salzillo — il possibile ricatto politico

Alcuni consiglieri sostengono che il vero ostacolo all’azzeramento sia il vicesindaco Salzillo, che non avrebbe alcuna intenzione di rinunciare alla sua posizione. In quest’ottica, Salzillo sarebbe pronto a far cadere l’amministrazione e condurre il Comune al commissariamento pur di evitare che qualcuno possa insidiarlo e sostituirlo nel suo ruolo, soprattutto quello cruciale esercitato da sempre in sua vece dall’amico del cuore Angelo Piccolo: dominus dell’edilizia privata, controllore del SUE, dove si sviluppano le dinamiche clientelari più significative sia nei confronti di chi chiede una concessione edilizia o un permesso di costruire, sia nei confronti dei tecnici che, in base a quella concessione, possono intascare o non intascare una barca di quattrini.

Un’ipotesi che, se confermata, renderebbe molto complicata qualsiasi manovra di riorganizzazione della giunta.


LA CLAMOROSA NOTIZIA DI TROMBETTA SUL CONSIGLIO DATO ALLA IODICE

Abbiamo ascoltato oggi l’intervento che Maria Luigia Iodice ha tenuto durante il consiglio comunale. Fatto col cuore in mano, come si suol dire: poco politico, tutto sommato non molto accorto e opinabile, facilmente rintuzzabile da una persona che possiede intelligenza politica. Ma la Iodice va giustificata, perché realmente — come abbiamo scritto — ha subito un tradimento da parte della persona che mai sarebbe diventata sindaco di Marcianise se non fosse stata lei a riesumarlo dopo tanti anni, visto che, come detto prima, Trombetta era fuori da ogni gioco dalla fine del secolo scorso.

Insomma, un politico scaltro avrebbe rimproverato la Iodice attaccandola sul fatto di aver ridotto la politica di Marcianise a un problema personale di rielezione in Consiglio regionale. Al contrario, nel tentativo di confutarla, Trombetta si è letteralmente buttato la zappa sui piedi. Ha affermato, infatti, di aver consigliato alla Iodice di non candidarsi. Già questo è un atteggiamento discutibile da parte di chi è diventato sindaco accettando prima di tutto di puntellare e rafforzare la posizione della Iodice in vista delle regionali.

Come si suol dire, questo è un caso tipico di “maccheroni sopra e formaggio sotto”. Ma Trombetta non ha accompagnato il consiglio dato alla Iodice con la rivelazione di aver chiesto la stessa cosa a Pasquale Salzillo. In poche parole, ha riconosciuto un primato politico, un marchio della Lega all’interno della sua maggioranza, ribaltando completamente l’intesa stipulata con Maria Luigia Iodice e chiedendole di unire tutte le forze a favore di Salzillo.

E allora non può lamentarsi Trombetta nel momento in cui la Iodice lo ha definito “il vice del vicesindaco”. Aggiungiamo noi: e l’ha pure trattato. Perché, francamente, un ribaltamento dei ruoli e dei rapporti rispetto alla base costitutiva della coalizione civica rende assolutamente giustificabile la posizione assunta dalla Iodice.

In poche parole, se quella che tra una quindicina di giorni sarà un’ex consigliera regionale avrebbe potuto essere contestata per aver ridotto a una necessità personalistica l’apertura di una crisi politica, ora — con lo sproposito uscito dalla bocca di Trombetta durante il suo intervento — la posizione del medico massimalista di Marcianise diventa più accettabile, più giustificabile e si coniuga con una ragione che i cittadini di Marcianise potranno capire molto meglio rispetto a ciò che sarebbe potuto avvenire limitandosi al solo intervento nudo e crudo pronunciato dalla Iodice durante il consiglio.

Ritornando in conclusione ai contenuti del consiglio comunale e, specificatamente, al botta e risposta tra Maria Luigia Iodice e il sindaco Antonio Trombetta, quest’ultimo ha tenuto a sottolineare che la vittoria elettorale del maggio 2023 è avvenuta grazie al 5% in più raccolto da lui con il voto personale rispetto al risultato della coalizione che lo sosteneva, attestatasi al 45%.


L’INTERVENTO DI LINA TARTAGLIONE SU VELARDI E GUARINO

Magari ci autocitiamo, ma come dare torto a Lina Tartaglione, la sconfitta di quelle elezioni, che ha raccolto specularmente il 5% in meno rispetto alla coalizione che la sosteneva, quando ha detto in consiglio che quel 5% in più riportato da Trombetta è stato ascrivibile — secondo la Tartaglione — in parti uguali all’ex sindaco Antonello Velardi e al sottoscritto che, vogliamo ricordarlo per l’ennesima volta, l’ha letteralmente cancellata dalla campagna elettorale all’indomani del suo accordo ufficiale con la sigla politica di Giovanni Zannini, attuando questa scelta editoriale solo e solamente per coerenza con la linea ormai storica di Casertace, avversa al modo — a nostro avviso scellerato — in cui Zannini esercita l’attività politica in provincia di Caserta.

Trombetta ha vinto grazie ai voti di Velardi e grazie alla strategia editoriale che, per tutta la campagna elettorale, ha scritto che il candidato sindaco del centrosinistra si chiamava Angelo Golino, portando avanti irriducibilmente questa descrizione in apparenza surreale e rispondendo, in puro stile semiserio, attinto dal genere teatrale e cinematografico del nonsense, che il candidato fosse Golino, suo marito. Il nome dell’odontoiatra abbiamo ricominciato a utilizzarlo solo alle 15:01 del lunedì elettorale, quando le urne si sono chiuse.