MARCIANISE. Il sindaco Trombetta si farebbe tagliare anche un braccio per non perdere la fascia. Prima cerca altri ribaltonisti, poi fa un mezzo accordo con l’opposizione e manda a mare Zinzi, poi ci pensa Tartaglione lo sceriffo. Caos Totale

12 Gennaio 2026 - 20:28

E beh, un sassolino ce lo dobbiamo togliere dalla scarpa. Che vi avevamo detto dopo tre mesi dalle elezioni, che questo buon medico di paese aveva conquistato una cosa troppo più grande di lui e che pur di conservarla avrebbe esposto la città ad ogni nefandezza politica con quattro ribaltoni? Ecco la situazione al momento

MARCIANISE (g.g.) – Quando scrivevamo che gli elementi considerati da Antonio Trombetta, quale contenuto della propria sindacatura, fossero costituiti esclusivamente dall’ossimoro di quella che definimmo – un po’ kunderianamente – un’inespressiva espressione di sé, in tanti puntarono il dito contro CasertaCe, ci attaccarono, scambiarono quella che era una valutazione politica che non poteva comunque ignorare un aspetto caratteriale di Trombetta, per un affondo personale, quasi un insulto aggressivo, antipatico.

Ovviamente noi, che siamo ben esperti di queste cose, scrollammo le nostre spalle forti, considerando irrilevanti quei commenti. Lo stesso Trombetta, uomo profondamente inesperto in fatto di politica, che si muove a volte come un gentiluomo di campagna molto provinciale, sciorinò una serie di scritti seriosi, con una visione dell’offesa quasi di marchio ottocentesco.

Scrivendo dell’inespressiva espressione della propria funzione di sindaco, avevamo intuito in base alla nostra esperienza, che a Trombetta interessasse solamente indossare quella fascia, considerando in pratica un fastidio, una fatica, tutta la cospicua parte che ha a che vedere con l’attività, con i contenuti, con i programmi. In pratica, tutto il resto.

Insomma, un obiettivo, una missione: rimanere sindaco a tutti i costi per vivere in ogni giornata quella sensazione inebriante di essere uno che conta. Viverla così, alimentandosi di un’emozione totalmente finalizzata a se stessa, senza collegare questa tenacia della sopravvivenza ad un significato connesso ad un’espressione di potere, al pragmatico utilizzo dello stesso per obiettivi materiali, per creare un meccanismo di potere clientelare favorevole ai propri interessi.

No, solo per guardarsi allo specchio e dire ancora oggi quello a cui probabilmente Trombetta non riesce ancora a credere: “Sono sindaco di Marcianise”.

E beh, a due anni e mezzo di distanza, i criticoni di allora, i supponenti del perbenismo marcianisano borghesoide, si sono ridotti di numero, più di uno si è reso conto che avevamo ragione. Antonio Trombetta, e lo diciamo rispettando profondamente la sua persona, si farebbe tagliare un braccio pur di rimanere sindaco.

Ragionate un po’ sul suo comportamento degli ultimi giorni: ha cercato in tutti i modi di convincere Rondello a lasciare Maria Luigia Iodice. Non c’è riuscito ed è andato a trattare con il centro sinistra, il quale gli ha proposto una soluzione a nostro avviso lineare. Sì al governo istituzionale delle larghe intese, perché questa formula non tradisce, anzi per la prima volta durante la consiliatura in corso, asseconda e rispetta il risultato delle ultime elezioni comunali, ma chi quel risultato ha tradito, diventando il protagonista del cinico e vergognoso esercizio del ribaltone, contravvenendo alla delega assegnata loro dai cittadini che li avevano votati nella coalizione di Lina Tartaglione per salire sul carro di Trombetta, non possono essere presenti in questo governo, in questa nuova maggioranza.

Il disgustoso spettacolo dei ribaltonisti Guerriero, Russo, Laurenza e Pratillo

Che devono dire a Trombetta, quelli dell’opposizione, su Raffaele Guerriero? Cosa devono dire su uno che è legato a triplo filo a Stefano Graziano e appartiene dunque al Pd, nel momento in cui va ad appoggiare un’amministrazione di centro destra in cui erano presenti la Lega di Gianpiero Zinzi, Fratelli d’Italia e Giovanni Zannini, il quale, quando Guerriero ha fatto il suo ribaltone, si era già accordato con Forza Italia. Che devono fare quelli dell’opposizione, applaudire il ribaltonista Guerriero, benedicendolo per l’ennesima volta come figliol prodigo?

Che deve dire l’opposizione su Nicola Russo e Carmela Laurenza, eletti nelle liste in appoggio alla Tartaglione e poi insieme Zannini che li ha messi a disposizione di Trombetta, a condizione che questi – metaforicamente sindaco per carità sennò lei ci piazza un altro pippone dei suoi su Facebook – si calasse i pantaloni al cospetto delle ragioni a nostro avviso tecnicamente criminali, come abbiamo spiegato in mille articoli, dell’ex Consorzio Idrico divenuto Itl Spa, nel quale, manco a dirlo, Gabriele Trombetta, nipote del sindaco, ha fatto incetta di incarichi.

Vogliamo parlare di Giovanni Pratillo, associato a Pino Riccio? Vogliamo parlare di quello che è successo, dopo che Pratillo ha fatto il ribaltone tradendo i suoi elettori, alla concessionaria Blu Car che oggi sta ultimando i lavori, a nostro avviso di molto dubbia legittimità, grazie ad un permesso a costruire ottenuto con la regia di Pasquale Salzillo, con l’esecuzione materiale di Angelo Piccolo e con l’assunzione degli incarichi di progettista e direttore dei lavori dello stesso Pino Riccio.

Cosa doveva proporre il csx a Trombetta? Forse l’amnistia, rendendosi complice dell’esercizio immorale del trasformismo, di tutto il peggio che può offrire la politica “dei fatti propri”, finalizzata solo a se stessa e che umilia la dignità di una scelta compiuta a monte in appoggio ad un candidato sindaco o ad un altro, ad una coalizione o ad un’altra.

Sapete cosa aveva risposto Trombetta a quelli dell’opposizione? “Ok, la cosa si può anche fare. Però chi ce lo dice a questi quattro?”

E non sbagliava Trombetta a formulare l’interrogativo retorico. Vi immaginate la scena di Trombetta che va a dare il benservito a Russo, alla Laurenza, al Guerriero, al Pratillo, dopo averli corteggiati, dopo avergli concesso assessori che mai avrebbero dovuto ottenere se uno straccio di democrazia avesse resistito alla scorribanda barbarica, orchestrata da un primo cittadino che non riesce ad immaginare un suo domani senza quella fascia a tracollo?

Nell’espressione pensosa esposta a quelli dell’opposizione c’era la consapevolezza di Trombetta di essere stato il pianificatore e l’autore materiale di tutte le dinamiche del trasformismo e dei ribaltoni lo hanno visto protagonista come istigatore, come colui che invece di formulare un appello al rispetto del risultato dell’urna che aveva eletto sindaco, ma aveva dato il 56% dei voti alla coalizione avversaria, ha cominciato insieme a Pasquale Salzillo a sviluppare un’attività di corruzione politica, aprendo alla possibilità di cambi di casacca radicali. Il tutto solo per stare lì e per accontentare quello che era il suo interlocutore principale, ossia Pasquale Salzillo che non desiderava un governo di larghe intese, che certo non gli avrebbe consentito di fare tutto quello che ha fatto in due anni e mezzo con le concessioni edilizie, e che costituisce la base fondante dei 3300 voti di preferenza personali raccolti alle ultime regionali.

In poche parole, Trombetta pur di durare aveva aperto all’opposizione (che poi è il vero csx di Marcianise), fregandosene di Zinzi e mettendo quest’ultimo nell’angolo, ma sempre solo e solamente per durare.

Altro giro, altra corsa: finito con il csx, ha incrociato di nuovo Giuseppe Tartaglione, il quale ha ricambiato idea per la ventesima volta e forse, con qualche promessa “poltronifera”, e visto che il csx si era seduto alla trattativa con il sindaco, ha incontrato Trombetta e per il momento sembra rientrato nei ranghi della maggioranza che, sempre considerando dentro anche Giandomenico Colella che però ha posto una serie di condizioni fondate sulla discontinuità radicale rispetto ai primi due anni e mezzo di amministrazione per votare il bilancio e per rientrare seppur in posizione autonoma nella maggioranza, vedi siluramento di Pasquale Salzillo, ma basterebbe secondo noi una semplice rotazione dell’incarico incredibilmente ricoperto da 9 anni da Angelo Piccolo in merito alle concessioni edilizie della città.

Giuseppe Tartaglione, dunque, dovrebbe essere il tredicesimo consigliere utile per approvare il bilancio.

Sarà così? Inutile fare previsioni perché l’unica cosa certa che esiste oggi nel quadro politico della città è che Trombetta, vivendo probabilmente una trasformazione genetica rispetto a quello che è stato durante la sua vita, è pronto anche lui a fare un giro nel Faust accordandosi con ogni diavolo possibile ed immaginabile che gli viene a tiro.