MARCIANISE. L’assurdo caso di un consiglio comunale senza una maggioranza e con due minoranze. A casa o governo istituzionale. Ma senza leader…

3 Gennaio 2026 - 19:29

Annunciando ai lettori che nel prossimo articolo ci dedicheremo a focalizzare nuovamente, ma in maniera più approfondita, l’attuale status del vicesindaco Pasquale Salzillo, riteniamo importante spiegare la situazione attuale e analizzare i casi di Rosalba Cibelli, Rondello, Giuseppe Tartaglione e Giandomenico Colella

MARCIANISE (G.G) – Al momento, a Marcianise non esiste una maggioranza. E soprattutto, per permettere ai lettori di capirci qualcosa, è necessario semplificare una situazione estremamente ingarbugliata, nella quale convivono, allo stesso tempo, tutto e il contrario di tutto.

Non esiste una maggioranza che sostenga il sindaco Trombetta e la sua attuale giunta con numeri certi in Consiglio comunale, né in prima convocazione — quando occorrono almeno 13 consiglieri presenti e una prevalenza di voti favorevoli alle delibere proposte dal primo cittadino e dai suoi assessori — né in seconda convocazione, quando la seduta può tenersi con un numero inferiore di presenti, ma le delibere del governo cittadino necessitano comunque della maggioranza semplice, cioè di più “sì” che “no”.

Si potrebbe obiettare: se il sindaco Trombetta non ha più una maggioranza, allora i voti consiliari arridono all’opposizione. Fino a un certo punto. Lo zoccolo duro dell’opposizione è composto da dieci consiglieri: Lina Tartaglione, La Foglia, Delli Curti, Pino Moretta, l’altra Moretta, Alberto Abbate, e altri.

Ambigua è invece la posizione di Rosalba Cibelli, che affida i comunicati al suo coordinatore provinciale pentastellato Buonpane, nei quali si ribadisce una dura avversione del Movimento 5 Stelle nei confronti dell’amministrazione comunale. Tuttavia, resta la sensazione che questa postura rappresenti anche una mossa tattica per distinguersi dai dieci consiglieri di opposizione e mantenere le mani libere. In sostanza, la Cibelli utilizza sovrastrutture comportamentali nei confronti di gruppi e partiti che sono stati alleati di ferro di Roberto Fico alle ultime elezioni regionali.

Tutto ciò insospettisce e, francamente, ci piacerebbe assistere alla scena del voto sul Bilancio di previsione con la Cibelli in posizione decisiva: rimarrebbe in aula per votare o si eclisserebbe? Più di qualcuno pensa che l’esponente dei Cinque Stelle non abbia alcuna voglia di tornare a casa, sia per un interesse professionale legato alla sua presenza quotidiana agli sportelli napoletani della banca per cui lavora, sia per una questione attinente alle dimensioni della sua abitazione.

Poi c’è Rondello, che sulla carta dovrebbe muoversi in sintonia con Maria Luigia Iodice. Mettiamo il caso che il medico pediatra gli chieda di andare dal notaio a firmare le dimissioni per spedire Trombetta a casa: Rondello risponderebbe presente? Chissà. Noi non ne siamo sicuri al cento per cento.

Infine, le posizioni di Giuseppe Tartaglione e Giandomenico Colella. Il primo proclama “azzeramento o morte”, ma si ha la netta sensazione che, qualora gli venisse concessa — magari grazie all’intervento di Zinzi — la poltrona oggi occupata da altri, ovvero quella di presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Tartaglione, detto “lo sceriffo”, rientrerebbe rapidamente sulle posizioni del sindaco e di Pasquale Salzillo.

Anche Giandomenico Colella ha sottoscritto un documento chiaro in cui chiede una giunta completamente nuova, in netta discontinuità con quella azzerata da Trombetta, a partire dal benservito a Pasquale Salzillo. Ma se questo non dovesse verificarsi, Colella sarebbe disposto ad andare fino in fondo, cioè a varcare il portone di uno studio notarile? È una domanda tutt’altro che scontata.

Ecco perché diciamo che oggi il Consiglio comunale di Marcianise è popolato da due minoranze.

L’unica soluzione — lo scriviamo da due anni e mezzo — sarebbe quella di rispettare realmente il verdetto elettorale: una giunta istituzionale che dia valore e rappresentanza sia al sindaco, che le elezioni le ha comunque vinte, sia alla coalizione che ha sostenuto Lina Tartaglione, che ha espresso una netta maggioranza nel voto per il Consiglio comunale. Fuori tutti coloro che hanno dato vita a ribaltoni e ribaltini, con la conseguente ricostituzione di una legalità democratica letteralmente calpestata in questi ultimi due anni e mezzo, a partire dall’esito delle ultime elezioni comunali.

Ma per realizzare tutto questo servono leader politici veri, persone capaci di presentarsi credibilmente davanti alla città, a viso aperto, spiegando il senso di un’iniziativa di questo tipo.
E di leader politici in attività, oggi, Marcianise non ne ha nemmeno mezzo.