MARCIANISE. Raffaele Guerriero va a “sfottere” la Iodice a casa sua con Villano. Non si rende conto che ha fatto nascere una maggioranza Lega-Pd

11 Dicembre 2025 - 12:09

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

MARCIANISE (G.G.) – Raffaele Guerriero è destinato a rimanere (pensate quanto è inguaiato questo partito) l’unico riferimento del Pd in quel di Marcianise. Ora, lasciamo perdere Zinzi, che comunque è – sin dall’inizio della consiliatura – il riferimento politico dell’assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica Stefano Farro, del presidente del consiglio comunale Antimo Zarrillo e di altri consiglieri. Quello che non si può lasciar perdere, in una valutazione “geometrica” relativa al posizionamento politico dell’amministrazione comunale, è la candidatura alle elezioni regionali del vicesindaco — quindi non di un consigliere comunale qualsiasi — ma del vicesindaco Pasquale Salzillo.

Per cui, l’amministrazione comunale di Marcianise ha due assessori fondamentali, di cui uno insignito della carica di vicario di Tonino Trombetta, appartenenti al partito della Lega senza se e senza ma.

Stesso discorso per il presidente del consiglio Antimo Zarrillo. Domanda: alla luce di tutto questo, rappresenta un esercizio di manipolazione, di distorsione della verità, affermare che oggi il Comune di Marcianise è ufficialmente, tutto sommato trasparentemente, amministrato dalla Lega e dal centrodestra, visto e considerato che anche Fratelli d’Italia — scusate, non ricordiamo il nome, che comunque non ha lasciato un segno indelebile nella storia della città — ha una sua componente nella giunta, coperta politicamente dal consigliere comunale Moriello, anche lui in forza al partito della Meloni?

Raffaele Guerriero ha voluto, negli scorsi giorni, sottolineare e certificare il suo ruolo di riferimento del Pd marcianisano portando a casa dell’ex consigliera regionale Maria Luigia Iodice e di suo marito Nicola Scognamiglio il neo eletto a Napoli, Marco Villano, da Aversa. Se non conoscessimo il dato che connota politicamente ed esistenzialmente Guerriero, tutt’altro che una volpe, diremmo che questa visita ha avuto una caratterizzazione beffarda, perché tu non vai da una persona che non è riuscita a essere eletta al consiglio regionale sbandierandole davanti chi invece in consiglio regionale ci va.

Della serie: vuoi sfottere? Al di là di ciò, Guerriero è salito nel palazzo di Scognamiglio e della Iodice per sondare il loro umore. Strana iniziativa, perché l’intervento della Iodice nell’ultimo consiglio comunale può essere piaciuto o non piaciuto, ma certamente non è stato privo di una chiarezza tranciante. La Iodice è passata ufficialmente all’opposizione del sindaco Antonio Trombetta per una serie di motivi che Guerriero, assente nella circostanza, avrebbe potuto apprendere guardando su Facebook la registrazione della seduta. Per cui è chiaro — e anche la Iodice ha avuto questa sensazione — che Raffaele Guerriero, sopravvalutandosi e pensando che la presenza di Villano al suo fianco costituisse un elemento in grado di renderlo più autorevole, sia andato lì per capire se ci fossero margini di una ricucitura tra Iodice e Trombetta.

Ingenuo e miope, perché il connotato del rapporto tra Maria Luigia Iodice e Antonio Trombetta non è quello di due soggetti che, in una dinamica di ricerca di convergenza, hanno deciso di allearsi, ma è un rapporto di esclusiva filiazione politica.

Maria Luigia Iodice, partecipando per qualche anno a un gruppo chat dei medici di base — riteniamo quelli di Marcianise — ha notato che Trombetta era in grado di tenere i fili delle conversazioni; insomma, a suo modo (sempre agli occhi della Iodice) sembrava sviluppare una sorta di carisma che poi l’ha indotta a ritenerlo un primus inter pares dei medici di base, il che significa molto, perché i medici di base sono dei moltiplicatori di consenso. Un quadro di lontananza: perché, al contrario di quello che ha mostrato nella chat dei colleghi, Trombetta si è rivelato un vero e proprio re Travicello, privo di carisma politico e non in grado di dire a Pasquale Salzillo che tutta l’esperienza dell’amministrazione comunale nata dalle elezioni del maggio 2023 era frutto di un accordo secondo il quale poi tutto il governo cittadino e tutti i consiglieri di maggioranza, o quasi, avrebbero dovuto sostenere la consigliera uscente. Un esercizio tutt’altro che impossibile, visto quello che si può dire a posteriori delle elezioni appena celebrate, in merito a ciò che è capitato a Maddaloni, quando l’intera amministrazione e tutti i consiglieri comunali di maggioranza — tranne uno, Gigi Bove, che ha votato Massimo Grimaldi — si sono schierati e hanno lavorato pancia a terra, addirittura insieme a qualche consigliere di minoranza, per la conferma di Enzo Santangelo, che in un Comune con gli stessi abitanti di Marcianise ha raccolto ben 5.600 preferenze. Insomma, Trombetta avrebbe dovuto dire a Pasquale Salzillo: “Caro mio, sei il vicesindaco, sei assessore alle Attività Produttive, governi la ripartizione dell’Urbanistica e signoreggi sulle concessioni edilizie. Per cui, stai buono, perché altrimenti ti tolgo tutto.”

Alle Regionali si vota la Iodice perché pacta sunt servanda: i patti sono sacri e si mantengono, com’era già nell’antica Roma.

E invece Trombetta si è fatto letteralmente travolgere dalla sua debolezza, dalla totale assenza di autorevolezza e carisma, arrivando a dire in consiglio — roba da pazzi — che lui aveva consigliato alla Iodice, cioè a una consigliera regionale uscente (la quale si era candidata al consiglio comunale solo per spostare gli equilibri in maniera decisiva a suo favore), che non avrebbe dovuto candidarsi perché mancavano le condizioni. Al contrario, invece, le condizioni c’erano per Salzillo.

Quando diciamo dunque che Trombetta non ha ancora capito quali siano i rudimenti minimi del ruolo di un sindaco, lui si arrabbia. Un sindaco è prima di tutto la guida, la bussola politica della maggioranza che lo sostiene. Deve essere in grado di imporre l’ultima parola; altrimenti deve andare a casa, perché non conterà mai un tubo. Alla luce di tutto ciò, la visita a casa di Maria Luigia Iodice e Nicola Scognamiglio da parte di Raffaele Guerriero e Marco Villano è servita soltanto a certificare una verità: e cioè che tutto quello che si muove attorno al deputato Stefano Graziano, di cui Villano e Guerriero sono fedeli adepti, non ha nulla a che vedere con la militanza, con il rispetto delle basi fondamentali della linea politica del Pd. Graziano è un super cinico, Graziano è… mmm, cerchiamo la parola giusta, altrimenti parte la quattordicesima querela… uno scaltretto. Del Pd, come di tante altre cose, a lui non interessa nulla. Manda Guerriero e Villano dalla Iodice per irretirla, per riportarla dentro una maggioranza utile alle necessità di Guerriero. E non gli importa, a Graziano, che oggi — con il gruppo di Abbate e Moretta che tende a defilarsi anche ufficialmente dai democratici — sarà lui insieme a Guerriero a prendere le redini di quel che resta del Pd a Marcianise; non gli importa che conseguentemente sarà Guerriero a esprimere la posizione ufficiale del partito; quello che gli importa è che quest’ultimo inciuci, per qualche ragione di potere dozzinale, con il sindaco, con il vicesindaco, con Farro.

Non si accorge Graziano che, nel momento in cui Marco Villano si fa vedere insieme a Guerriero, lo legittima come rappresentante del Pd in una fase in cui il Pd vuole salvare un’amministrazione comunale di centrodestra a trazione Lega.

Dunque, se sarà ancora in carica e se Guerriero la sosterrà come l’ha sostenuta dal voto sul Bilancio in poi, potremo affermare senza tema di smentita che a Marcianise è nato un laboratorio: quello di un’alleanza organica e politicamente legittimata dal deputato Stefano Graziano e dal neo consigliere regionale Villano tra Pd e la Lega di Salvini.