MARCIANISE. Sequestro da 30 milioni ai due fratelli imprenditori: “Prendevano il pizzo per i Belforte”. IL VIDEO
23 Febbraio 2022 - 08:29
MARCIANISE – La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un decreto di sequestro beni e di sottoposizione allâamministrazione giudiziaria di aziende, emesso dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere – Sezione per lâApplicazione delle Misure di Prevenzione – su proposta del Direttore della DIA e del Questore di Caserta con la collaborazione della Guardia di Finanza, nei confronti di due fratelli imprenditori operanti nei settori del cemento e della ristorazione del casertano.
La contiguitĂ dei destinatari del Decreto allâorganizzazione camorristica denominata clan âBelforteâ è emersa nellâambito di una inchiesta giudiziaria svolta nel 2014 dalla Squadra Mobile di Caserta con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e definita processualmente nel 2016 per uno dei due proposti con sentenza di condanna a 8 anni di reclusione e 8.000,00 euro di multa del G.I.P. del Tribunale di Napoli.
Pronuncia sostanzialmente confermata nel 2017 in seconde cure – divenuta irrevocabile nel 2018 – dalla Corte di Appello del capoluogo campano che gli comminava una pena ad anni 5, mesi 5 e giorni 10 di reclusione e 4.600,00 euro di multa.
In particolare è stata riscontrata, anche grazie alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, una strutturata modalitĂ di riscossione del âpizzoâ tramite lâazienda facente capo agli stessi.
Infatti il meccanismo criminale ideato da costoro, definiti anche âle spie del pizzoâ, si realizzava sia mediante sovrafatturazione degli importi dovuti âgonfiandoâ i costi rispetto alle effettive forniture per consentire la creazione di âfondi neriâ destinati al pagamento delle estorsioni, sia attraverso lâorganizzazione di incontri tra gli estorti e gli appartenenti al clan. Tale sistema era cosĂŹ collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attivitĂ talvolta si rivolgevano spontaneamente ai predetti affinchĂŠ indicassero i referenti dellâorganizzazione da contattare per âmettersi a postoâ.
Lâodierno Provvedimento ha comportato il sequestro di beni e lâamministrazione giudiziaria di imprese per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro interessando quanto risultato nella disponibilitĂ , diretta ed indiretta, di uno dei suddetti imprenditori. Nel dettaglio si tratta di 3 societĂ e 75 beni immobili ubicati nelle province di Caserta, Benevento, Salerno, LâAquila e Parma (18 terreni, 18 abitazioni, 2 opifici industriali, 36 garage/magazzini ed 1 multiproprietĂ in costiera amalfitana), nonchĂŠ 99 rapporti finanziari e 10 beni mobili registrati (5 autovetture, tra cui una Ferrari ed una Porsche, 3 imbarcazioni e 2 rimorchi). Con riferimento allâaltro proposto è stata invece disposta lâamministrazione giudiziaria per il periodo di un anno delle 6 aziende a lui riconducibili. Questâultima misura di prevenzione, eminentemente deputata al contrasto delle contaminazioni dellâattivitĂ di impresa da parte della criminalitĂ organizzata, è volta al possibile recupero dellâazienda alle fisiologiche regole del mercato allorquando risulterĂ eliminata lâingerenza dei soggetti portatori di pericolositĂ .
