La rinascita di Lina, Margherita e Stefania: tre donne di MARCIANISE operate dopo anni di dolore. La loro storia

15 Marzo 2026 - 18:30

Il valore di questi interventi sta anche nella possibilità di effettuarli vicino casa

MARCIANISE/CASTEL VOLTURNO – Tre storie diverse, unite dalla stessa battaglia contro il dolore alla schiena e le gravi deformazioni della colonna vertebrale. Lina, Margherita e Stefania sono tra le pazienti operate dal gruppo di chirurgia vertebrale del Pineta Grande Hospital, composto dai dottori Gaetano Pappalardo, Nicola Tammaro, Antonio Zaccariello e Carlo Piergentili. A Castel Volturno si eseguono interventi complessi di correzione della scoliosi anche su pazienti della provincia di Caserta, evitando spesso lunghi viaggi verso centri del Nord Italia.

Si tratta di operazioni altamente specialistiche, necessarie quando la scoliosi diventa severa e il corsetto non è più sufficiente a fermare la progressione della malattia. In questi casi, oltre alla deformità estetica, possono comparire forti dolori e perfino difficoltà respiratorie.

«Erano ragazze – spiega Pappalardo – a cui il corsetto non aveva funzionato. Presentavano dolori diffusi alla schiena e una deformità della cassa toracica importante. Abbiamo eseguito interventi di correzione con viti, barre e osteotomie mirate per riallineare la colonna e stabilizzarla».

Il caso di Stefania: anni di dolore e poi la svolta – Tra le pazienti c’è Stefania Della Rocca, 57 anni, originaria del napoletano ma residente da tempo a Caserta e impiegata nel reparto commerciale dell’azienda Multicedi. La sua odissea medica è iniziata nel 2019.

«La mia storia parte da una grossa ernia espulsa operata in un ospedale napoletano – racconta –. Da lì non mi sono mai ripresa del tutto e ho iniziato a soffrire di forti dolori alla schiena».

La situazione è peggiorata negli anni. Due anni fa Stefania si è rivolta all’Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano, dove le è stato diagnosticato lo schiacciamento di alcune vertebre. Nel frattempo il dolore era diventato insopportabile.

«Ci sono stati giorni atroci – ricorda – in cui avevo bisogno del bastone per camminare e della morfina per tollerare il dolore. Avevo anche sviluppato altri problemi perché assumevo posizioni sbagliate pur di soffrire meno».

La svolta è arrivata quasi per caso, davanti alla televisione.
«Ero a casa in malattia, piegata dal dolore, quando ho visto un’intervista del dottor Pappalardo al TgR Campania. Prima di tornare a Milano, dove avevo già preparato tutti gli esami richiesti, ho deciso di farmi visitare da lui».

Una scelta che ha cambiato tutto.
«Non sono più andata a Milano e mi sono operata alla clinica Pineta Grande. L’intervento, eseguito il 5 marzo, è durato cinque ore e mezza ed è stato ancora più complesso del previsto, ma è andato benissimo. La prospettiva ora è tornare presto a una vita normale, senza bastone».

Lina: “Quando ho visto la schiena dritta ho pianto” – Tra le pazienti più giovani c’è Lina Romano, 25 anni, di Marcianise, amica di Margherita Sorbo, anche lei operata dallo stesso chirurgo.

«Gli ultimi tre o quattro anni della mia vita sono stati difficilissimi – racconta –. Ero piena di dolori. Bastava un po’ di freddo o qualche minuto di camminata in più per farmi scegliere se uscire o restare a casa».

Per sopportare il dolore era costretta a ricorrere a farmaci molto forti.
«Prendevo medicinali che spesso mi lasciavano intontita. Ma soffrivo anche dal punto di vista estetico. Quando mi guardavo allo specchio vedevo la gabbia toracica sporgere, faceva impressione».

L’intervento è stato eseguito il 2 marzo. E l’emozione più grande è arrivata subito dopo.
«Quando sono uscita dalla sala operatoria e ho visto i fianchi quasi dritti non riuscivo a crederci. Ho pianto di gioia. Ora sto già molto meglio».

Chirurgia complessa ma risultati definitivi – Gli interventi di correzione della scoliosi hanno l’obiettivo di riallineare definitivamente la colonna vertebrale e stabilizzare la gabbia toracica.

«La finalità – spiega il dottor Tammaro – è raddrizzare la schiena e mettere la cassa toracica in una posizione sicura. Ovviamente resta una limitazione in alcuni movimenti, perché una parte della colonna viene bloccata per mantenere la correzione».

Il valore di questi interventi, però, sta anche nella possibilità di effettuarli vicino casa.

«Stiamo operando con alta qualità adolescenti ed adulti campani – concludono i chirurghi – cercando di evitare che i pazienti debbano andare fuori regione. Molti ancora non sanno che queste chirurgie di alta complessità si possono fare anche qui vicino casa».