MARITO E MOGLIE STROZZINI. Prima prestano soldi e poi chiedono 5 volte tanto: ARRESTATI
10 Marzo 2026 - 10:30
CASERTA – Prestavano soldi a tassi d’interesse che arrivavano fino al 480%, approfittando delle difficoltà economiche delle vittime e incassando le rate rigorosamente in contanti. Con queste accuse, due coniugi della provincia di Napoli sono finiti agli arresti domiciliari su ordinanza del GIP di Santa Maria Capua Vetere.
L’indagine, condotta dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore e coordinata dalla Procura sammaritana, è partita dalla denuncia di una persona che aveva avuto il coraggio di denunciare chi lo stava strozzando con gli interessi. Da lì, gli investigatori hanno allargato il cerchio e scoperto altre venti vittime, tutte finite nella morsa dell’usura.
Secondo quanto ricostruito, la coppia erogava prestiti in denaro a persone in difficoltà economiche, imponendo condizioni pesantissime. Gli inquirenti hanno accertato tassi d’interesse che toccavano punte del 480%, cifre che in pochi mesi rendevano impossibile restituire il debito. Le rate venivano riscosse sempre e solo in contanti, per non lasciare tracce. Un sistema che ha permesso alla coppia di operare indisturbata per mesi, fino alla denuncia che ha fatto scattare le indagini.
Il colpo decisivo alle indagini è arrivato nel dicembre 2025, quando i finanzieri hanno eseguito una perquisizione. Durante il blitz, sono stati sequestrati oltre 159mila euro in contanti e una montagna di documenti scritti a mano che tenevano traccia dei prestiti e delle scadenze. Una contabilità parallela che ha permesso agli investigatori di ricostruire l’intero giro.
Nel diffondere la notizia, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha tenuto a precisare alcuni punti fondamentali. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari, e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva. La misura cautelare è stata adottata all’esito di un contraddittorio limitato a questa fase, e il giudice del processo potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità. Per le ventuno vittime, però, l’incubo è finito. O almeno, hanno avuto la forza di denunciare e di vedere i loro aguzzini finire davanti alla giustizia.
