Noto bar di S.MARIA C.V. sotto accusa: “caos e musica alta”. E il comune chiama addirittura l’Arpac. LA STORIA

26 Aprile 2026 - 12:30

L’intervento nasce da una segnalazione presentata, dai residenti della zona, tramite un legale

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Con una determinazione firmata nei giorni scorsi dal responsabile del settore tecnico ambiente e manutenzione del Comune di Santa Maria Capua Vetere, Antonella De Rosa e dal dirigente Giancarlo D’Aco, l’amministrazione ha deciso di affidare all’Arpac una verifica tecnica sul presunto inquinamento acustico prodotto dal bar Miami 4.0, lungo via Vittorio Emanuele II interessato lo scorso 17 aprile da controlli interforze. Un atto che stanzia poco meno di mille euro per effettuare rilievi fonometrici e accertare se i livelli sonori superino i limiti consentiti.

L’intervento nasce da una segnalazione presentata, dai residenti della zona, tramite un legale, segno evidente che il disagio percepito è diventato tale da richiedere un passaggio formale. Non un controllo di routine, ma una risposta all’esasperazione dei residenti della zona, un meccanismo che, però, si è attivato solo quando il problema è esploso. Nel frattempo, chi vive nei pressi del locale ha dovuto convivere con il rumore senza risposte immediate.

La scelta di affidare i controlli all’Arpac porta con sé anche tempi tecnici non sempre brevi. E mentre la macchina amministrativa segue il suo iter, la quotidianità dei cittadini resta sospesa.

Quella del bar Miami 4.0 potrebbe rivelarsi una situazione isolata oppure l’ennesimo episodio di una convivenza difficile tra movida e residenzialità.