MONNEZZA, POLITICA E TANGENTI. Le nuove rivelazioni su Nicola Ferraro, e non solo, dei pentiti Aniello Ilario, titolare di CZeta, e Domenico Romano

2 Gennaio 2026 - 14:31

Diventa più solida la ricostruzione in quanto corredata da nuovi particolari inediti di tutto quello che si è verificato ad Arienzo sull’asse del rapporto tra Ferraro e il sindaco Peppe Guida. Il ruolo di alcuni operatori ecologici usati come guastatori per far fuori Econova

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ARIENZO (g.g.) Il pubblico ministero Maurizio Giordano titolare tra le altre cose  anche dell’indagine sulle presunte interferenze politico mafiose sugli appalti per la raccolta integrata dei rifiuti solidi urbani in diversi comuni della provincia di Caserta con focalizzazione su quello di Arienzo ha presentato ricorso al tribunale del Riesame di Napoli così come abbiamo scritto in un precedente articolo CLICCA E LEGGI contro i dinieghi, oppostigli a suo tempo dal gip del tribunale di Napoli sulle richieste da lui formulate di applicazione di misure cautelari ai danni di diversi indagati, a partire da  Nicola Ferraro per quanto riguarda il capo d’imputazione provvisorio più grave costituito dall’articolo 416 bis, associazione a delinquere di stampo camorristico.

Naturalmente il pubblico ministero ha accompagnato la sua istanza con l’ostensione di nuovi documenti. Soprattutto di uno: una informativa di quasi 150 pagine contenente le dichiarazioni rese da uno degli indagati principali dell’indagine, vale a dire il patron dell’impresa dei rifiuti CZeta, Aniello Ilario messe spesso in combinazione con quelle, più o meno già conosciute, di Domenico Romano, altro personaggio significativo in quanto, per sua stessa ammissione, sarebbe stato grazie alla sua credibilità criminale e ai suoi trascorsi, il trait d’union  gli imprenditori, in primis CZeta, e Nicola Ferraro.

Uno dei focus principali che interessano a CasertaCe è rappresentato dall’appalto nel comune di Arienzo rispetto al quale il pm Giordano riuscì ad ottenere dal gip gli arresti domiciliari del sindaco Peppe Guida, revocati poi dallo stesso riesame su istanza degli avvocati difensori

Aniello Ilario in un interrogatorio del 3 ottobre ammette che il suo ingresso sulla piazza di Arienzo è stato anche frutto dell’intervento di Nicola Ferraro, realizzato grazie ai “buoni uffici” di Domenico Romano. Gli elementi di novità rispetto a tutto ciò che abbiamo letto nella richiesta presentata a suo tempo dalla Dda, e poi nell’ordinanza firmata dal gip sono i seguenti: Aniello Ilario arriva ad Arienzo in conseguenza di una rivalità creatasi tra lui e l’attuale sindaco del comune montano sannita di Campoli Monte Taburno, Tommaso Grasso. Questi riteneva di potersi aggiudicare tranquillamente, come unico partecipante, la gara dei rifiuti al Comune di Apice, anche questo in provincia di Benevento e molto vicino al capoluogo. A quell’appalto si mostrò interessato anche Ilario con il quale Grasso si lamentò non poco. CZeta vinse ad Apice e ci fu una rottura totale tra quelli che fino ad allora erano stati amici

Quando la All Rent Service s.p.a. si presentò alla gara di Arienzo, ci andò anche Ilario per dare fastidio. In realtà questa presenza diventò molto più concreta perché sin dall’inizio Ilario evidentemente certi rapporti li aveva già maturati capì che Nicola Ferraro poteva essere la chiave di volta per aggiudicarsi l’appalto. Ferraro mise in campo Domenico Romano il quale, da camorrista qual era stato e forse era ancora, cominciò a lavorare sulle imprese partecipanti in modo tale da favorire l’affermazione di CZeta. In prima battuta non ci riuscì perché la Econova impresa riconducibile ai fratelli Amalfitano di Napoli, non si attenne evidentemente ai patti stabiliti e forse soprattutto con l’offerta tecnica riuscì a prevalere su CZeta.

Un giorno tranquillo, quelli di Econova, non lo hanno trascorso ad Arienzo e qui le dichiarazioni di Domenico Romano divenuto in pratica un collaboratore di giustizia, diventano, secondo il pm ricorrente, riscontro rispetto a quelle di Aniello Ilario. Le prime grane le creano alcuni operatori ecologici che nel racconto sia di Ilario che di Romano si muovono in maniera tale da far apparire strumentale le ragioni per le quali Econova viene fatta fuori dopo un anno e mezzo. Dall’informativa si possono estrarre anche i nomi di questi soggetti tra cui Alessandro Vigliotti che si muove in prima battuta poi affiancato da un altro paio di operatori ponendo la questione dei mancati emolumenti della mancata corresponsione puntuale degli stipendi. Ilario racconta che lo vanno a dire a lui raggiungendo anche l’invito a prepararsi a sostituire Econova

Ed infatti questo accade. Domenico Romano afferma che tutti gli elementi andavano in questa direzione a partire dai rapporti diretti e di totale collaborazione esistenti tra Nicola Ferraro e il sindaco di Arienzo, Peppe Guida, motivo, quest’ultimo, che ha anche determinato la nomina di una commissione di accesso che opera da qualche mese nel comune della Valle di Suessola

Il problema è che anche CZeta, probabilmente per responsabilità del comune incontra gli stessi problemi nel corrispondere puntualmente gli stipendi ai dipendenti. Ma in questo caso il peso, anche criminale di Nicola Ferraro, il quale forse aveva anche dei rapporti diretti con alcuni operatori ecologici spegne le tensioni rispetto ad un assetto agognato da lui e dal sindaco Peppe Guida, lo vogliamo ricordare, aveva anche assunto al comune la moglie di Ferraro, vale e a dire Gelsomina Crisci

Ferraro dice a Romano di aver troncato i rapporti con il clan dei casalesi. Ma tutto quello che succede da l’idea allo stesso Romano che di camorra si intende alla grande, avendo incassato anche condanne definitive per reati connessi ai rapporti con la delinquenza organizzata, fa pensare il contrario

Quando Pazzaglione esponente della camorra di San Felice a Cancello si presenta ad esempio sul cantiere di CZeta ad Arienzo chiedendo una somma a titolo estorsivo, è Nicola Ferraro che interviene e Pazzaglione si dissolve nel nulla.

Un intervento rispetto al quale Ilario si mostra riconoscente al punto che durante le festività di fine anno porta il regalo a Ferraro la somma variabile tra i 3mila e i 5mila euro.

In generale Domenico Romano nota che Ferraro si dichiara in grado di bloccare situazioni complicate come quelle relative alle pretese di un’impresa di San Giovanni a Teduccio su acquisire un sub appalto per la raccolta e trattamento di rifiuti ospedalieri. Una roba del generale succede anche a Somma Vesuviana