OSPEDALE DI CASERTA. Errore sanitario, l’assicurazione non paga più: l’AORN sborsa 19.500 euro per chiudere una vertenza lunga dieci anni
10 Febbraio 2026 - 11:03
Una paziente operata in ambito neurochirurgico nel 2015 ha chiesto il risarcimento danni
CASERTA – Dieci anni dopo l’intervento chirurgico e quasi sei anni dopo la richiesta di risarcimento, l’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta chiude una vertenza per presunta responsabilità sanitaria pagando 19.500 euro. A stabilirlo è una determinazione dirigenziale firmata dal direttore della UOC Affari Legali, Domenico Sorrentino, che pubblichiamo in calce.
La vicenda riguarda una paziente, C.R., sottoposta a un intervento chirurgico nel settembre del 2015. Solo nel luglio del 2020, tramite l’avvocato Domenico Casciaro, la donna ha avanzato una richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’ospedale casertano.
Da quel momento si è aperta una lunga istruttoria, passata attraverso pareri medico-legali e specialistici, in particolare in ambito neurochirurgico, e più valutazioni del CVS, il Comitato Valutazione Sinistri. Nel 2021 la compagnia assicurativa dell’azienda, AmTrust, aveva già proposto una definizione bonaria della vertenza per 19.500 euro, comprensivi di 2.500 euro di spese legali, ritenuta inizialmente da valutare con cautela. Dopo ulteriori approfondimenti, nel 2022 il CVS ha espresso parere favorevole alla transazione, giudicandola “congrua e conveniente”.
Il passaggio decisivo arriva però solo nel novembre 2024, quando AmTrust comunica ufficialmente all’ospedale che il massimale della polizza assicurativa risulta eroso. Tradotto: l’assicurazione non paga più e il costo del risarcimento ricade interamente sull’AORN di Caserta, quindi sulle risorse pubbliche dell’azienda ospedaliera.
A quel punto, per evitare il rischio di pignoramenti, interessi e ulteriori aggravi economici, l’ospedale accelera la chiusura del contenzioso. Nel gennaio 2026 la paziente ha accettato formalmente il saldo della cifra.
Con la determinazione dirigenziale, l’azienda dispone dunque la liquidazione di 19.500 euro, di cui 17.000 euro alla paziente e 2.500 euro per competenze legali, attingendo al fondo risarcimento danni.
