OSPEDALE DI CASERTA. “Quattro giorni in Pronto Soccorso e ancora nessuna data per l’intervento”. La denuncia del marito di una paziente
12 Luglio 2026 - 11:00
Giunta al Pronto Soccorso nella notte tra il 3 e il 4 luglio con una diagnosi di frattura della tibia e del calcagno. Poi…
CASERTA – Quattro giorni trascorsi in Pronto Soccorso prima del ricovero in reparto e, a distanza di diversi giorni dall’arrivo in ospedale, ancora nessuna data fissata per l’intervento chirurgico. È quanto denuncia il marito di una paziente dell’ospedale civile di Caserta che ha deciso di rivolgersi a Casertace per raccontare quella che definisce una vera e propria “odissea” vissuta all’interno dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano.
Si tratta, naturalmente, della ricostruzione fornita dal familiare della donna, che pubblichiamo nell’interesse pubblico della vicenda, restando disponibili a ospitare eventuali precisazioni o repliche da parte della direzione sanitaria dell’ospedale.
Secondo quanto riferito dal marito, la donna, Caterina, sarebbe giunta al Pronto Soccorso nella notte tra il 3 e il 4 luglio con una diagnosi di frattura della tibia e del calcagno. Da quel momento, sempre secondo il racconto del familiare, sarebbe rimasta per quattro giorni nell’area di emergenza, in attesa di un posto letto.
Nella lettera inviata alla nostra redazione vengono descritte condizioni di particolare affollamento del Pronto Soccorso, lunghe attese per l’assistenza ordinaria e difficoltà nell’ottenere informazioni sul percorso clinico della paziente. Il marito riferisce anche che il trasferimento in reparto sarebbe stato possibile grazie all’interessamento di due infermiere, alle quali rivolge un ringraziamento per la disponibilità dimostrata.
L’aspetto che il familiare definisce maggiormente incomprensibile riguarda però i tempi dell’intervento chirurgico. Secondo quanto gli sarebbe stato spiegato, infatti, il periodo trascorso in Pronto Soccorso non inciderebbe sulla programmazione della sala operatoria, che partirebbe soltanto dal momento del ricovero nel reparto di degenza.
Il marito sostiene inoltre di essersi rivolto anche all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ospedale, ricevendo disponibilità all’ascolto ma senza ottenere, almeno fino al momento dell’invio della segnalazione, indicazioni sulla data dell’operazione.
Nella lettera si evidenzia infine la preoccupazione per il prolungarsi dell’attesa. L’uomo richiama infatti la necessità, a suo dire, di intervenire in tempi adeguati per evitare possibili complicazioni cliniche, precisando di non voler attribuire responsabilità ai singoli medici o infermieri, che definisce «professionisti costretti a lavorare in condizioni estremamente difficili», ma di voler richiamare l’attenzione sulle criticità organizzative della sanità pubblica.
Casertace seguirà la vicenda e, come sempre, resta a disposizione della Direzione dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, della Direzione sanitaria e dell’Unità operativa di Ortopedia per eventuali chiarimenti o precisazioni sulla gestione del caso e, più in generale, sui criteri che regolano le liste operatorie per i pazienti ricoverati dopo il passaggio in Pronto Soccorso.
