S. MARIA C.V. Non si scappa: il quarto accordo quadro all’ennesima impresa dell’agro-aversano. Super ribasso, che non ci convince, del 40% ad un’azienda che fa parte anche del Consorzio legatissimo a Raffele Pezzella, pluri-imputato per camorra
21 Gennaio 2026 - 14:00
Si tratta di lavori per manutenzione ordinaria di impianti idrici, elettrici e scuole pubbliche ed edili immobili.
SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – Torniamo a parlare della questione degli accordi quadro del comune di Santa Maria Capua Vetere. Una volta si chiamavano global service e costituivano l’affidamento ad una sola impresa o a più imprese di servizi specifici garantiti per più tempo. Ad esempio la cura delle strade, la segnaletica orizzontale e verticale. Non c’era dunque, un lavoro pubblico specifico da organizzare, ma una complessiva gestione di un bene o di una complessiva erogazione di un servizio per un tempo stabilito. Oggi, come dicevamo si chiamano accordi quadro e, quando li incrociamo, li andiamo comunque a verificare, anche per capire dopo un po’ di tempo se i comuni abbiano speso bene o meno bene le proprie risorse.
A Santa Maria Capua Vetere stiamo facendo proprio questo. Dunque, verso la fine del 2025 l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mirra aveva iniziato a pubblicare gli esiti degli affidamenti della divisione, in vari accordi quadro, degli affidamenti con fondi da destinare a servizi di manutenzione e di gestione di varie aree. Abbiamo già parlato di questi documenti in tre occasioni: per la prima volta lo abbiamo fatto riguardo all’accordo sulla manutenzione della rete fognaria ed idrica affidata alla Zeta Costruzioni di Casapesenna di Francesco e Orlando Zagaria. Poi siamo passati alla manutenzione della rete stradale, marciapiedi ed aree pubbliche con affidamento alla Traffitek del tandem, che non lo neghiamo a CasertaCe non piace granché per motivi più volte spiegati , sia per motivi dell’insediamento degli impianti di autovelox lungo la provinciale 335 a ridosso delle uscite di Trentola Jumbo e di Aversa Sud, formato da Gaudiano-Cappa Spina, una famiglia quest’ultima colpita da significativi problemi penali a carico di suoi esponenti.
Infine – ma solo per ora visto che oggi procederemo con il racconto della quarta aggiudicazione – la manutenzione di componenti edili immobili affidata alla Eco 2 Costruzioni di Antonio Zara di Casapesenna (clicca sui nomi delle società e leggi gli articoli dedicati).
Il che dimostra l’eccezionale forza delle imprese che operano oggi nel triangolo più problematico della storia della provincia di Caserta per le fortissime ipoteche della camorra. Attenzione: noi non vogliamo dire assolutamente che Antonio Zara abbia anche un minimo di connessione a questo mondo, tutt’altro fino a prova contraria. Stesso discorso per i fratelli Francesco e Orlando Zagaria che si sono aggiudicati l’accordo quadro per la manutenzione della rete fognaria e idrica.
Però, su cinque affidamenti, ben due sono finiti in un comune che conta solo 9 mila abitanti residenti. Siccome questo accade nella maggior parte degli appalti banditi dagli enti locali di questa provincia, a nostro avviso non è una coincidenza, ma è una problematica su cui bisognerebbe riflettere da un punto di vista socio-economico, allargando la valutazione al profilo storico di quei territori.
Poi vedremo che il quinto ed ultimo accordo quadro ha premiato un’impresa di Casal di Principe, il che rappresenta un’ulteriore conferma di questa nostra considerazione. Per quanto riguarda il quarto, siamo su per giù dalle stesse parti. Stavolta non Casal di Principe, Casapesenna o San Cipriano, ma nella vicinissima Frignano. Ha sede infatti in questo comune la EDILCAP Scarl, società cooperativa a responsabilità limitata di produzione e lavoro, che si è aggiudicata l’affidamento più lucroso di tutti e cinque gli accordi di programma.
Lucroso in termini di base d’asta, visto che questa società è stata in grado di offrire un ribasso pari a ben 40,33%, partendo dalla cifra di 240 mila euro, circa 60 mila euro in più rispetto alla media dei 180 mila degli altri accordi quadro. Cosa possa significare un ribasso del 40% non si può stabilire, nel senso che può significare tanto oppure niente. Sapete bene, però, come sanno del resto tutti i lettori più attenti di CasertaCE, che esistono molte alchimie per recuperare in corso d’opera i quattrini lasciati al ribasso. Ciò non vuol dire assolutamente che questo succederà sull’accordo di programma di cui ci stiamo occupando, ma la notazione andava fatta e, dunque, sarà importante che CasertaCE si faccia un nodo al fazzoletto, provando a comprendere se nei prossimi tempi si possano verificare degli imprevisti che giustifichino delle varianti in corso d’opera, cioè la necessità per il Comune di integrare i soldi a favore delle imprese.
Ora, entrando maggiormente nel dettaglio, questo accordo quadro riguarda la “manutenzione ordinaria di impianti idrici, elettrici e scuole pubbliche ed edili immobili”. I 240 mila euro a base d’asta sono stati divisi in tre tranches, per un valore di 80 mila euro annui nell’arco di tre anni, per il periodo che va dal 2026 al 2028, su cui si dovrà calcolare il ribasso.
Il modus operandi è sempre lo stesso: si tratta cioè di una gara ad inviti, su cui vi risparmiamo la nostra opinione, che è negativa ma non può ignorare il fatto che l’ultimo Codice degli Appalti ha consegnato alle amministrazioni comunali, agli enti pubblici e ai loro dirigenti una discrezionalità secondo noi criminogena. Concetto di cui è intrisa la trattazione quotidiana su queste materie sviluppata in migliaia di articoli da parte di CasertaCE.
Anche in questo caso sono state invitate cinque società: la IDROTERMOGAS IMPIANTI TECNOLOGICI & COSTRUZIONI EDILI del geom. Vincenzo Martucci, la DI.GI.ALL. S.r.l., la PRAVIA S.r.l., la OG2 GREEN S.r.l. e, per finire, la EDILCAP Società Cooperativa di Produzione e Lavoro A.R.L.
Delle società invitate da parte del RUP Claudio Karol Halabis e dal dirigente Giancarlo D’Aco, hanno risposto solo due: la DI.GI.ALL. S.r.l., che ha presentato un ribasso del 16,666%, e la EDILCAP, che si è aggiudicata la gara, come abbiamo detto, con un ribasso del 40,33%.
Torniamo nella piazza di Frignano, sede della EDILCAP. Il legale rappresentante è Luigi Vargas, di Villaricca, in provincia di Napoli. Siccome noi siamo un giornale un bel po’ sui generis, la notizia più interessante non la mettiamo all’inizio ma alla fine: la EDILCAP, oltre a partecipare da sola a procedure di aggiudicazione di lavori e/o servizi, a volte (non in questo caso) vi partecipa anche come componente del consorzio Fenix.
E qui siamo alla vera e propria hit parade dei brani, pardon degli articoli più in voga in questo giornale. Fenix è diventato una sorta di tormentone per CasertaCE per le sue relazioni imprenditoriali con l’ormai mitico Raffaele Pezzella, imprenditore notissimo qui in provincia ma anche negli uffici della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Nato, cresciuto e pasciuto a Casal di Principe, si è poi trapiantato professionalmente soprattutto nella piazza di Teverola, stabilendo invece la propria residenza anagrafica a Maddaloni, dove, specialmente nei primi anni Duemila, ha messo mano a diverse operazioni edilizie, anche relative a lavori pubblici.
Attualmente Raffaele Pezzella può annoverare diversi sequestri, alcune interdittive antimafia e tre processi penali. Due della DDA riguardanti vecchi lavori e vecchi appalti dell’amministrazione provinciale di Caserta dei tempi andati, nell’ambito di un procedimento in cui l’allora ingegnere capo Sandrino Diana, anch’egli di Casal di Principe, ha rimediato una condanna all’esito del rito abbreviato. Pezzella ha optato per il rito ordinario e il processo pende, anche perché con l’aggravante camorristica la prescrizione non scatta, presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il secondo processo, fresco fresco, ugualmente istruito dalla DDA, riguarda diversi reati di corruzione, falso e altro compiuti a Calvi Risorta. Si tratta di un dibattimento molto affollato, con contestazioni di aggravanti camorristiche per quasi tutti gli imputati, che coinvolge, oltre al citato Pezzella, anche l’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Lombardi, l’ex assessore Ciupo e un altro nome noto ai lettori di CasertaCE, Piero Cappello, in passato presidente dell’ASI, poi corpo e anima con il sindaco di Caserta Carlo Marino e successivamente capo dell’ufficio tecnico di Calvi Risorta.
L’ultimo processo in cui Raffaele Pezzella è imputato è stato istruito da una Procura della Repubblica ordinaria, quella di Benevento, per reati di corruzione e falso, con il grande mistero del nome del corrotto mai scoperto, ma di cui si sa che era dirigente dell’ufficio tecnico dell’amministrazione provinciale di Caserta
Fenix c’entra con Raffaele Pezzella in quanto è il consorzio che l’imprenditore di Casal di Principe ha utilizzato in più occasioni per gli appalti in provincia d Caserta e in Campania. Facciamo solo un esempio tra le diverse vicende che a riguardo abbiamo trattato: i super appalto da 15 milioni di euro aggiudicato dalla Regione Campania su bando pubblicato dall’ASL di Caserta. L’appalto di 15 milioni fu aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese formato dal Consorzio Fenix e da Marrel, impresa riconducibile a Raffaele Pezzella. Dall’altra parte il Consorzio incaricò una sua società consorziata, la OG 2 GREEN di Gianpaolo benedetti, che con Pezzella aveva già lavorato sia in Romania grazie alla committenza della Federico II. Gianpaolo Benedetti è, tra le altre cose, indagato nell’ambito dell’indagine che ha coinvolto tra gli altri l’ex presidente della provincia Giorgio Magliocca.
