S. MARIA C.V. Mirra e D’Aco spacchettano la manutenzione milionaria di fogne e rete idrica. Il primo gol lo segna la famiglia dell’ex consigliera provinciale di Casapesenna Raffaella Zagaria
23 Dicembre 2025 - 13:53
Un’operazione che presta il fianco a qualche sospetto. In calce all’articolo l’unica determina che abbiamo trovato delle cinque presumibilmente firmate in via di definizione
SANTA MARIA CAPUA VETERE (alfonso centore) – Il comune di Santa Maria Capua Vetere ha pubblicato una determina firmata dal dirigente comunale Giancarlo D’Aco e dal responsabile ai lavori Claudio Karol Halabis in cui si procede per l’affidamento dei lavori per la manutenzione ordinaria della rete fognaria ed idrica nel comune guidato dal sindaco Antonio Mirra. La procedura è stata svolta tramite quello che possiamo definire uno spacchettamento.
Infatti, i lavori di manutenzioni sono stati suddivisi in accordi quadro di grandezza e valore inferiori rispetto alle attività da fare. Venendo nello specifico, l’accordo quadro numero 5, con somma dei lavori, esclusi costi della sicurezza e della manodopera, ha un valore di circa 143 mila euro.
La scelta di spacchettare, ovvero, creare 5 micro gare, va a sostituire un’unica grande procedura d’appalto, la quale avrebbe previsto anche la pubblicazione di un bando (cosa che in questo modo non è avvenuta) e che ovviamente avrebbe visto una cifra della somma dei lavori molto più alta.
Da una parte, la scelta di compartimentare i lavori può essere spiegata da chi l’ha compiuta, ovvero il dirigente D’Aco, con la volontà di avere porzioni di cantiere più piccole e quindi maggiormente controllabili. Al contrario, in primis, avere una sola ditta con cui chiudere un grande accordo quadro, avrebbe permesso all’Ufficio tecnico di confrontarsi con un unico operatore enocomica, cosa che semplifica le comunicazioni. Ma soprattutto, trasformare un possibile grande appalto, in cinque piccole garette, con soli cinque partecipanti invitati è un qualcosa che va a danneggiare fortemente il principio della concorrenza, ciò che è alla base delle gare per lavori pubblici.
Addirittura, qui, su 5 ditte invitate dal dirigente D’Aco, ben tre non hanno neanche risposto e l’aggiudicazione dei lavori è stata quindi contesa tra due società, le uniche a rispondere. I nomi sono quelli della D’Ambrosca Costruzioni Srl di Casal di Principe, arrivata seconda con un’offerta di ribasso del 37,222% e della Zeta Costruzioni 1997 Srl, azienda vincitrice di Casapesenna con sede legale a Casagiove, con un ribasso di circa il 39,15%.
Il nome della Zeta Costruzioni non è nuovo per questo quotidiano. Com’è noto, si tratta della ditta di famiglia di Raffaella Zagaria, ex consigliera comunale di Casapesenna, in passato consigliera provinciale e, prima ancora, candidata del PD nel 2015 al Consiglio regionale della Campania. Come direttori tecnici della società figurano i nomi dei due congiunti, Francesco (fratello proprio di Raffaella) e Orlando Zagaria (altro fratello o forse cugino), quest’ultimo designato anche come responsabile legale.
La società arriva in eredità da papà Edoardo, quando allora la denominazione era “Zeta Costruzioni Sas”, ora variata in “Zeta Costruzioni 1997 Srl”. Se notate bene all’interno della determina è presente la doppia denominazione, passata e presente, per cui rammentiamo la poca chiarezza da parte di chi ha redatto il documento e di chi ha applicato le proprie firme, vale a dire i due ingegneri Giancarlo D’Aco e Claudio Karol Halabis.
Dall’estate 2023, Zagaria è assunta a tempo indeterminato nella grande infornata dei concorsi targati Zannini e Magliocca all’interno della Provincia di Caserta. Una discutibile procedura nel suo insieme, visto che ha portato all’interno dell’ufficio legale provinciale addirittura otto avvocati, creando una struttura che vede il doppio dei dipendenti dell’ufficio legale della provincia di Torino, territorio che ha il doppio dei residenti della provincia di Caserta.
Cosa risaputa, infine, è che proprio sulle assunzioni all’amministrazione comunale di Caserta – sia chiaro, non quella specifica di Raffaella Zagaria – sta indagando la Procura di Santa Maria Capua Vetere.
L’intera procedura merita un degno approfondimento e non per via della Zeta Costruzioni in sé, ma perché queste sono il tipo di decisioni che scoprono il fianco ai sospetti. Si sarebbe potuta fare una sola gara, non sappiamo di quanto perché al momento siamo riusciti a trovare solamente una determina di aggiudicazione. Presumibilmente però l’importo complessivo degli interventi previsti era superiore al milione di euro. Come è noto ai nostri lettori un milione di euro è la cifra di confine tra la possibilità di fare quelli che noi definiamo 5 inviti “sciué sciué” e una vera gara.
Magari non sarà stata questa l’intenzione dell’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere, ma vista la dinamica dell’intera operazione il sospetto c’è. Cercheremo questi documenti per capire se questa manutenzione suddivisa in quadranti territoriali della città sia stata aggiudicata a cinque imprese distinte o se magati qualcuna abbia fatto doppietta o tripletta. Ma, ripetiamo, su questa cosa, al momento, non avendo trovato ancora i documenti, non possiamo pronunciarci.
