“Salve, siamo della banca”. Le chiamate che hanno fregato oltre 1.5 MILIONI di euro a decine e decine di correntisti. SEQUESTRO E 68 INDAGATI
11 Marzo 2026 - 12:39
CASERTA – I Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura di Salerno, nei confronti di 68 persone gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e truffa. Si tratta di una vicenda molto simile a quella delle truffe online per riempire le casse del clan dei Casalesi (CLICCA E LEGGI TUTTI I NOMI).
L’inchiesta ha coinvolto numerose province italiane, tra cui Salerno, Caserta, Napoli, Potenza, Lecce, Taranto, Roma, Macerata. L’operazione ha portato al sequestro di conti correnti e rapporti finanziari per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, sottratti a 89 vittime sparse su tutto il territorio nazionale. Le indagini traggono origine dalla denuncia di un cittadino presentata presso la Stazione Carabinieri di Giffoni, che segnalava l’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome.
Gli investigatori hanno ricostruito un articolato sistema criminale: i truffatori, spacciandosi per operatori bancari, contattavano le vittime e le inducevano a inserire i propri dati personali e bancari su siti internet contraffatti, appositamente creati per apparire come pagine ufficiali di istituti di credito. L’accesso a questi siti avveniva tramite link inviati direttamente alle vittime.
Una volta ottenute le credenziali, gli indagati provvedevano a versare su conti correnti appena aperti da prestanome il denaro presente sui conti delle vittime. Per rendere difficoltosa la localizzazione dei fondi, il denaro veniva rapidamente monetizzato attraverso prelievi in contanti o convertito in criptovalute presso exchange con sede all’estero.
L’ordinanza cautelare rappresenta un importante colpo al sistema di riciclaggio organizzato, con il sequestro delle disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati, per un ammontare pari a quanto illegalmente sottratto alle vittime. Le indagini proseguono per identificare eventuali ulteriori complici e ricostruire l’intera rete di rapporti finanziari illeciti riconducibili all’organizzazione.
