Spunta la pista dei Casalesi: l’ombra del gruppo Setola dietro l’attentato a Ranucci
21 Novembre 2025 - 09:31
Gli inquirenti stanno considerando la pista del “gruppo Setola”, ala stragista guidata da Giuseppe Setola, come possibile mandante dell’azione intimidatoria
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CASAL DI PRINCIPE – Una lettera anonima recapitata alla redazione Rai potrebbe aprire nuovi scenari sull’attentato del 16 ottobre contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report.
La missiva, dettagliata e circostanziata, collegherebbe l’azione intimidatoria ad ambienti riconducibili alla camorra casertana, in particolare al clan dei Casalesi, gruppo Setola, guidato dallo storico boss Giuseppe Setola.
Il documento è stato consegnato ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e ha portato la Procura, con il pm Carlo Villani, ad aprire un nuovo filone d’indagine.
Al centro dell’attenzione degli inquirenti finiscono Daniele Autieri, inviato di Report, e Francesco Tuccillo, ex amministratore delegato dei cantieri navali Vittoria, protagonisti del servizio “Battaglia navale” andato in onda lo scorso 24 settembre.
Durante un sopralluogo effettuato da Autieri, due dipendenti del cantiere hanno rinvenuto due mitragliette da guerra non registrate, chiuse in casse di legno. Le armi risultavano abbinate a due motovedette destinate all’Oman: il paese arabo aveva però ricevuto solo le imbarcazioni, non i mitragliatori.
Un’anomalia che ha portato i giornalisti di Report a ipotizzare l’esistenza di un traffico internazionale di armi.
Il servizio richiamava inoltre un collegamento societario: tra gli ex soci della società Arkipù di Caserta compare infatti Luigi Russo, soggetto già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa con il clan dei Casalesi. Un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori.
La Procura vuole chiarire anche un ulteriore elemento: Francesco Tuccillo, poche ore dopo l’attentato contro Ranucci, ha ricevuto una PEC che lo intimava a lasciare l’azienda, con dimissioni da formalizzare il 10 novembre.
Tuccillo, intervistato da Report, ha parlato di episodi “insoliti” avvenuti durante il suo mandato, tra cui il consiglio di non soggiornare mai ad Andria
Tre procure al lavoro. Il quadro investigativo si allarga: oltre alla Procura di Roma, indagano anche quella di Rovigo e la DDA di Venezia, chiamate a verificare: la provenienza delle armi, eventuali legami finanziari tra le società coinvolte
e la credibilità dei riferimenti al clan dei Casalesi, fazione Setola
Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma la lettera anonima ha riacceso l’attenzione sulla possibilità che dietro all’attentato ci siano mandanti legati agli ambienti criminali casalesi, interessati a ostacolare le inchieste giornalistiche del programma.
