TUTTI I NOMI. CAMORRA & RIFIUTI. L’uomo delle estorsioni dei Bidognetti diventa imprenditore della monnezza. Tra soldi riciclati e il mercato dei lidi: 11 INDAGATI
6 Maggio 2026 - 13:25
Aggravante mafiosa solo per due degli indagati a piede libero. Accuse gravi della DDA per Stanislao Corvino e il fratello Francesco Corvino
CASTEL VOLTURNO – E’ emersa in queste ore un nuova inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di undici persone. Le indagini sono state condotte dai carabinieri. Al centro del filone investigativo c’è il settore dell’igiene urbana e dello smaltimento dei rifiuti nel litorale domizio. L’aggravante mafiosa, attenzione, è contestata solo ai due Corvino e a Camasso.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo chiave della vicenda è Stanislao Corvino, 38 anni, di Castel Volturno. L’accusa nei suoi confronti è di associazione mafiosa. Gli investigatori ritengono che Corvino, dopo aver partecipato ad alcune estorsioni nel 2011 per conto della cosca Bidognetti, a partire dal 2013 abbia deciso di investire nel settore dei rifiuti. Nel 2014 avrebbe fondato la New Ecology Srl, una società nata dalla cessione di un ramo d’azienda dalla ditta intestata alla madre. Mantenendo i contatti con il clan, in particolare con Nicola Sergio Kader, considerato il capozona sull’area domizia, nel 2017 si sarebbe rivolto alla cosca per ottenere l’inserimento della sua azienda nel mercato della raccolta rifiuti presso i lidi balneari, in cambio di una percentuale sugli utili.
Sempre secondo l’accusa, grazie all’intervento del clan Corvino sarebbe stato introdotto anche nel circuito dello smaltimento dei rifiuti prodotti durante i lavori di ampliamento della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Dopo aver consolidato i rapporti con la cosca, avrebbe accolto come socio nella New Ecology Vincenzo D’Angelo, soprannominato Biscottino, cognato del boss Francesco Bidognetti, arrestato e diventato collaboratore di giustizia alla fine del 2022.
Per i pm Antimafia, avrebbe versato 25 mila euro in contanti per acquisire una quota societaria. Una volta entrato nel giro, Corvino avrebbe ampliato le attività nel settore dei rifiuti speciali non pericolosi, destinando parte dei profitti alla cosca. Nel 2022, dopo la detenzione di Kader, Corvino sarebbe addirittura diventato il referente del clan per le attività di droga ed estorsioni nell’area domizia.
Nell’elenco degli indagati compare anche Francesco Corvino, 37 anni, anch’egli di Castel Volturno. Secondo l’accusa, era l’amministratore formale della società e avrebbe reimpiegato capitali illeciti nella New Ecology, in particolare i 25 mila euro versati da D’Angelo, genero del boss Cicciotto ‘e mezzanotte. Il reato di riciclaggio sarebbe emerso anche attraverso il tentativo di nascondere l’origine illecita dei fondi. In questo contesto risultano coinvolti Mario Camasso, 37 anni di Castel Volturno, e Danilo D’Angelo, 45 anni, commercialista, già consigliere comunale ed ex candidato sindaco di Casagiove nel 2020. Camasso era il ragioniere della società, mentre D’Angelo il commercialista di riferimento. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero ideato un sistema basato su fatture false emesse da alcune società, tra cui la Edil Mascia e la Te.Vin, per generare liquidità in contanti da destinare mensilmente a Vincenzo D’Angelo come utili societari.
L’inchiesta ha coinvolto anche Giuseppe Pratillo, 72 anni di Grazzanise, Antonio Baiano, 61 anni di Marano di Napoli, Melazim Dauti, 59 anni di origini albanesi, Ciro Annunziata, 34 anni di Castel Volturno, Gennaro Ruggiero, 63 anni di Castelpizzuto, e Francesco Iaiunese, 60 anni di Casal di Principe. A tutti viene contestata la gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti.
La Dda aveva richiesto l’applicazione di misure cautelari personali. Nei giorni scorsi, però, il giudice Chiara Bardi del Tribunale di Napoli ha rigettato l’istanza, disponendo invece il sequestro preventivo della New Ecology e il sequestro per equivalente fino a un milione e seicento mila euro nei confronti di tutti gli indagati, ad eccezione del commercialista Danilo D’Angelo e del collaboratore di giustizia che non ha subìto misure reali. Il sequestro è stato disposto in relazione alla gestione illecita dei rifiuti.
