TUTTI I NOMI. Rogo tossico di rifiuti a TEANO. La procura indaga 7 persone. C’è il sindaco, il dirigente della Provincia, il custode giudiziario e gli imprenditori
24 Febbraio 2026 - 10:33
TEANO – La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere procede nell’inchiesta per fare luce sull’incendio che lo scorso 16 agosto 2025 ha distrutto l’azienda Campania Energia, divorando per quindici giorni migliaia di tonnellate di rifiuti e sprigionando fumi tossici nell’aria.
Sette le persone iscritte nel registro degli indagati a vario titolo. Nei giorni scorsi il pubblico ministero Camirlingo ha nominato un tecnico per eseguire un accertamento tecnico irripetibile. L’obiettivo della perizia è stabilire se il rogo sia stato di natura dolosa o colposa, un passaggio cruciale per attribuire eventuali responsabilità penali.
Veniamo ai soggetti indagati. Si tratta di Gianni Scoglio, sindaco di Teano, nella sua qualità di custode giudiziario dell’impianto; Antonio Napolano, 76 anni, di Marano; Palma Napolano, 48 anni, di Villaricca; Maria Rosaria Rescigno, 76 anni, di Villaricca, ovvero la famiglia napoletana che avrebbe dovuto liberare il terreno acquistato da Salvatore Di Palma, 54 anni, imprenditore di Caiazzo, e che mai ha avuto la possibilità di averne il possesso, dopo averlo acquistato all’asta giudiziaria. Una beffa per Di Palma, vera vittima del comportamento tenuto dai Napolano, dalle istituzione e dal custode giudiziario che, oggi, si ritrova pure indagato.
Riteniamo si tratti di un atto formale, ma certamente non farà piacere al Di Palma vedersi coinvolto in una vicenda che, come abbiamo raccontato nell’inchiesta in tre puntate – LA TROVATE CLICCANDO QUI – la scorsa estate, lo vede quale vittima, secondo solo ai cittadini costretti a vivere in un luogo tossico, considerando l’incendio durato giorni.
Giovanni Solino, dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Caserta, che dovrebbe essere stato indagato per il ruolo controllo relativo all’area, sancito dal giudice, come nel caso del sindaco. Gianfranco Lombardi, 69 anni, dell’Istituto Vendite Giudiziarie, ovvero i precedenti custodi che avrebbero dovuto provvedere alla liberazione del sito, su mandato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
