UFFICIALMENTE MOSTRUOSO. Il Ministero dell’Economia ufficializza il debito dell’ex Consorzio Idrico: 255 milioni di euro. Se fallisce, fallisce anche il Comune di Marcianise
20 Dicembre 2025 - 19:42
Ecco la cifra che dovrebbero infatti scucire i cittadini per la decisione scellerata che dura da due anni e mezzo per motivi anche para-familiari e para-familistici di non dismettere la quota del 26% delle azioni possedute. Stupisce che Zinzi oggi, insieme a Zannini, punti a salvare questa amministrazione dopo aver condotto al nostro fianco una battaglia contro il malgoverno del peggiore carrozzone clientelare esistente in Italia. IN CALCE IL DOCUMENTO DEL MEF CON IL DEBITO DI ITL SPA
MARCIANISE (g.g.) – In questi anni siamo stati tacciati di allarmismo e soprattutto è stata usata la scarsa attitudine dei casertani ad impegnare il loro interesse su certi argomenti, nonostante questi siano molto seri. Chi ha avuto le mani in pasta, è riuscito in questa maniera, per far passare, come si suol dire, in cavalleria ogni articolo da noi dedicato alla tragica situazione in cui versava quello che al tempo si chiamava Consorzio Idrico, poi divenuto Idrico Terra di Lavoro spa.
Per tutto questo periodo, la posizione di Giampiero Zinzi è stata sovrapponibile alla nostra, al punto che qualche tempo fa lui ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto della incredibile concessione letteralmente regalata dall’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della Regione Campania, con competenze sulle risorse idriche, ad ITL spa, nonostante il fatto che questa impresa sia debitrice di più di 100 milioni di euro alla stessa regione.
Con questa decisione-scandalo, oggetto, ripetiamo, dell’interrogazione firmata da Zinzi, che se non andiamo errati ha avuto anche una sorta di integrazione d’opera in un’altra interrogazione simile, presentata questa volta alla Regione dall’allora consigliere della Lega Severino Nappi, la competenza esclusiva della gestione delle rete e della riscossione in ognuno dei 104 comuni della provincia di Caserta è stata attribuita ad un vero e proprio merdaio delle più basse nefandezze umane.
Un’operazione che abbiamo sempre definito al limite del criminale, su cui anche l’Antitrust ha presentato a suo tempo un pesante ricorso al TAR della Campania.
Ora ci arriva notizia che addirittura Zinzi e Zannini si incontrano a casa del primo per salvare, a braccetto, l’amministrazione Trombetta. Francamente, se è vero che noi abbiamo visto di tutto in politica, questa, come abbiamo scritto in un primo articolo dedicato solo al momento politico di Marcianise (CLICCA E LEGGI) è una roba grossa, ma grossa “proprio assai” e non certo fa onore alla coerenza politica del leader della LEGA in provincia di Caserta e nel resto della Campania.
Noi, a differenza di Zinzi non abbiamo mai cambiato idea e abbiamo espresso critiche feroci verso chi del Consorzio Idrico, oggi ITL spa, ne ha fatto un vero e proprio feudo personale, una mucca da spremere fino all’ultima goccia, a partire dall’eterno presidente Pasquale di Biasio il quale, da almeno otto anni a questa parte, è diventato una sorta di maggiordomo di chi veramente comanda nell’ex Consorzio Idrico, ovvero Giovanni Zannini, che, nell’accoppiata Idrico-Amministrazione provinciale, ha costruito almeno due terzi dei quasi 32.000 voti di preferenza raccolti nelle ultime elezioni regionali.
Quei nostri articoli, tanti, ma tanti tanti, sono stati accolti con indifferenza. Ma noi non ci siamo fermati. Prima di tutto perché siamo cocciuti, e poi perché sapevamo che il tempo della resa dei conti sarebbe arrivato e che noi ci saremmo trovati molto avvantaggiati nel dover raccontare i fatti maturati, conoscendo benissimo le dinamiche che hanno fatto di questo Ente il peggiore carrozzone di spreco clientelare esistente in Italia.
Qualcosa è successo mesi fa quando ITL è stato letteralmente costretto a chiedere al Tribunale di S. Maria C.V., sezione fallimentare, di accedere a un concordato preventivo, cioè a una fase in cui dovrebbe provare a convincere i creditori ad abbassare le loro pretese, chiudendo delle transazioni in modo da evitare la dichiarazione definitiva e tombale di fallimento.
Ma diciamocela tutta, la soddisfazione, almeno quella morale, ce la siamo presa nei giorni scorsi quando il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso pubbliche le cifre ufficiali di un disastro che dovrebbe implicare la squalifica a vita dalla possibilità di esercitare ogni carica pubblica, ai 4 componenti del Consiglio di Amministrazione, remunerati con oltre 300.000 annui, ai revisori dei conti, ben pagati con circa 100.000,00 annui, tutti conniventi in quanto nominati dallo stesso Zannini in combutta con il suo compare politico Stefano Graziano.
Quest’ultima pariglia di affini – perché diciamocela tutta, Zannini e Graziano sono per cultura, ispirazione, mentalità, fatti letteralmente l’uno per l’altro – a loro volta, dovrebbero rispondere di tutto quello che hanno chiesto ed ottenuto sul fronte di assunzioni che CASERTACE ha dimostrato più volte di essere assolutamente illegittime e che hanno pesato a loro volta, in maniera esiziale, sul bilancio dell’Ente (CLCCA E LEGGI).
Ma cosa dice la Scheda del MEF di cui alleghiamo uno stralcio in calce a questo articolo? Dice che nel 2023 il risultato di esercizio è stato pari a 66.891,00 euro, mentre l’anno prima, cioè nel 2022, l’esercizio si era chiuso con un più 27.187 euro.
Noi di CASERTACE ci siamo letteralmente ammazzati, circondando il nostro lavoro anche dell’ausilio di grandi esperti della materia. Ma, tutto sommato, anche uno studente della seconda ragioneria avrebbe capito già da quei bilanci la tragedia che si stava consumando; avrebbe capito che quei numeri erano assolutamente farlocchi, tenuti insieme da poste di attività, da residui attivi che mai e poi mai il Consorzio idrico avrebbe incassato, dunque inesigibili dalla testa ai piedi.
E allora quando i creditori hanno bussato molto forte alle porte di ITL, con l’intenzione di sfondarle a colpi di decreti ingiuntivi e sentenze pesantissimi, la combriccola ha dovuto arrendersi sperando sempre, comunque, nella disattenzione di un’opinione pubblica superficiale, disattenta e scarsamente acculturata.
Ed eccolo il dato che noi eravamo già riusciti a calcolare euro più, euro meno.
Ora è ufficiale in quanto sacramentato all’interno della “Scheda di rilevazione per la revisione periodica delle partecipazioni” dei Comuni, che pubblichiamo in calce a questo articolo. Una scheda che viene mandata ad ognuno dei comuni che partecipano attivamente, come soci, di enti strumentali con un focus, in questo caso, dedicato al comune di Marcianise: al 31 dicembre 2024 l’ex Consorzio Idrico, oggi ITL spa, accusa un disavanzo di 255 milioni 403 mila 674 euro.
Su questo dato tantissime persone dovrebbero vergognarsi. Facciamo la solita premessa per evitare il consueto pianto greco del sindaco Antonio Trombetta: non abbiamo nulla contro di lui, contro la sua persona, ma francamente ogni giorno in più che passa indossando la fascia tricolore, diventa un vero e proprio pericolo pubblico per il futuro della Città di Marcianise. In questi due anni e mezzo gli è stato detto in tutte le lingue, l’opposizione ha presentato mozioni, interrogazioni, documenti, comunicati, manifesti. Noi di CASERTACE abbiamo sempre sviluppato i nostri articoli partendo da numeri, dai dati e lui, il sindaco, forse non in grado di leggerli oppure non desideroso di farlo, è andato avanti per la sua strada organizzando addirittura buffe riunioni, assolutamente surreali, in cui di fronte aveva come rappresentante di ITL il suo consigliere comunale di fede zinziana, Angelo Ricciardi detto Ciak Video, accompagnato dal suo amico avvocato Nicola Musone, ugualmente marcianisano, già ampiamente gratificato con lauti incarichi da parte di ITL.
La realtà è che il sindaco ha tenuto in piedi il rapporto tra il comune di Marcianise e l’ex consorzio Idrico perché, come abbiamo già scritto in tante occasioni, lì operava (e pare ci operi ancora) con incarichi d’oro suo nipote Gabriele Trombetta, assessore comunale della prima giunta di Antonello Velardi. Gabriele Trombetta era diventato un “cliente” di Giovanni Zannini il quale ha anche organizzato una cosa in cui è specialista, visto che in passato lo aveva fatto anche ad Aversa, ossia un ribaltone con il passaggio di Nicola Russo, dalla minoranza alla maggioranza. Tutto ciò per tenere Marcianise agganciata al carrozzone a scapito di tutti i cittadini che oggi, calcolatrice alla mano si trovano nella seguente condizione: se il Tribunale di S. Maria C.V. non sarà convinto dalla documentazione presentata contenente eventuali transazioni chiuse con i creditori, che difficilmente potranno accettare grandi decurtazioni del loro dovuto, ci sarà il fallimento. E siccome il Comune di Marcianise è l’azionista di maggioranza dell’ITL spa, con una quota del 26%, cioè più di un quarto dei 255 milioni di euro e passa, ammontare del debito complessivo, il conto è presto fatto: circa 67milioni di euro, quelli che i cittadini di Marcianise dovranno sborsare per la follia pervicace di questo sindaco e di questa amministrazione di voler rimanere a tutti i costi in ITL, nonostante, ripetiamo, la milionata di articoli in cui spiegavamo col cucchiaino che questa cosa dell’ex Consorzio Idrico sarebbe finita molto male.
Noi in questi due anni e mezzo abbiamo sfruguliato il sindaco Trombetta tra il serio e il faceto. Ma ora non c’è proprio più niente da ridere, perché se questi dovesse riuscire nell’impresa, nella missione impossibile di far fallire il Comune di Marcianise, vale a dire di precipitarlo verso il dissesto nonostante si tratti della municipalità che, in rapporto alla popolazione residente, vanta uno dei maggiori gettiti fiscali in entrata d’Italia grazie alla sua storica e ampia zona industriale e terziaria, perché se, ripetiamo, i vari Trombetta, Salzillo e, a questo punto, anche Zinzi, si accaniscono a tenere in piedi questo danno, questa autentica piaga biblica, costituita dalla partecipazione del Comune in ITL e a questo punto, anche a tenere in piedi un’amministrazione comunale nata già morta, si assumeranno da marcianisani la responsabilità di aver distrutto la propria Città.


