Vacanza trasformata in incubo: turisti casertani bloccati dal conflitto rientrano a casa, uno (dipendente dell’Asl caserta) ancora in viaggio

12 Marzo 2026 - 17:42

I tre turisti casertani hanno sostenuto spese impreviste per circa quattromila euro complessivi tra voli, alloggi e pasti extra

L’avviso che gli arrivava sul cellulare per allarme bomba

CASERTA – Si chiude, finalmente, l’odissea dei tre turisti casertani bloccati in Thailandia a causa dell’escalation del conflitto nel Golfo. Dopo oltre venti giorni lontani da casa, Tommaso Grandinetti e Gaetano Caprio sono rientrati ieri in Italia. Cesare Panaro, dipendente dell’Asl casertana, è invece ancora in viaggio: partito in modo fortunoso da Abu Dhabi, è stato dirottato su Madrid, da dove sta cercando di raggiungere Napoli o Roma.

Il racconto che Panaro ha affidato al telefono è quello di un uomo sfinito, ma ancora lucido nel ripercorrere le tappe di un calvario consumatosi tra aeroporti, sirene d’allarme e valigie abbandonate.

Tutto era cominciato con il tentativo di imbarcarsi a Phuket per la terza volta — dopo che i primi due voli erano stati cancellati — finendo in lista d’attesa fino a pochi minuti prima della partenza. Riusciti infine a decollare, i tre avevano raggiunto Abu Dhabi con la speranza di prendere il volo diretto per Roma il giorno successivo. Ma all’aeroporto degli Emirati la sorte si è accanita ancora una volta: solo due posti disponibili. Grandinetti e Caprio sono saliti a bordo, mentre Panaro è rimasto a terra, da solo.

«Mi sono fatto coraggio», racconta, «e ho cercato un volo per il giorno dopo. Non c’era. Il primo disponibile era tra due giorni. Ho deciso allora di prendere almeno un volo per Milano, pur di tornare in Italia».

Ma prima ancora di raggiungere il gate, l’aeroporto di Abu Dhabi è stato teatro di un episodio che ha trasformato l’attesa in paura vera. «Ha iniziato a suonare la sirena. Sono arrivati messaggi che ci intimavano di metterci al riparo. Abbiamo lasciato tutto — valigie, zaini, ogni cosa — e siamo corsi in un luogo protetto, una sorta di bunker. Siamo rimasti lì quasi un’ora».

Cessato l’allarme, Panaro è tornato al check-in. E lì, quasi per un colpo di scena degno di un film, l’addetta gli ha comunicato che c’era un volo in partenza immediata per Madrid. «Non ci ho pensato più di un secondo. Ho accettato. Voglio solo andare via da questo inferno».

Adesso Panaro è su quel volo diretto in Spagna. Da Madrid cercherà il primo collegamento utile per Napoli o Roma.

Un’odissea che ha lasciato il segno, non solo sul piano emotivo. I tre turisti casertani hanno sostenuto spese impreviste per circa quattromila euro complessivi tra voli, alloggi e pasti extra. «Lo stress accumulato è stato incredibile», racconta ancora Panaro. «C’erano bambini che piangevano, adulti che avevano finito i soldi. È stata una storia infinita».

Quella che doveva essere una vacanza nel Sud-Est asiatico si è trasformata, loro malgrado, in una delle esperienze più dure delle loro vite. Ora il pensiero è uno solo: tornare finalmente a casa.