Zannini continua a comandare da Roccaraso. Il sindaco di Vairano, Supino, quello delle serate gaie tra Lui e Luserta, nuovo presidente dell’Ente Idrico. Altre papocchie in vista sull’ex Consorzio Idrico dei 240 milioni di euro di debiti
22 Maggio 2026 - 16:44
CASERTA – Ha vinto 13 voti a 10 la corsa per la presidenza dell’Ente Idrico Provinciale, dopo che la poltrona è stata necessariamente abbandonata da Anacleto Colombiano. Il rapporto di forza comincia quindi a restringersi, ma Giovanni Zannini, da Roccaraso, continua a comandare.
Esiste una foto emblematica (in alto): riguarda una delle tante serate allegre trascorse dal consigliere regionale oggi sospeso e dal suo amico Antonio Luserta nella zona che viene comunemente definita dell’Alto Casertano, anche se quei comuni, per la maggior parte, non hanno una significativa altitudine.
Si tratta di una gag di cui abbiamo già scritto in passato, quando trattammo la notizia di una delle tante operazioni di mobilità o di convenzione intercomunale che andava a premiare un esponente importante della maggioranza del sindaco di Vairano Patenora.
Una gag organizzata e basata sulla presunta “genovesità”, ossia tirchieria, del primo cittadino il quale, avendo dovuto pagare il conto di quella sera in quanto era il suo compleanno, fingeva un malore, di fronte al quale i molto gai Zannini e Luserta lo sorreggevano per non farlo stramazzare al suolo.
Dunque, parliamo di un altro sindaco della schiera del mondragonese, di un altro sindaco che, un po’ sciaguratamente, il mio amico Fulvio Martusciello assorbe da Zannini, ma in realtà non assorbe, perché le telefonate che servono e le visite materiali che servono in quel di Castel di Sangro e Roccaraso le organizza sempre Zannini. Potremmo fare un elenco lunghissimo di quello che potremmo definire non il “buen camino” tra Caserta e Roccaraso, ma il cammino della ricotta e della strage della buona politica, e siamo anche generosi a fermarci a questo stadio di satira.
Tredici voti per Supino, dieci voti per Lia Caterino da Casal di Principe, un’altra candidatura scadentissima, uscita in questo caso dal cilindro magico di Gennaro Oliviero.
Dunque, l’Ente Idrico Provinciale, che ha comunque in mano anche molta parte del destino della più vergognosa porcheria che esiste in provincia di Caserta, quella del Consorzio Idrico — che oggi possiamo chiamare come merita, cioè “quello dei ladroni”, con 240 milioni di euro di debiti certificati dal Ministero dell’Economia e in concordato preventivo — continua a essere nelle mani del mondragonese, il quale dimostra di avere in testa l’idea che la vicenda giudiziaria che lo riguarda si sgonfierà, si supererà, che lui ne uscirà indenne e soprattutto che non gli verrà mossa nessun’altra contestazione né dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere né dalla Dda.
