ZANNINI & MAGLIOCCA polpi tentacolari. Volevano controllare il sistema dei ricchissimi appalti dei servizi sociali dell’Ambito C09 di Capua- Sparanise, oggi nelle mani di Santa Marisa Giacobone

6 Febbraio 2026 - 14:23

E’ scritto testualmente all’interno dell’ordinanza di rigetto delle misure cautelari chieste a carico del presidente della provincia su cui grava comunque il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere al tribunale del Riesame di Napoli e che sarà discusso a marzo

CAPUA (g.g.) – Nell’ordinanza di rigetto delle richieste di applicazione di misure cautelari limitative della libertà personale ai danni dell’ex Presidente della Provincia Giorgio Magliocca, c’è un passaggio apparentemente interlocutorio da un punto di vista cronistico e che gli stessi sostituti procuratori di S. Maria C.V. presentano solamente come spunto, come causa dell’effetto poi connesso alla nota vicenda delle sponsorizzazioni del Gladiator Calcio, nucleo fondante della richiesta presentata e sostenuta ai danni di Magliocca.

Per noi, invece, l’argomento è molto interessante perché va a riguardare un settore dell’attività amministrativa di diversi comuni dell’area calena che gravitano attorno a quello di Capua relativo ai servizi alla persona.

Che Zannini e Magliocca avessero posato le loro mani anche in questo ambito è dimostrato a nostro avviso dai molti contenuti purtroppo fino ad oggi vanificati da un tempo troppo lungo trascorso dal momento in cui la prima sezione della squadra mobile della Questura di Caserta ha depositato interessantissime informative su quello che appariva un sistema dei servizi sociali, imperniato sulle figure di Luigi Lagravanese che Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone Sandokan, ha definito, nelle sue propalazioni da pentito, l’unico uomo di fiducia della camorra nel settore dei servizi alla persona e dei lauti appalti a questo connessi e sulla figura di Pasquale Capriglione, un uomo chiamato cooperativa che dalla natia Carinola un comune fondamentale nella struttura di potere nella rete creata da Giovanni Zannini e dalla sua villa della contigua Falciano del Massico ha fatto incetta di appalti in tutta la provincia sempre d’amore e d’accordo con Lagravanese e utilizzando come chiaramente descritto nelle informative sella squadra mobile di cui prima una solida struttura di alleanze con cooperative con soggetti economici saldamente incardinati nel perimetro dei comuni più problematici dell’agro aversano.

Pasquale Capriglione e Giovanni Zannini hanno costruito negli anni una solidissima alleanza. Non a caso il primo ha fatto man bassa di affidamenti in quel di Mondragone.

Uno dei nuclei più importanti dell’indagine della Mobile che si è mossa con la delega, ripetiamo, purtroppo fino ad oggi vana, della Dda è stato rappresentato proprio dall’interesse della politica a controllare totalmente il sistema degli affidamenti nei servizi sociali nell’Ambito C09 quello che fino a qualche tempo fa era guidato, come Comune Capofila, da quello di Sparanise, dove Zannini spadroneggiava soprattutto grazie ai suoi rapporti con Vitaliano Ferrara, soggetto cardinale dello scioglimento di questo comune per infiltrazione camorristica per i suoi rapporti, più o meno mediati, con il clan Papa.

La magistratura di S. Maria Capua Vetere parte con l’idea di mettere il naso nell’Ambito C09 perché ha assunto la convinzione della volontà ferrea dei “gemelli perversi” (politicamente parlando) Zannini e Magliocca di controllare il sistema degli appalti.

Attenzione, però, noi non è che siamo fissati con Zannini e con Magliocca. Il primo si sentiva tutelato politicamente dal rapporto che sin dal 2022 aveva costruito con un’altra ospite fissa di CasertaCe, cioè con Marisa Giacobone, vice sindaca inamovibile di Adolfo Villani ma soprattutto assessora ai servizi sociali, carica che le ha permesso dopo quando l’Ambito C09 è stato riposto in un cassetto lasciando spazio ad un Consorzio che è stato un autentico porto delle nebbie per diverso tempo fino a quando gli articoli di questo giornale hanno sollevato il problema della trasparenza degli atti amministrativi costringendo ogni comune che al Consorzio ha aderito ad inserire nel proprio sito istituzionale una sezione destinata agli atti amministrativi del citato Consorzio che però dobbiamo ancora adeguatamente controllare per capire se è una cosa seria o solo fumo negli occhi.

Insomma, Zannini in prima battuta e Magliocca sono delle varie e proprie macchine da guerra, dei veri e propri polpi pronti ad avvolgere tutti i settori della spesa pubblica per controllarne i flussi e per farne, per quanto riguarda Zannini strumento di incontinente promozione elettorale di tipo clientelare, per quanto riguarda Magliocca … boh

Alla prossima puntata