TUTTI I NOMI. Mentre Zannini snobba i seggi e già ha prenotato per la super festa di stasera, i suoi fedelissimi Gerardone Napolitano e Peppino Landa sono tra i 42 indagati per lo scandalo dei falsi crediti d’imposta
24 Novembre 2025 - 13:53
Nei giorni scorsi il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha firmato un’ordinanza di sequestro di beni per 7milioni di euro. Il primo è da anni capo dei revisori di quella schifezza del Consorzio Idrico, il secondo ricopre la stessa carica, in quel di Mondragone per …
NON DIMENTICARTI DI SEGUIRE CASERTACE NELLA COMMUNITY WHASTAPP
CLICCA QUI -> https://chat.whatsapp.com/DAgb4AcxtG8EPlKwcTpX20
MONDRAGONE – Mentre Giovanni Zannini spinge il carrello del supermercato non nutrendo, con piena ragione secondo noi tenendo conto di quale sia la conformazione e la causa del suo consenso fluviale, dell’incertezza che percorre ogni candidato durante le giornate del voto, quando le urne sono ancora aperte, mentre Zannini ha già prenotato da “Blanco Eventi”, tenuta che da Mondragone porta alla stazione ferroviaria, per festeggiare il suo immancabile successo, di cui si dice sicuro – e ripetiamo, per come prende i voti lui, fa bene ad esserlo – personaggi che appartengono alla sua “scuderia”, continuano ad avere qualche problema con la giustizia.
Esiste uno zanniniano più zanniniano di Agostino Napolitano, meglio conosciuto come Gerardo Napolitano? Se ce ne sono, questi sono molto pochi. Giovanni Zannini e Gerardone Napolitano sono una cosa sola al punto che il consigliere regionale lo tiene da anni a presidio di una delle cittadelle più importanti del suo potere, vale a dire il Consorzio Idrico divenuto ITL spa. Napolitano fa la guardia ai conti terremotati di questo ente che non a caso dopo aver distrutto milioni, milioni e ancora milioni di risorse pubbliche, ha dovuto accedere alla procedura del concordato preventivo. Zanniano al punto che il figlio Cristopher Napolitano è stato eletto nel consiglio comunale di Mondragone ed è uno degli iper fedeli a Zannini-Lavanga
Ma dal collegio dei revisori non deve filtrare nulla. La gestione contabile e finanziaria reale è in mano a 3 fedelissimi: a Gabriele Trombetta nipote del sindaco di Marcianise, arruolato da tempo da Zannini; a Antonella Elia, detta Tonya, divenuta una protesi dello Zannini dal tempo in cui ha svolto la funzione di segretario comunale in quel di Mondragone e che Zanini si è portata dappertutto anche come coordinatrice dalla sua segreteria in regione Campania prima di imporre di fatto la sua assunzione da dirigente all’ex consorzio idrico e la susseguente nomina a direttore generale. Il terzo nome della piramide di potere con cui Zannini controlla l’ex consorzio idrico e da questo trae centinaia ma forse migliaia di voti, è proprio Gerardone Napolitano, compaesano con una storia un po’ composita alle spalle ma da tempo saldamente ancorato alle posizioni di Zannini.
Napolitano è uno degli indagati oggetto di sequestro di beni personali, disposti dal gip del tribunale di S. Maria Capua Vetere, Daniela Vecchiarelli, nell’ambito dell’inchiesta della procura sempre di S. Maria Capua Vetere riguardante una rete formata da imprenditori e da consulenti fiscali che avrebbe utilizzato crediti fiscali (Ires, Irap e Iva) del tutto falsi. Ma tra gli indagati non c’è solamente Agostino Napolitano detto Gerardo, ma anche un suo riferimento professionale, uno che a Napolitano è legato al doppio filo e, conseguentemente, è legato anche a Giovanni Zannini. Trattasi di Giuseppe Landa, di cui questo giornale in passato si è pure occupato, detto Peppino, revisore dei conti della Far. Com., società partecipata del Comune che gestisce la sede della farmacia comunale, situata lungo la via Domiziana
Secondo questa indagine tanti crediti fasulli venivano usati per abbattere gli imponibili collegati al pagamento delle imposte principali. Un abile attività che incedeva su Entratel ossia il sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Nell’articolo da noi pubblicato ieri ci sono i 42 nomi degli indagati che in questa occasione copiamo e incolliamo: Giuseppe Landa, 60enne, e Agostino Napolitano, 62enne, entrambi di Mondragone. Dalle vicine province laziali figurano, tra gli altri, Nicola Manieri, 55enne, Pasquale Toscano, 58enne, Antonio Forte, 82enne, e Maryan Karami, 56enne, tutti di Minturno; Francesco Brocco, 72enne, e Pietro Guardabascio, 61enne, di Formia; Vincenzo Di Santo, 69enne, di Santi Cosma e Damiano; Gianluca Aceto, 50enne, di Sermoneta; Serafina Formisano, 43enne, di Melito; Giuliano Tudino, 38enne, di Sant’Ambrogio sul Garigliano; e Domenico Matino, 54enne, di Esperia.
A questi si aggiungono indagati da altre zone d’Italia, come Ivano Motta, 54enne, di Colleferro; Giacomo Bevilacqua, 60enne, e Michele Fortunato, 67enne, di Castrocielo; Stefano Quattrocchi, 61enne, di San Cesario; Emilio Nucci, 50enne, di Fiuggi; Angelo Passeri, 59enne, Francesco Viglianti, 62enne, e Luciano Ferrari, 73enne, tutti di Latina; Maurizio Ciotoli, 68enne, Otello Nardone, 72enne, e Gianluca Antonio Nardone, 47enne, di Gallinaro; Assunta Magnetti, 51enne, Ciro Romano, 53enne, e Antonio Ainis, 69enne, di Napoli; Vincenzo Zito, 59enne, di Palermo; Loredana Coppo, 72enne, Bruno Bartolo, 54enne, e Claudio Borgna, 74enne, di Roma; Filippo Bruno, 72enne, di Cori; Giuseppe Giuliano Massimo, 68enne, di Santa Croce di Magliano; Vanessa Massimo, 35enne, di Termoli; Alessandro Franceschetti, 35enne, di Cattolica; Simone Aversa, 47enne, di Valsamoggia; Francesco Iacobucci, 75enne, di Pomezia; Mario Imperatore Antonucci, 53enne, di Giulianova; Fabio Barbini, 46enne, di Zagarolo; Daniele Pincolini, 59enne, di Fontanellato; e Maurizio Camasso, 46enne, di Piedimonte San Germano. La lista comprende infine Nela Lacramioara Toader, 55enne, attualmente irreperibile.
