IL VIDEO. Ponte Nuovo a CAPUA, Villani attacca la Procura: ”Il magistrato vuole approfondire, per me anche troppo”. Quel cavo elettrico usato per il comizio e partito chissà da dove

5 Giugno 2026 - 12:48

Durante un incontro svoltosi ieri in via Conte Landone sotto le insegne del Partito Democratico rappresentato da Adolfo Villani e dall’assessore ai lavori pubblici, Luigi Di Monaco, piuttosto che in un consiglio comunale pubblico, così come richiesto già la scorsa settimana dal gruppo di minoranza, e fissato solo per il 18 giugno prossimo il primo cittadino ha ribadito che il rischio di uno scalzamento del ponte resta soltanto ”teorico” sostenendo, inoltre, che l’opera è da considerarsi completata e che i ritardi nell’apertura sono riconducibili alle decisioni della Procura di Santa Maria Capua Vetere, definendo eccessivi gli approfondimenti richiesti dalla magistratura

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CAPUA – Se c’era bisogno di un ulteriore chiarimento sulla posizione dell’amministrazione comunale di Capua riguardo al Ponte Nuovo sul Volturno, l’incontro pubblico organizzato nelle scorse ore ha fugato ogni dubbio. Per il sindaco Adolfo Villani il ponte è sostanzialmente un’opera completata. Tutto ciò che oggi impedisce l’apertura al traffico non sarebbe più riconducibile all’operato dell’amministrazione, bensì alle valutazioni della magistratura che mantiene il sequestro dell’infrastruttura.

Durante quello che, più che un confronto istituzionale, è apparso come un vero e proprio appuntamento politico organizzato, ieri, in via Conte Landone, non a caso dal PD rappresentato dallo stesso Villani e dall’assessore ai lavori pubblici, Luigi Di Monaco, il primo cittadino ha sostenuto che il nuovo magistrato incaricato sta ancora esaminando gli atti e che proprio questo approfondimento ”che sta durando anche troppo” è all’origine dei ritardi accumulati negli ultimi mesi – dichiara testualmente Villani con la sua solita sicumera al secondo ’27 del video che vi pubblichiamo in calce a questo articolo facendo capire che lui è più esperto di ingegneria strutturale del magistrato e dei suoi consulenti, il professore universitario De Matteis e Anacleto Fuschetti, che al contrario, questo lo aggiungiamo noi, è professionista di esperienza che vale professionalmente 100 volte in più di quel personaggio che Villani ha voluto e che Villani difende, nonostante il suo passato complesso, a capo dell’ufficio tecnico, stiamo parlando dell’architetto Maurizio Malena da Grazzanise. Un ragionamento, quello del sindaco in questo caso capo partito, che porta inevitabilmente a una conclusione: se il ponte resta chiuso, la responsabilità non sarebbe più del Comune ma della Procura.

Nel corso dell’incontro Villani si è soffermato sulla ricostruzione cronologica della questione inerente al Ponte non lasciandosi scappare l’occasione di sottolineare quanto il rischio di scalzamento, per noi determinante, centrale per la riapertura totale del ponte e non parziale come quella che invece si rischia di raggiungere così come sosteniamo da tempo, sia solo “teorico”, quasi marginale rispetto alla concreta sicurezza dell’opera. Se si fosse trattato realmente di un rischio soltanto teorico, caro Villani, difficilmente, secondo noi, sarebbe stato inserito tra gli aspetti da approfondire nei progetti e nelle prescrizioni successive. Ancora più significativa appare la narrazione proposta dal sindaco riguardo alle richieste della Procura. Da un lato Villani sostiene che l’opera sia completa; dall’altro lascia intendere che alcune prescrizioni richieste dagli organi giudiziari rappresentino quasi un eccesso, per lo stesso, di cautela. Una posizione che finisce per mettere in secondo piano il principio fondamentale che ha accompagnato tutta la vicenda: il ponte potrà essere aperto soltanto quando saranno soddisfatte tutte le condizioni richieste dagli enti competenti

In sostanza, il messaggio politico che emerge è chiaro: per il sindaco il Comune avrebbe fatto tutto ciò che doveva fare, mentre l’eventuale permanenza del sequestro sarebbe ormai una questione esclusivamente nelle mani della magistratura.

Una lettura che però non convince chi continua a chiedere trasparenza e chiarimenti. Perché se davvero il rischio è soltanto teorico, perché sono state previste ulteriori opere e sistemi di monitoraggio? Se l’opera è realmente conclusa, perché continuano a permanere prescrizioni e verifiche? E soprattutto: è corretto attribuire oggi i ritardi quasi esclusivamente alla Procura quando proprio le criticità tecniche emerse, e il senso di responsabilità dei magistrati, nel tempo hanno determinato l’intera sequenza di controlli e approfondimenti? Il primo cittadino e il suo gruppo di maggioranza, su tale questione, hanno sempre mentito e saputo di mentire. Se non fosse stato per questo giornale che ha, come sempre, denunciato pubblicamente la pericolosità rappresentata dalla scelta di non intervenire sul rischio scalzamento Villani non avrebbe mai reso nota la realtà dei fatti ai cittadini. Quando il sindaco afferma che il ponte è da ritenersi opera completata ma che il Comune non ne è rientrato in possesso essendo ancora in pendente il sequestro, questa si che è una verità ed in virtù di questa, caro sindaco Villani, ci spiega come è stato possibile procedere all’installazione, con tanto di determina a firma del comandante della Municipale, Felice Mollo, di alcuni dissuasori, nello specifico si tratta di paletti parapedonali di quelli che si usano per proteggere i pedoni, in zona ponte senza essere ancora tornato in possesso della struttura affidando, peraltro, i lavori ad un’altra ditta diversa da quella che ha operato nel cantiere principale che vorremmo sapere, ed è la seconda volta che lo chiediamo senza ricevere risposta, se il Comune ne ha acquisito formale riconsegna? Perchè se non fosse così quei lavori che il suo cocchino dell’ Utc ha autorizzato lei non li avrebbe potuti fare in quanto il Comune, con questi suoi paletti del cavolo, si sarebbe mosso abusivamente su un cantiere e su un portato di responsabilità giuridiche a questo connesso con modalità illegali

Nel frattempo resta un dato politico difficilmente contestabile. Mentre il confronto istituzionale richiesto dalla minoranza attraverso un Consiglio Comunale aperto, è stato sostanzialmente ignorato dall’amministrazione, perchè a Villani piacciono i monologhi e non il confronto il dibattito sul ponte è stato trasferito in un contesto che aveva tutti i contorni di un’iniziativa politica di partito, poco meno di un comizio tenuto alla presenza alla presenza di poche, pochissime persone.

Come già detto nel nostro ultimo articolo CLICCA E LEGGI un’infrastruttura, fondamentale per la mobilità, per l’economia e per la vita quotidiana di Capua meriterebbe, invece, un confronto aperto, trasparente e istituzionale. Perché il ponte non appartiene a una parte politica, ma all’intera comunità. Il Consiglio Comunale aperto richiesto, ripetiamo, dal gruppo di minoranza, è stato fissato per il prossimo 18 giugno alle 16:30 perchè poi alla fine se la minoranza avesse spinto avrebbe avuto la possibilità di raccogliere le firme per ottenerlo. Sarà quella la sede nella quale i cittadini potranno finalmente ascoltare dati, documenti e responsabilità. Fino ad allora, resta la fotografia di un’amministrazione che continua a peccare di presunzione.

Nota a margine.

Tra le numerose foto e i video che ci sono stati inoltrati riguardo all’incontro svoltosi ieri, abbiamo notato un lungo cavo elettrico collegato a una multipresa, utilizzato per alimentare microfono e impianto audio.

Appena ne avremo il tempo, sarà interessante, per noi, capire da dove provenisse quella corrente. Non sarà forse la stessa rete elettrica, CLICCA E LEGGI, che attraversa il suolo comunale tramite una servitù su strada pubblica, a nostro avviso installata senza le necessarie autorizzazioni dalla famiglia della vicesindaca Marisa Giacobone, titolare dell’omonima attività situata proprio di fronte al ponte?

E ancora: con quali risorse è stato finanziato l’evento? Con fondi del partito? Oppure le spese per l’allestimento del palco, il noleggio delle sedie e l’organizzazione complessiva saranno poste a carico dei cittadini? Domande legittime che meritano risposte chiare motivo per il quale vi invitiamo a restare sintonizzati.