MONNEZZA & MISTERI. CZeta, col titolare agli arresti da mesi, cacciata (con calma) dal Comune di CAPUA
5 Dicembre 2025 - 13:47
La comunicazione dell’azienda recapitata a tutti i dipendenti nei giorni scorsi. ECCO da quando l’impresa di Aniello Ilario, arrestato con Nicola Ferraro, il sindaco Peppe Guida (questi ultimi due liberati dal Riesame) cesserà il suo servizio. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA SPEDITA AI DIPENDENTI
CAPUA (g.g.) Aniello Ilario, patron della CZeta S.p.a. è stato uno dei pochi a non essere “graziato” dall’iper garantista, troppo garantista secondo noi, tribunale del Riesame di Napoli che un po’ scherzosamente definiamo, da qualche tempo, tribunale liberatutti mutuando un’antica pratica che ha segnato l’infanzia di tanti di noi, del gioco del nascondino.
Per cui, il destino di CZeta che ricordiamo, diversi mesi fa aveva ottenuto una sospensiva provvidenziale dal Tar di Venezia che gli aveva consentito di continuare ad operare nei comuni in cui era titolare del servizio della raccolta dei rifiuti solidi e urbani, in attesa del giudizio di merito dello stesso Tar Veneto, competente in quanto la società caudina gemmata dal vecchio e defunto patron della Falzarano di Airola, ha impiantato la sua sede legale a Vicenza.
Ed è proprio da Vicenza, da questa sede legale, che sono partite, nei giorni scorsi le lettere, recapitate ad ogni dipendente di CZeta del cantiere di Capua in cui l’azienda rende noto che da lunedì, 15 dicembre prossimo, CZeta non eserciterà più il servizio di raccolto. Dal 15 dunque i dipendenti dovranno operare, utilizzando l’istituto del cosiddetto passaggio di cantiere, per il soggetto che sostituirà CZeta che ha ricevuto il ben servito dalla cooperativa appaltatrice Cicl.
Ora, i motivi per cui Ciclat non abbia atteso l’udienza di merito, fissata dal Tar di Venezia per il prossimo 9 gennaio, non li conosciamo. Per la coop appaltatrice evidentemente, seppur a scoppio ritardato, è stato sufficiente l’arresto e la conferma dello stesso di Aniello Ilario.
Perché se è vero che l’esito del Tar di Venezia sembra scontato, alla luce dell’arresto del titolare di CZeta, chiesto dalla Dda di Napoli, concesso da un gip del tribunale partenopeo e confermato dal tribunale del Riesame sembra già segnato in senso negativo rispetto agli interessi di CZeta, se è vero che questo verdetto ricostituirà la piena efficacia dell’interdittiva antimafia, firmata dalla Prefettura di Vicenza e poi sospesa, come già detto, dal Tar della città lagunare, se è vero com’è vero tutto ciò, i comuni quando tocca a loro assumere un’iniziativa di revoca, attendono la formalizzazione di una sentenza. In questo caso, Ciclat ha anticipato il comune, provvedendo alla sostituzione di CZeta. Chissà forse per non essere invischiata anch’essa dentro ad una procedura di interdittiva, come può capitare – ed è già capitato – con le coop. capofila, rispetto ai problemi antimafia di un proprio socio.
In questa situazione un po’ incerta si inseriscono anche le voci, che andremo a controllare rapidamente in pochi giorni, su un tentativo disperato della famiglia Ilario di salvare la loro società che sarebbe stata venduta non sappiamo a chi, ma vi ripetiamo su questa cosa potremo essere più chiari nei prossimi giorni.

