Carabiniere casertano diventa papà. Ma non può tornare a casa per stare vicino a moglie e figlio. La storia finisce in tribunale

28 Dicembre 2025 - 13:10

CASERTA – Un vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri ottiene dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio il diritto a un trasferimento temporaneo per stare vicino alla sua famiglia, dopo la nascita del figlio. Il giudice ha annullato il precedente diniego del Ministero della Difesa, ritenendo le motivazioni fornite dall’Amministrazione insufficienti e generiche.

Il militare, in servizio a Civitavecchia, aveva chiesto di essere trasferito per 60 giorni a Teverola, in provincia di Caserta, per aiutare la compagna nell’ultimo periodo di gravidanza. La richiesta era stata accolta. Dopo la nascita del bambino, avvenuta il 28 novembre 2024, il carabiniere ha presentato una nuova istanza per un ulteriore trasferimento temporaneo, stavolta ai sensi di una legge che tutela i genitori con figli sotto i tre anni, chiedendo di restare nella stessa sede di Teverola, a pochi chilometri dalla residenza di famiglia a Lusciano.

Il Comando Generale dei Carabinieri aveva però detto no, portando tre motivazioni: le esigenze di organico a Roma per il Giubileo 2025, la necessità di non lasciare scoperta la Stazione di Civitavecchia – un porto commerciale strategico con un’unica motovedetta – e infine il fatto che in Campania, e in particolare nel Comando Provinciale di Caserta, ci fosse già un eccesso di personale nel suo stesso ruolo.

Il Tar ha ritenato queste motivazioni “del tutto generiche e stereotipate”. Il giudice ha osservato che per negare un trasferimento temporaneo a un genitore con figlio piccolo la legge richiede che esistano “casi o esigenze eccezionali”, comprovate e motivate. L’Amministrazione, invece, non ha dimostrato che la presenza del militare a Civitavecchia fosse “essenziale” per il Giubileo o per la motovedetta, né che non esistesse un singolo posto vacante compatibile nella zona richiesta. Aver fatto riferimento solo ai dati aggregati a livello regionale e provinciale, senza verificare la situazione delle singole stazioni – ad esempio quella di Teverola, dove il carabiniere aveva già prestato servizio – è stato ritenuto insufficiente.

Il Tribunale ha quindi accolto il ricorso, annullando il diniego e imponendo all’Amministrazione di riesaminare la domanda tenendo conto della reale situazione organica delle singole sedi in Campania. Le spese processuali sono state compensate tra le parti.