Il figlio del boss pronto a pentirsi: rinuncia al Riesame, tremano i nuovi Casalesi
26 Luglio 2026 - 09:56
Dopo l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia che ha portato a 22 misure cautelari, emergono i primi segnali di una possibile svolta
CASAL DI PRINCIPE – Non si può ancora parlare di una collaborazione formalmente avviata, ma i segnali che arrivano dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sembrerebbero indicare una possibile svolta.
Costantino Russo, figlio del boss Giuseppe Russo, “Peppe Padrino”, starebbe valutando di rompere con il clan e mettere a disposizione degli investigatori quanto sarebbe a sua conoscenza sulle più recenti dinamiche della criminalità organizzata. Quella che fino a pochi giorni fa appariva soltanto come una voce avrebbe trovato un primo riscontro concreto nel corso dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame relativa agli indagati coinvolti nell’operazione della DDA culminata, nelle scorse settimane, con l’esecuzione di 22 misure cautelari.
Russo, infatti, ha rinunciato a proporre ricorso contro l’ordinanza cautelare, scegliendo di non contestare il provvedimento emesso nei suoi confronti. Contestualmente ha revocato il mandato ai propri difensori di fiducia, nominando l’avvocato Domenico Esposito, professionista noto per assistere numerosi collaboratori di giustizia. Una serie di passaggi che, pur non rappresentando ancora l’avvio ufficiale di un percorso di collaborazione, vengono interpretati come possibili indizi di una scelta destinata a incidere profondamente sugli equilibri criminali del territorio.
Se dovesse decidere di collaborare con la magistratura, Costantino Russo potrebbe rivelarsi una fonte investigativa di particolare rilievo. Il suo eventuale racconto potrebbe contribuire a ricostruire gli assetti più recenti del clan, facendo luce sugli affari legati al traffico di cocaina tra Castel Volturno e l’Agro aversano, sui canali di approvvigionamento della droga, sull’organizzazione delle piazze di spaccio e sulla gestione del gioco e delle scommesse clandestine.
Per il momento, tuttavia, non risultano dichiarazioni ufficiali né provvedimenti che attestino l’avvio di una collaborazione con la giustizia.
