Automedica demedicalizzata: “Da soli anche sui codici rossi”. La denuncia di un operatore del 118 di CASERTA
5 Gennaio 2026 - 09:50
Una denuncia che mette in luce una criticità che, secondo quanto riferito dall’operatore, e riportato nella pagina social di Nessuno Tocchi Ippocrate, perdura ormai da oltre un anno e che starebbe mettendo seriamente a rischio la sicurezza degli operatori sanitari e la qualità dell’assistenza ai cittadini
CASERTA – Una segnalazione forte e dettagliata è quella giunta alla pagina Nessuno Tocchi Ippocrate da parte di un infermiere operante su un’automedica nel territorio casertano. Una denuncia che mette in luce una criticità che, secondo quanto riferito, perdura ormai da oltre un anno e che starebbe mettendo seriamente a rischio la sicurezza degli operatori sanitari e la qualità dell’assistenza ai cittadini.
Secondo quanto riportato, la postazione di automedica risulterebbe quasi costantemente demedicalizzata, costringendo gli infermieri a intervenire spesso in assenza del medico e quindi in completa solitudine, anche su codici rossi. Una condizione più volte segnalata alle autorità competenti ma che, ad oggi, non avrebbe prodotto alcun riscontro concreto.
L’infermiere sottolinea come una simile organizzazione rappresenti una situazione di estrema gravità, difficilmente riscontrabile in altre realtà italiane, soprattutto in un ambito delicato come quello dell’emergenza-urgenza. Operare da soli su interventi complessi significa affrontare responsabilità enormi e rischi elevati, sia dal punto di vista clinico che personale.
Il territorio casertano viene descritto come particolarmente difficile, con numerosi interventi effettuati in contesti potenzialmente pericolosi. Non mancherebbero, infatti, situazioni in cui gli operatori si sono trovati esposti al concreto rischio di aggressioni, senza alcun supporto medico e spesso anche senza adeguate garanzie di sicurezza.
Gli interventi in solitaria avverrebbero sia di giorno che di notte, e includerebbero eventi di elevata complessità come incidenti stradali gravi, arresti cardiocircolatori e altre emergenze critiche, comprese quelle verificatesi sulle spiagge durante il periodo estivo. In molti di questi casi, gli infermieri segnalano anche l’impossibilità di effettuare il trasporto del paziente nei quadri più gravi.
Una situazione definita dagli operatori come frustrante e logorante, che incide profondamente non solo sul piano professionale ma anche su quello personale. In tali condizioni, spiegano, diventa impossibile garantire un’assistenza adeguata e continuare a lavorare mettendo a rischio la propria incolumità.
L’appello finale è chiaro: poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e serenità, nel rispetto della dignità professionale e della tutela della salute pubblica. Una richiesta che ora attende risposte concrete.
