ASL E 118. Ci risiamo con gli stipendi non pagati da Croce Bianca. Ora salta fuori anche il nonno del padrone. Ma ve lo volete ficcare in testa che tra volontari a 150 euro al mese, buste paga in cui si scrive una cosa e se ne fa un’altra, siamo di fronte a un imbroglio tollerato da tutte le autorità?

8 Gennaio 2026 - 12:18

Approfittiamo dell’occasione offertaci dalla protesta dei lavoratori dell’associazione della famiglia Guariglia per ripercorrere i passi di una vicenda in cui noi siamo convinti al 100% che ci siano state irregolarità gravissime, a partire dal cosiddetto costo medio del dipendente

CASERTA – La famiglia Guariglia è molto rinomata a Salerno, essendo titolare di una delle più note agenzie di pompe funebri. Valutando una diversificazione dei propri investimenti, ha ritenuto che il settore sanitario del 118 rappresentasse una struttura imprenditoriale contigua alle casse da morto. A pensarci bene, il discorso non è sbagliato, perché tra un ferito gravissimo soccorso in un incidente stradale e un caro estinto la distanza è poca.

Al di là del nostro esercizio di goliardia, che in quanto tale è cinico, questa famiglia sta dando non poco fastidio qui a Caserta perché, pur essendosi aggiudicata con la propria associazione onlus, la Croce Bianca di Salerno, il quadrante largamente più impegnativo della provincia per il 118 – che comprende l’intero litorale domizio e l’intero agro aversano, parliamo di oltre 400mila abitanti – dà l’idea di essere una barca scassata.

Devo dire al mio amico Enzo Schiavone della clinica Pineta Grande che al quarto piano, cioè nel reparto Ortopedia, gli infermieri devono fare gli infermieri e non gli organizzatori di sistemi a dir poco obliqui e oscuri. Lì sono girati troppi soldi in contanti e, a un certo punto, è diventato uno sportello frequentatissimo dai cosiddetti volontari della Croce Bianca di Salerno, i quali, essendo infermieri o autisti volontari – gente che lavora ad esempio come infermieri carcerari o militari – dovrebbero intascare un rimborso spese di 150 euro al mese, regolarmente tracciato con bonifico.

A quanto ci risulta, e ci risulta con prove inconfutabili, dal luglio 2024, periodo in cui la Croce Bianca di Salerno ha cominciato a operare in ben sei postazioni del 118 – precisamente sei ambulanze in leasing e due automediche – tra Mondragone e la propaggine finale della provincia di Caserta (Villa Literno lato Varcaturo, Parete lato Giugliano, ecc.), sono stati impegnati una quindicina di volontari.

Francamente dobbiamo rivedere molte nostre idee sulla generosità degli esseri umani, soprattutto in queste zone, dove non ci risulta abitino molti Giuseppe Moscati o Madre Teresa di Calcutta. Centocinquanta euro al mese per mettersi alla guida di un’ambulanza in zone complicate o per intervenire su incidenti o malori vari. Rimanendo a quanto ci risulta, il concetto di filantropia sorprendente si rafforza nel momento in cui scopriamo che molti di questi 15 volontari hanno collezionato 20 o anche 25 turni in un mese. Ribadiamo la cifra: tutto ciò per un rimborso di 150 euro.

A noi questa cosa non convince, in tutta franchezza. Da anni, d’altronde, abbiamo preso posizione contro il grande inganno del volontariato nel 118. Eppure, dopo tutto quello che è successo con la Misericordia di Caivano, il buon Blasotti – che ha scampato un’ordinanza di divieto di dimora a Caserta nell’ambito della arcinota indagine su Nicola Ferraro e company – scrisse nel 2022 un bando assolutamente folle, sul quale noi pubblicammo tre articoli.

Ci risultava che i Carabinieri del NAS avessero effettuato più volte incursioni negli uffici dell’ASL per acquisire documenti su quel bando, ma poi, come spesso accadeva in quell’epoca della Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere, tutto è finito su un binario morto. Blasotti ha nuovamente marcato la necessità, per i soggetti partecipanti alla gara, di operare con un’aliquota molto alta di volontari.

Ma questa digressione ci porterebbe fuori traccia, e l’abbiamo fatta solo per chiederci se i 10-15 volontari della Croce Bianca, a fronte di una cinquantina di dipendenti – frutto in parte dei passaggi di cantiere dall’associazione precedentemente titolare del servizio, Bourelly, e di altre assunzioni operate da Guariglia-Croce Bianca – rappresentino una proporzione che rispetta i parametri del bando. È una domanda che resterà aperta per qualche giorno: ci costringerà a rileggere il citato bando e poi saremo in grado di darvi una risposta.

Stando a quanto raccontano i dipendenti della Croce Bianca, che protestano ancora una volta per non aver ricevuto, ad oggi 8 gennaio, gli stipendi di novembre, per l’intero 2025 i volontari sarebbero spariti e i servizi sarebbero stati garantiti esclusivamente dai dipendenti assunti. A tempo indeterminato quelli provenienti da Bourelly, a tempo determinato quelli assunti successivamente per decisione dei Guariglia. La spiegazione è sempre la stessa: l’ASL ci paga in ritardo e noi scarichiamo il problema sui lavoratori.

Quando ci siamo confrontati l’ultima volta con i dipendenti della Croce Bianca, abbiamo rilevato l’affanno degli uffici amministrativi dell’ASL nella corresponsione degli emolumenti alle associazioni. A novembre, ad esempio, sono stati corrisposti gli emolumenti di agosto. Tuttavia, soggetti seri che partecipano e si aggiudicano gare di questo rilievo economico dovrebbero essere in grado di fronteggiare ritardi di un paio di mesi.

Eppure l’impresa del caro estinto è impermeabile a ogni crisi economica, e lo è in misura direttamente proporzionale all’inevitabilità della morte. Magari i Guariglia potrebbero attingere alle risorse che, tra luglio e dicembre 2024, sono andate un po’ in giro anche nella zona di Castel Volturno, diciamo così, sotto forma di regali di prodigalità ai valorosi volontari.

Abbiamo un vuoto di memoria e non ricordiamo se i regali di prodigalità debbano o meno essere dichiarati al fisco, aggiungendoli magari agli stipendi regolarmente introitati da infermieri carcerari o militari.

In conclusione, siccome i dipendenti della Croce Bianca continuano a protestare, la famiglia del caro estinto salernitano ha attivato un meccanismo punitivo di trasferimenti: chi stava a Succivo è stato collocato a Mondragone e viceversa; chi stava a Lusciano è stato mandato a Baia Domizia. Si ha la sensazione che si voglia fiaccare la resistenza di questi lavoratori, spingerli a cercare un altro impiego e dunque eliminare il disturbo.

Ah, a proposito: il signor Vito Guariglia, al quale i dipendenti si sono rivolti fino a qualche mese fa, ha dichiarato di non essere più il dominus della Croce Bianca (ora sarebbe un “semplice dipendente”), invitandoli a rivolgersi a un altro soggetto, Aventino Mazzotti, che abbiamo scoperto essere il nonno, ultraottantenne e di fatto irreperibile.

In certi casi la forma è sostanza, e anche questo elemento, apparentemente secondario, rappresenta a nostro avviso la prova definitiva di un metodo ben noto a certi soggetti che hanno trasformato l’arte di arrangiarsi in ben altro, fino ad aggiudicarsi sontuosi appalti pubblici.