CASERTA. Ormai è quasi certo: la città sta per perdere 300 milioni di euro del Pnrr. Soldi solo ai progettisti. Disastro totale sul fronte scuole e asili nido

14 Gennaio 2026 - 20:06

Procedure letteralmente al palo o quasi e francamente si ha la sensazione che la coppia Scolamiero-Vitelli, con i 14 sovraordinati, non ci abbiano nemmeno provato a recuperare. Vi ricordate i proclami roboanti di Carlo Marino e Massimiliano Marzo? La scadenza del 30 giugno ormai incombe fatale

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CASERTA – La città di Caserta aveva riposto molte speranze nelle grandi possibilità, forse irripetibili, offerte dal PNRR, allo scopo di riqualificare, ristrutturare e rendere funzionale al tempo presente il corredo degli immobili scolastici di proprietà del Comune, la cui costruzione è in gran parte risalente, con i più recenti messi in opera negli anni ’70.

Scuole vecchie, piene di problemi strutturali, divoratrici di energia, con buona pace delle necessità di tutela dell’ambiente e del concetto di sostenibilità di ogni attività umana nei confronti di un pianeta che soffre. Insomma, tanti soldi per adeguare e rendere Caserta una città quantomeno decente dal punto di vista dell’offerta scolastica.

Stesso discorso per i tanti fondi messi a disposizione per gli asili nido. La città capoluogo perde circa 700 residenti all’anno. Il calo demografico è evidente, ma nonostante ciò si registra una carenza annosa nelle possibilità offerte ai cittadini di usufruire di strutture pubbliche adibite ad asili nido e scuole materne. Questo piano di utilizzo delle copiosissime risorse ottenute dalla città di Caserta — circa 300 milioni di euro programmati, di cui una quota significativa dedicata alle scuole — rischia di andare in fumo. Si tratta di fondi vincolati senza alcuna possibilità di remissione o di proroga, legati alla scadenza del 30 giugno, tempistica stabilita dalle norme europee che costituiscono la cornice dello sforzo enorme compiuto, all’indomani della pandemia, per finanziare la ripresa in un Paese pesantemente segnato dal Covid.

Al momento non sappiamo a che punto siano le procedure per la parte non scolastica. Quello che vediamo è che attorno alle scuole comunali non è nato alcun cantiere riconducibile all’utilizzo del PNRR. Ricordiamo invece le dichiarazioni e i comunicati stampa elargiti a quintali dall’allora sindaco Carlo Marino e dall’allora assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Marzo. Ma di fatti concreti, nulla.

Dunque Caserta, a poco meno di sei mesi dalla scadenza del 30 giugno, si candida a diventare una sorta di flop italiano. Se il governo sventola i risultati già acquisiti da tante altre città che hanno utilizzato i fondi del PNRR, è anche vero che nella percentuale, nettamente inferiore, dei fondi non spesi e destinati a rimanere inutilizzati, Caserta rischia di fare la parte del leone, ma al contrario.

Basta girare per la città. Lo sbandierato abbattimento del plesso scolastico iper-obsoleto, inadeguato e vergognoso — quello dei topi che giravano in ogni angolo di via Roma — sarà probabilmente una chimera, perché quell’immobile è ancora lì, vuoto, nell’oblio, con una popolazione di roditori che rappresenta l’unica realtà in grado di raccogliere i benefici dell’inerzia. Via Roma, giusto per fare un esempio.

I commissari straordinari sono a Caserta da aprile. È noto che abbiano trovato una situazione peculiare, ed è altrettanto nota l’incredibile decisione di mantenere al loro posto soggetti come l’ingegnere Luigi Vitelli e l’architetto Raffaele De Rosa, detto Lello, connessi a triplo filo a tutto ciò che la commissione straordinaria avrebbe dovuto sradicare, ossia le ipoteche sopravviventi dei vari Marino, Biondi e Natale. Su questo argomento ci siamo già dilungati e, francamente, constatare che uno come Vitelli abbia ricevuto un incarico fiduciario dal sindaco Carlo Marino e sia stato confermato è davvero disarmante.

È chiaro che persone come queste, da aprile in poi, abbiano pensato a tutto — concentrate come sono state a lisciare il pelo alla prefetta Scolamiero — tranne che ad attivare una sorta di “gabinetto di guerra” per cercare di raddrizzare la barca e dire alla città che, con questo tempo nuovo dei commissari, si sarebbe fatto tutto il possibile per limitare le rovinose perdite che invece si registreranno in termini di opportunità, ripetiamo irripetibili, offerte dalla Commissione europea.

Prefetta Scolamiero, lei leggerà questo articolo e magari domattina provvederà. Ma fino ad oggi, in nove mesi, si è fatta predisporre almeno un semplice foglio in formato Excel con l’elenco di tutti i finanziamenti ottenuti, di tutti gli incarichi di progettazione, di tutte le gare d’appalto espletate e del cronoprogramma dei lavori?

Sarebbe persino istruttivo organizzare una conferenza stampa a Bruxelles tra un anno, presentando i numeri dei fondi decurtati dai finanziamenti PNRR per pagare progettisti e responsabili del procedimento, a fronte del nulla assoluto che si registra in quello che doveva essere il settore fondamentale e strategico: gli interventi sulle strutture scolastiche.

Una conferenza stampa fatta solo affinché questa città possa incassare il disgusto di tutti gli operatori che hanno lavorato in Europa per il PNRR, e perché Caserta venga additata e condannata nei secoli come esempio di non amministrazione, come una sorta di mano lesta che sottrae, a vantaggio di una casta di mariuoli, ogni speranza e ogni possibilità di crescita a cittadini che, da parte loro, hanno sempre dimostrato una speciale attitudine a farsi del male nel momento in cui non hanno valutato che promuovendo elettoralmente certi soggetti avrebbero castrato il futuro dei propri figli.

P.S.: Queste vicende non sembrano solleticare parlamentari e consiglieri regionali del territorio, di ogni colore e di ogni estrazione politica. Ma anche questo fa parte del cosiddetto pacchetto-Caserta (anzi, paccotto).