CASERTA. Commissione straordinaria in continuità con Carlo Marino: altri milioni di finanziamenti persi. Niente nuova pineta a Caserta Vecchia e in Rione Acquaviva solo i marciapiedi e lavori all’incontrario
16 Gennaio 2026 - 12:51
All’incontrario si fa per dire perché al momento quelli del galoppatoio, quelli della scuola Da Vinci di Via Trento, quelli dei parcheggi sotterranei e quelli delle tre strade per decongestionare il traffico sono a zero. Al Prefetto Scolamiero, commissaria straordinaria, ribadiamo il concetto: ma lei, a Luigi Vitelli, continuazione concreta di Carlo Marino e Franco Biondi dell’ufficio tecnico, ha chiesto, facendoselo consegnare, un banalissimo foglio A3 sullo stato di fatto dei 17 progetti PINQuA-PNRR e di quelli dei 23 milioni per la riqualificazione della rete idrica dalle colline in giù?
CASERTA – (g.g.) L’altro ieri, CLICCA E LEGGI, abbiamo intonato, nostro malgrado, il de profundis dei fondi principali del PNRR soprattutto di quelli, a nostro avviso fondamentali, chiesti dal Comune di Caserta, alla stregua di quello che è successo, in pratica, in tutti i comuni italiani, per le strategiche fondamentali opere di ristrutturazione, di riqualificazione su un corredo immobiliare scolastico ormai datato, nella maggior parte dei casi, almeno 50 anni. Stesso discorso per le opere ex novo, sempre previste dal PNRR, relative alla edificazione di nuovi asili nido di cui la città di Caserta avverte da anni e anni una grande ed evidente necessità. Abbiamo scritto di circa 300 milioni di euro che andranno con ogni probabilità in fumo e abbiamo ascritto la responsabilità di ciò all’amministrazione comunale di Carlo Marino, che ha abbandonato il Comune nell’aprile scorso quando nessun cantiere era partito, ma anche in parte alla commissione straordinaria, capitanata dal prefetto Antonella Scolamiero, non casualmente rispetto alla relazione di responsabilità da noi creata, ha confermato incredibilmente con un contratto fiduciario, ex articolo 110 del testo unico sugli enti locali, come ruolo apicale dell’ufficio tecnico del comune capoluogo, Luigi Vitelli, diretta emanazione di Carlo Marino e di Franco Biondi cioè dei due che il decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche ha considerato i target, gli obiettivi principali dell’attività ispettiva della commissione d’accesso.
Ma non ci sono solamente i progetti principali, allegati ai finanziamenti del PNRR. Ce ne sono altri meno conosciuti, ma che comunque rivestono importanza significativa. Sono connessi a finanziamenti erogati da diramazioni del PNRR a partire da quella dei cosiddetti PINQuA che sta per Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare che prevedeva 17 riqualificazioni distinti e separate tra di loro. Di queste solo alcune hanno visto la luce con l’apertura di cantieri. Qualcosa si è mosso in via Acquaviva e dintorni dove con il PINQuA la riqualificazione dovrebbe riguardare a progetto completato parcheggi interrati, strade e mobilità cittadina. E’ prevista anche la riqualificazione dell’antico galoppatoio borbonico che si trova nella parte di Caserta di Viale Carlo III quella prospiciente, dunque, alla Reggia e che versa in condizioni di profondo degrado.
Noi, a dire il vero – ma sarà un nostro limite cognitivo, cercheremo di capire bene nei prossimi giorni qual è lo stato di fatto di questi lavori – ci siamo accorti solamente dei marciapiedi rifatti nella via Acquaviva spina dorsale del rione. Parcheggio sotterraneo, non ci risulta, ma ripetiamo ci può essere un difetto di comprensione sui contenuti del progetto da parte nostra che cercheremo di superare a breve. Quando noi usiamo queste formule lo facciamo perché da persone serie quali ci riteniamo non ci sentiamo di affermare di conoscere quando le nostre cognizioni non riguardino il 100% della questione che stiamo trattando. In realtà dei parcheggi interrati al 99% non si vede traccia di cantiere. Stesso discorso per l’importante scuola Leonardo Da Vinci uno dei fulcri della popolare via Trento. Stessissimo discorso per il galoppatoio. Sull’assurdità della pista ciclabile in una strada stretta e storicamente utilizzata per due file di parcheggio in entrambi i lati di questa arteria cittadina ci siamo già pronunciati. Avrebbe senso nel momento in cui operassero pienamente i parcheggi sotterranei, le tre arterie (Via Verdinois, Via Matilde Serao e Via A. Zoli) alternative parallele in grado di congestionare via Acquaviva. Ma Caserta, caro ingegnere Vitelli, adepto e discepolo di Biondi e forse distratto dalla bella villa che chissà chi – ma noi lo sappiamo – le sta attrezzando a Santa Maria Capua Vetere, voi avete cominciato al contrario pensando di buttare un po’ di fumo negli occhi ai residenti rifacendo, come scritto prima, i marciapiedi cioè un po’ di arredo urbano che sarebbe stata l’ultima cosa da realizzare e non la prima. Quale pista ciclabile volete fare se non decongestionate traffico e parcheggio. Ma che ne sa lei, Prefetto Scolamiero di questa città. Lei si rapporta ogni giorno a uomini e donne di regime che affollano le stanze del comune che si costruiscono case con lo stesso metodo con cui Vitelli sta costruendo la sua magari al confine tra le province di Benevento e Caserta e che utilizzano i servigi di chi, nell’amministrazione Marino ha svolto fondamentali ruoli all’interno della giunta avendo la necessità di tenere dalla propria parte dirigenti e funzionari. Che ne sa lei Prefetto Scolamiero su quale letamaio è seduta. E’ normale che le parlino male di CasertaCe quelle facce di bronzo, iniquamente prese e messe li a lavorare al Comune di Caserta figlie dello stesso sistema che il presidente Mattarella, dopo il lavoro realizzato dalla commissione d’accesso ha bollato di infamia con un decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche
Ma tra questi 17 progetti tantissimi sono rimasti al palo e di tempo non ce n’è più perché nella sintesi dei contenuti fondamentali dei PINQuA leggiamo che la data fissata per la realizzazione e la messa a disposizione degli interventi finanziati è fissata per il 31 marzo 2026 cioè tra poco più di due mesi.
Anche in questo caso, così come fatto nell’articolo dell’altro ieri, domandiamo alla Prefetta Scolamiero, inserendoci legittimamente nel discorso relativo ai contenuti del suo mandato, se si è fatta redigere un semplicissimo foglio A 3 digitalizzato in Excel contenente il riepilogo dettagliato di tutti gli interventi previsti e finanziati con il PINQuA chiedendo questo documento al suo pupillo Luigi Vitelli, che è sempre quello imputato non per diffamazione a mezzo stampa, ma per un reato contro la pubblica amministrazione, quello di induzione a dare e promettere utilità, minore ma certamente grave rispetto a quello di concussione che secondo la Procura della Repubblica di S. Maria C.V. e del gip – giudice Terzo – che lo ha rinviato a giudizio, avrebbe compiuto da responsabile del settore dell’ufficio tecnico del Comune di San Tammaro insieme all’allora comandante dei vigili urbani, Vastante.
Noi, forse a differenza del Prefetto, qualcuno di questi progetti che rischiano seriamente di andare in fumo, lo conosciamo. Ce ne sono due particolarmente prestigiosi: la riqualificazione della pineta storica di Caserta Vecchia simbolo del borgo parimenti alla cattedrale, ma anche la ripavimentazione della ugualmente storica e bellissima via del Seggio strada medievale che fende il borgo di Caserta Vecchia
Embè, questa è veramente una grande occasione per tutti. La riqualificazione partendo da una ripiantumazione della pineta avrebbe dato significato, sarebbe stato il fiore all’occhiello dei 17 interventi PIQuA-PNRR e invece niente. Non si vede nulla se non i progetti che saranno scelleratamente, così come abbiamo pure scritto nell’articolo dell’altro ieri, l’unica spesa che Caserta farà. A pensarci bene, una situazione emblematica che riassume in sè quello che è stata questa città negli ultimi 20 anni: soldi elargiti a progettisti o a imprese a cui non è stata data la possibilità nemmeno di cominciare i lavori. Ma si sa bene che il comitato di azione operante con diversi sindaci e che è diventato quintessenza di se negli anni di Calo Marino non è stato mai interessato alla realizzazione delle opere per i cittadini ma solo ma muovere il soldo delle gare di appalto per gli affidamenti progettuali e di lavori che il più delle volte sono diventati fantasmi
In conclusione, gli altri 23 milioni di euro sempre di origine ministeriale come primo di una partita a tre tempi, finalizzata alla rigenerazione della rete idrica cittadina che parte dalle colline a scendere passando per gli storici pozzi borbonici. Si tratta di lavori che fortunatamente dovrebbero iniziare dopo il mese di maggio e che hanno attraversato le procedure di aggiudicazione gestite dalla stazione unica appaltante della Prefettura.
Il meccanismo dei lavori pubblici è reso complicato dal fatto che non sta rispondendo molto bene il sistema adottato dal Comune di Caserta che ha chiesto rinforzi da altri comuni, da altri uffici tecnici interpellati per prestare delle unità pronte ad assumere l’incarico di Rup. Probabilmente questi tecnici pensavano ad una operazione come si facevano ai vecchi tempi. Della serie, metti una firma e non ti preoccupare. Quando hanno visto, invece, che i Rup gli avrebbero dovuti fare sul serio studiando e seguendo passo passo le procedure qualcuno, uno in particolare, si è dimesso rinunciando anche ai soldi, perché per lui, evidentemente, il gioco o i giochi che un tempo si facevano al comune di Caserta non valeva la candela. E anche questo la dice lunga sui metodi adottati nel comune capoluogo ma anche in altri comuni della nostra provincia. E non è che in questo tempo Luigi Vitelli stesse sulla luna ma è stato un protagonista di un meccanismo, di un sistema. Ecco perché sarebbe stato importante realizzare una svolta, un atto di discontinuità affidando l’ufficio tecnico ad un giovane e accettando il rischio di una sua inesperienza ristorato però dalla voglia di fare e da un candore non ancora sporcato dalle militanze mestieranti.
