Fulvio Colucci, il divino adolescente che illumina CASERTA: la città lo ricorda a 6 anni dalla morte
31 Gennaio 2026 - 11:39
L’istituto Salesiano si prepara alle celebrazioni. Messaggi da tutto il mondo per mamma Angela e la sorella Francesca
CASERTA – Caserta si prepara a commemorare, il prossimo 22 febbraio, il sesto anniversario della morte di Fulvio Colucci, l’adolescente salesiano che con la sua fede incrollabile e il suo sorriso ha conquistato il cuore di migliaia di persone. L’Istituto Salesiano “Cuore Immacolato di Maria”, dove Fulvio ha studiato e respirato la spiritualità di Don Bosco, ospiterà celebrazioni speciali in sua memoria. Mamma Angela e la sorella Francesca ricevono in questi giorni centinaia di messaggi da tutto il mondo: testimonianze di chi continua a trovare conforto e ispirazione nella storia di questo ragazzo straordinario.
Nato il 21 ottobre 2003 a Santa Maria Capua Vetere, terzogenito dopo le sorelle Francesca e Chiara, Fulvio cresce affrontando con maturità la separazione dei genitori quando aveva solo tre anni. Né rabbia né impotenza trovano spazio nel suo animo, avvolto dall’amore della famiglia e da una fede già profondissima. All’Istituto Salesiano si distingue per generosità e profitto, sempre attento ai compagni più fragili. Un episodio lo descrive appieno: un giorno accetta di essere punito per una marachella non commessa, pur di proteggere un compagno più debole.
Ma il 15 novembre 2016, durante le lezioni, un forte dolore alla testa e una paralisi cambiano tutto. La diagnosi è devastante: medulloblastoma di IV grado, un tumore maligno alla fossa cranica. Per Fulvio, che si preparava alla terza media sognando il liceo, inizia un calvario fatto di interventi chirurgici e cure aggressive. La famiglia si trasferisce a Milano, all’Istituto Nazionale dei Tumori, dove resterà quasi due anni.
Eppure, davanti ai medici e agli infermieri, Fulvio non mostra mai paura, rabbia o frustrazione. Rifiuta la morfina per non preoccupare i familiari, affronta ogni terapia con un sorriso che lascia tutti senza parole. Non solo: si preoccupa dei bambini più piccoli in reparto, vorrebbe farsi carico anche del loro dolore. Nonostante le cure devastanti, consegue il diploma di terza media con ottimi risultati e inizia il liceo scientifico a Milano, seguendo le lezioni grazie al progetto “Scuola a Casa” e partecipando ogni sabato al fantacalcio con i nuovi amici.
Nel 2019, durante un pellegrinaggio ad Assisi e Collevalenza, Fulvio vive momenti intensi di preghiera. Nella Porziuncola e nelle acque della fonte voluta dalla beata Madre Speranza, prega per tutti i bambini malati incontrati nel suo percorso, spronandoli a non arrendersi all’angoscia ma a continuare a fare progetti. Il suo sogno più grande era diventare animatore cristiano, portare la luce di Gesù ai più piccoli con la sua distintiva giocosità.
Dopo l’estate del 2019 le condizioni peggiorano progressivamente, fino alla tetraplegia nel gennaio 2020. Ma nemmeno questo spegne la sua fede. Ciò che lo accompagna è la preghiera della Coroncina alla Divina Misericordia e le parole che ripete come un mantra: “Nulla dobbiamo temere, siamo nel cuore di Gesù”.
Fulvio Colucci si spegne il 22 febbraio 2020, circondato dall’amore della famiglia. Il funerale, celebrato due giorni dopo da Don Gino Martucci nel Santuario salesiano con paramenti bianchi pasquali, sigilla il passaggio di questo ragazzo straordinario dalle braccia della mamma a quelle di Gesù. A sei anni di distanza, la sua testimonianza di santità della “porta accanto” continua a illuminare Caserta e il mondo intero attraverso l’associazione a lui dedicata, che sostiene i più fragili. Un messaggero di luce che non si è mai spento.
