Dove non arriva la magistratura è arrivato Fico: ben servito ad Antonio Postiglione, quello della telefonata suadente che fa fuori Enzo Iodice su mandato di Giovanni Zannini. Oggi finalmente si è dimesso

6 Febbraio 2026 - 19:15

Nei giorni scorsi il governatore della Campania lo aveva incontrato, pregandolo di farsi da parte. Finisce l’epoca di un vero e proprio mandarino che ha governato, barcamenandosi sempre tra centrodestra e centrosinistra, la sanità campana, tra le peggiori d’Italia.

(g.g.) – Con una telefonata furbastra, suadente, ipocrita, Antonio Postiglione, senza compromettersi con le parole, aveva dato in pratica il ben servito a Enzo Iodice, affinché questi lasciasse, su pressioni di Giovanni Zannini, la funzione di direttore sanitario dell’ASL di Caserta.

Quella telefonata era l’ultimo anello della catena dell’accusa di concussione, non a caso formulata a Postiglione in concorso con Zannini. Il GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto che quelle parole non fossero tali da giustificare il coinvolgimento di Postiglione negli interrogatori di garanzia, svoltisi l’altro ieri, mercoledì 4 febbraio, nonostante a suo carico vi fosse una richiesta di sospensione dalla sua carica di direttore generale del Dipartimento Sanità della Regione Campania, formulata dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino.

Postiglione, secondo i PM, ha fatto il lavoro sporco. Quella telefonata è stata percepita chiaramente da Iodice come una pressione affinché se ne andasse via. Non a caso, il direttore sanitario ha deciso di rassegnare le sue dimissioni.

«Ma lei, Iodice, ha fatto un ottimo lavoro» gli dice al telefono Postiglione, «all’ASL di Caserta. Sarebbe utile che lei raggiungesse, ora, per svolgere la funzione di direttore sanitario, l’ospedale San Pio di Benevento».
Non una parola di più, non una parola neppure larvatamente minacciosa. Ma quella telefonata ha determinato un effetto devastante e, nelle lunghe conversazioni intercettate tra lo stesso Enzo Iodice e il direttore generale Amedeo Blasotti, i due non hanno dubbi nel decriptarla come un vero e proprio ben servito, frutto di una direttiva arrivata da De Luca o da qualche suo stretto collaboratore, su richiesta di Zannini, che considerava Iodice non malleabile e soprattutto reo di avergli detto di no ad alcune richieste, francamente irricevibili.

Ma Postiglione resta indagato e non è escluso che i pubblici ministeri di Santa Maria Capua Vetere mantengano il punto, cercando di ottenere il suo rinvio a giudizio.

Da lontano, il presidente della Regione, Roberto Fico, ha osservato gli ultimi avvenimenti e, avendo a disposizione strumenti diversi e forse molto più efficaci di quelli della magistratura, ha chiamato Postiglione, che stavolta è stato lui a subire il ben servito, seppur in una condizione di ragioni e di torti esattamente ribaltata, rovesciata rispetto a quella in cui lui era stato carnefice, anche se suadente, con tanto di guanto di velluto, dell’allora direttore sanitario dell’ASL.

Il contratto di Antonio Postiglione scadeva nel luglio prossimo, ma oggi, dopo il colloquio avvenuto qualche giorno fa con Roberto Fico, ha deciso di rassegnare le dimissioni. Si chiude un lungo periodo che ha visto questo camaleontico dirigente della Regione, capace di andare d’accordo con il centrodestra ai tempi di Caldoro e ancor di più con De Luca, dominare la scena da vero e proprio mandarino di una sanità campana che fa acqua da tutte le parti. Ora si apre la fase della successione che, in considerazione della delicatezza di questa funzione, controlleremo con molta attenzione