L’INCUBO DI UNA DONNA DI MARCIANISE. Maltrattamenti, stalking e violenza sessuale. Ex compagno assolto, ma in Appello arrivano 8 anni di carcere
3 Giugno 2026 - 17:45
I militari dell’Arma intervennero in seguito alla richiesta di aiuto di V.S., donna originaria di Marcianise, trovandola in evidente stato confusionale e con segni di violenza sul corpo: lividi, capelli strappati e altre lesioni compatibili con una recente aggressione
MARCIANISE – La vicenda giudiziaria trae origine da un intervento dei carabinieri avvenuto nel marzo del 2021 ad Afragola.
I militari dell’Arma intervennero in seguito alla richiesta di aiuto di V.S., donna originaria di Marcianise, trovandola in evidente stato confusionale e con segni di violenza sul corpo: lividi, capelli strappati e altre lesioni compatibili con una recente aggressione.
Grazie al sostegno ricevuto dalle forze dell’ordine, la donna trovò il coraggio di denunciare il suo ex compagno, raccontando una relazione caratterizzata, secondo la sua ricostruzione, da continui maltrattamenti, aggressioni fisiche, offese, umiliazioni e comportamenti violenti.
La vittima riferì che, una volta deciso di interrompere il rapporto, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione, iniziando a perseguitarla con pedinamenti, appostamenti sotto casa e ripetute aggressioni ogni volta che riusciva a incrociarla per strada.
L’episodio più grave sarebbe avvenuto proprio nel marzo del 2021. Secondo l’accusa, la donna, appena uscita dalla propria abitazione, sarebbe stata avvicinata dall’ex compagno e costretta con la forza a salire a bordo della sua auto. Durante il tragitto l’uomo l’avrebbe colpita, tirata per i capelli e palpeggiata violentemente. La donna riuscì a liberarsi soltanto approfittando di una sosta del veicolo, riuscendo a scendere dall’auto e a chiedere aiuto.
A seguito della denuncia, nei confronti dell’uomo fu avviato un procedimento penale davanti al Tribunale di Napoli Nord, con oltre dieci capi d’imputazione. Tra i reati contestati figuravano maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, lesioni personali e violenza sessuale.
Nel processo la donna si costituì parte civile, assistita dall’avvocato Salvatore Gionti.
Dopo un lungo dibattimento e l’escussione di numerosi testimoni, il Tribunale di Napoli Nord pronunciò una sentenza di assoluzione per tutti i capi d’accusa contestati all’imputato.
La parte civile, ritenendo che non fossero stati adeguatamente valutati alcuni elementi probatori fondamentali, presentò attraverso il proprio legale un articolato atto indirizzato alla Procura, evidenziando quelle che riteneva essere significative carenze motivazionali della sentenza. La Procura accolse le osservazioni formulate e decise di impugnare il verdetto assolutorio.
La Corte d’Appello dispose quindi la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, procedendo anche a una nuova audizione della persona offesa.
Al termine del giudizio di secondo grado, i magistrati hanno completamente ribaltato la decisione del Tribunale di Napoli Nord, condannando l’uomo alla pena di otto anni di reclusione. La Corte ha inoltre riconosciuto alla vittima una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 5 mila euro a titolo di risarcimento del danno.
