Nonna frega due giovani truffatori: ARRESTATI
20 Febbraio 2026 - 15:42
NAPOLI – Avevano messo a segno il loro piano nei minimi dettagli: una telefonata per fingersi il nipote in difficoltà, un’altra per annunciare un grave incidente, e infine l’appuntamento per il ritiro del denaro. Ma la vittima designata, una pensionata di settantasette anni, ha capito subito che si trattava di una truffa e ha avvisato i carabinieri, facendo scattare una trappola che ha portato all’arresto in flagranza di due uomini originari di Napoli.
Tutto è iniziato nella tarda mattinata di mercoledì, quando la donna ha ricevuto una chiamata sul suo telefono. Dall’altra parte della cornetta, una voce si è finta il nipote, chiedendo urgentemente cinquemila euro. Poco dopo, una seconda telefonata, questa volta sul fisso, annunciava che il giovane era rimasto coinvolto in un grave incidente e che la colpa era sua. Il copione classico della truffa del finto nipote, studiato per fare leva sull’ansia e sulla paura di una nonna.
Ma la settantasettenne non è caduta nella trappola. Invece di preparare soldi e gioielli per il sedicente nipote, ha allertato il 112. I carabinieri sono arrivati a casa sua e hanno organizzato un servizio di appostamento. La donna, come richiesto dai malviventi, ha preparato una busta della spesa contenente quattromilacentocinquanta euro in contanti, un orologio del marito, una collana da donna e un anello in oro giallo. Poi ha atteso.
Poco prima delle quattordici, un uomo si è presentato a piedi davanti all’abitazione. Nel momento in cui la donna gli ha consegnato la busta, i carabinieri sono intervenuti, bloccandolo immediatamente e restituendo il maltolto alla legittima proprietaria.
Un complice, che attendeva nelle vicinanze, è riuscito a fuggire a bordo di una Fiat Panda. Ne è nato un inseguimento per le strade della città. Il malvivente ha eluso un primo posto di blocco, poi ha proseguito la corsa fino a finire all’interno di una proprietà privata. Qui ha abbandonato l’auto ed è fuggito a piedi, ma i carabinieri non lo hanno mai perso di vista e sono riusciti a bloccarlo poco dopo.
I due arrestati, entrambi di origine napoletana, di Villaricca e Calvizzano, sono stati condotti in caserma e hanno affrontato l’udienza di convalida davanti al giudice del Tribunale di Chieti, Marzia Savini. Il pubblico ministero Natascia Troiano aveva chiesto per entrambi l’obbligo di dimora e, per il più giovane, gli arresti domiciliari. Il giudice ha invece convalidato l’arresto e disposto per entrambi l’obbligo di dimora. I due, difesi dall’avvocato Pietro Cesaro, hanno ammesso le loro responsabilità e chiederanno di essere giudicati con riti alternativi.
