L’ASI CASERTA dà 140 MILA EURO per aggiustare le strade disastrate dalle buche all’imprenditore dei lavori “allo sparagno” sull’asfalto della Provincia

7 Marzo 2026 - 12:03

Non ce ne vorrà la presidente uscente, Raffaela Pignetti, così come non ce le vorrà il titolare della Costrad, ma dopo quello che abbiamo letto sui lavori alla Provinciale che collega San Leucio a Castel Morrone, c’è bisogno di una dimostrazione di qualità su questo cantiere che dovrà essere più alta rispetto agli standard. E questo anche perché, come abbiamo potuto raccontare più volte, la condizione delle strade nella zona industriale di Marcianise è terrificante

CASERTA E’ dei giorni scorsi la delibera con cui l’ASI Caserta ha affidato alla Costrad i lavori di manutenzione stradale nell’agglomerato di Marcianise. L’importo dell’appalto è di 140mila euro, come stabilito nella determina firmata il 26 febbraio 2026 dal dirigente Carlo Tramontana, quindi una somma inferiore di 10 mila euro rispetto al limite massimo degli affidamenti diretti, ovvero 150 mila euro.

Il provvedimento riguarda interventi su diversi tratti della viabilità interna alla zona industriale di Marcianise dove, come raccontato anche da CasertaCe, analizzando un video (CLICCA E GUARDA) dei colleghi di Informare, è divenuto praticamente impossibile muoversi a causa di buche, avvallamenti e cedimenti del manto stradale.

Il nome della Costrad e del suo titolare, Adolfo Raimondo, è noto, però, ai lettori di CasertaCe. Coinvolto nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sugli appalti truccati dall’ex presidente Giorgio Magliocca, Raimondo fu indagato per presunte irregolarità nei lavori di manutenzione sulla strada provinciale che collega San Leucio a Castel Morrone, per un importo di circa 78mila euro.

In quel caso, l’appalto risultava formalmente affidato alla Rosato Costruzioni di Cosimo Rosato, ma secondo gli inquirenti i lavori sarebbero stati eseguiti dalla Costrad, in assenza di una formale autorizzazione al subappalto. Nelle intercettazioni telefoniche acquisite durante le indagini, Rosato dava indicazioni sull’esecuzione dei lavori. In una conversazione con Raimondo, suggeriva di intervenire limitando la quantità di materiale: “Anziché far scendere assai, fagli apparare le buche e poi vediamo di fargli una sciuliata di binder e tre di tappetino[…]. Una sciuliata, un paio di centimetri“. Il riferimento è allo strato di binder, lo strato intermedio della pavimentazione stradale, e al tappetino d’usura, quello superficiale. L’ipotesi accusatoria era quella di un utilizzo di materiale inferiore rispetto a quanto previsto dal capitolato d’appalto, configurando una possibile frode nelle pubbliche forniture.

La Procura aveva disposto accertamenti tecnici, tra cui carotaggi, per verificare lo spessore effettivo del manto stradale posato. La posizione di Adolfo Raimondo in relazione a questo specifico episodio si è tuttavia conclusa con l’archiviazione.

L’unica speranza che possiamo si lega al fatto che, considerando la situazione terrificante in cui versa l’area industriale di Marcianise, con le infrastrutture stradali veramente ormai impossibile da utilizzare, Adolfo Raimondo non si faccia venire in mente i consigli che Rosato gli dava su come asfaltare le strade della provincia. E, inoltre, operi in modo tale da migliorare l’immagine che la non certo edificabile vicenda del cantiere sull’arteria che collega Castel Morrone a San Leucio ha comunque lasciato sulla sua azienda.

Chiaro che non ci sono state conseguenze penali e giudiziarie per il titolare della costa la, ma quelle intercettazioni pubblicate da Caserta e da tanti altri giornali non hanno fatto fare certo una bella figura.