TUTTI I NOMI. 18 ARRESTI. Dipendente statale “comanda” business da migliaia di euro dei falsi lavori per i permessi di soggiorno. E anche i CAF facevano soldi

9 Marzo 2026 - 19:20

CASERTA – Un’organizzazione capillare, con base tra Napoli e Caserta e ramificazioni all’estero, specializzata nella produzione di nullaosta al lavoro fasulli per consentire l’ingresso irregolare di cittadini extracomunitari in Italia. È quanto emerso da un’indagine della Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari personali. Trentasette le persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso, corruzione e favoreggiamento dell’ingresso irregolare di stranieri.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al vertice del sodalizio criminale vi sarebbe un funzionario dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, finito in carcere insieme a diversi imprenditori agricoli. Gli investigatori lo indicano come il promotore e organizzatore del sistema: avrebbe pilotato, direttamente o con l’aiuto di altri pubblici dipendenti compiacenti, i cosiddetti “pareri” di congruità, atti amministrativi necessari per ottenere il nullaosta al lavoro subordinato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione. Pareri che, nella quasi totalità dei casi, certificavano come autentiche richieste di assunzione in realtà inesistenti .

Un ruolo centrale nel meccanismo sarebbe stato svolto anche da un Centro di Assistenza Fiscale (Caf) con sede in provincia di Caserta, accusato di aver prodotto atti falsi per sostenere le pratiche irregolari . A valle, una rete di imprenditori agricoli compiacenti metteva a disposizione le proprie aziende per simulare l’assunzione di lavoratori stranieri residenti all’estero. Per ogni pratica andata a buon fine, i titolari delle imprese ricevevano compensi illeciti compresi tra 1.200 e 2.000 euro .

L’attività investigativa ha permesso di identificare e bloccare oltre tremila pratiche irregolari, impedendo così altrettanti ingressi illegali in Italia. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, sono stati sequestrati beni di lusso riconducibili agli indagati, ritenuti provento dell’attività illecita .

Ecco l’elenco dei destinatari delle misure cautelari, così come comunicato dagli inquirenti: Giuseppe Allosso, 48 anni, di Marcianise; Gabriele Brunitto, 42 anni, di Trentola Ducenta; Aniello Della Valle, 61 anni, di Cancello ed Arnone

Cherki El Halloumi, 44 anni; Larbi Jabbour, 52 anni, di Aversa; Harbans Lal detto “Singh”, 54 anni, domiciliato ad Acerra; Salvatore Lampitelli, 43 anni, di Succivo; Ciro Monti, 64 anni, di San Marcellino; Giuseppe Porfidia, 56 anni, di Recale; Francesco Rainone, 63 anni, di Aversa: Giuseppe Ricciardi, 45 anni, di Capodrise; Agostino Scala, 42 anni, di Santa Maria Capua Vetere; Sukhjit Singh alias “Bandi”, 48 anni, residente ad Aprilia; Michele Tartaro, 56 anni, di Marcianise; Raffaele Tesone, 33 anni, di Parete; Hafid Ayat Bayih, 40 anni, di Qualiano; Antonio Landolfo, 24 anni, di Orta di Atella; Giovanni Pezone, 73 anni, di Lusciano.

Le indagini, partite dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione con proiezione transnazionale, che lucrava sulle aspettative di ingresso e regolarizzazione di cittadini extracomunitari, sfruttando le procedure previste dai decreti flussi . Gli atti emessi dal GIP di Napoli su richiesta della DDA rappresentano la fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.