CIRCO PIGNETTI. Parla di una condanna a Guarino ma dimentica che si tratta di una multa e che c’è un problema di legittimo impedimento che determinerà l’annullamento in Cassazione

13 Marzo 2026 - 19:06

E tra le altre cose se la Corte Costituzionale, come è probabilissimo, casserà un pezzo della Riforma Orlando, questo processo è già prescritto. Siamo costretti, ma veramente costretti , a perdere tempo per una persona che non abbiamo più bisogno di descrivere perché ora tutti sanno chi è, a partire al governatore della Campania Roberto Fico, che ora tutti sanno chi è alla luce della foto fake maldestramente riprodotta con l’Intelligenza Artificiale, che tutti sanno chi è alla luce di una condotta che ha ricoperto di ridicolo negli ultimi due mesi un’istituzione come l’Asi di Caserta

CASERTA (g.g.) – In effetti la Presidente dell’Asi Raffaela Pignetti un danno ce lo sta infliggendo. Ci fa perdere un sacco di tempo quando, con rispetto parlando, anche sul web non la fila più nessuno e quelli che se la filano son sempre gli stessi, ossia pochi e neanche troppo buoni. Oggi pomeriggio ha dato notizia di una sentenza della Corte di Appello che ha confermato una multa ai miei danni di 2 mila euro. Ovviamente lei non ha detto che si tratta solo di una multa, ma l’ha fatta passare per un ergastolo, leggendo passi che, sostanzialmente, la Corte di Appello un po’ pigramente sviluppa a copia e incolla.

D’altronde, se fosse stata gravissima la mia condotta, non sarei stato condannato ad una pena pecuniaria, ma ad una reclusiva. E se fosse stata grave, criminale la mia attività di giornalista nei confronti della presidente Pignetti nell’articolo in questione relativa all’attività nell’Asi dell’impresi Mag System della famiglia Pozzi, avrei rimediato, magari non il carcere, ma una pena pecuniaria molto più cospicua rispetto ai due mila euro. Un’altra cosa che la Pignetti si è scordata di dire è che il pubblico ministero, ossia l’accusa, aveva richiesto l’assoluzione per il sottoscritto. Se a tutto ciò si aggiunge che l’istanza, presentata dal mio difensore su legittimo impedimento e rigettata dal giudice di prime cure, è stata rivalutata dalla Corte di Appello e considerata legittima, il quadro è completo. In cassazione, ove ricorrerò senza indugi, farò rilevare che, alla stessa udienza del 21/12/2023, lo stesso got (non un giudice “vero”, ma onorario, arrivato dai ranghi degli avvocati), inteso come persona fisica, aveva rinviato un altro processo a mio carico, in cui poi sono risultato assolto. Un processo in cui era stato dedotto questo legittimo impedimento che in maniera alquanto singolare non è stato valorizzato dal got nel caso del processo intentato dalla Pignetti. Tra le altre cose, il reato sarebbe prescritto, anzi non lo è ancora a causa della sospensione prevista dalla riforma Orlando, che sposta i termini di un anno e sei mesi. Ma rispetto a questa riforma, pende una pesantissima questione di incostituzionalità, che nel caso in cui dovesse essere accolta come equo e giusto che sia dalla corte, porterebbe alla prescrizione di questo processo.

Francamente già ho scritto tanto e non ho bisogno più di dare valutazioni su chi sia la Pignetti, perché ormai questi giudizi, lei se li va a determinare da sola, con i suoi comportamenti, che hanno esposto al ridicolo e ad un vero e proprio ludibrio istituzionale, ultimamente, con la vicenda dei due soci-UFO inseriti proditoriamente nell’assemblea dell’Asi. Il giudizio sulla Pignetti lo ha dato il presidente della regione Roberto Fico, che ha avuto uno stop semplicemente cautelare e temporaneo da parte del Tar della Campania. Potremmo proseguire per ore, ma francamente la situazione è talmente penosa che rivangare anche la foto fake costruita e pubblicata dalla Pignetti maldestramente con l’intelligenza artificiale, della stretta di mano della presidente con il governatore Fico, è semplicemente superfluo.