LA FOTO. Il latitante del clan Belforte si era rifatto una vita da imprenditore di successo negli Usa: il matrimonio, i figli, la pizzeria “Bella Napoli” e nessuna paura di postare sui social
17 Marzo 2026 - 10:18
Un blog racconta la storia del suo “sogno americano”
MARCIANISE – Una vita apparentemente normale, costruita dall’altra parte dell’oceano, che nascondeva però una lunga fuga dalla giustizia italiana. È quella di Carlo Petrillo, 46 anni, arrestato ieri, 16 marzo, all’aeroporto di Fiumicino dopo essere stato espulso dagli Stati Uniti (CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA E GUARDARE IL VIDEO).
La sua storia, per certi versi singolare, emerge anche da un blog americano dedicato al mondo della pizza: lì viene raccontato l’inizio della sua esperienza negli USA, tra impasti e forni, e l’incontro con quella che sarebbe diventata sua moglie, una giovane studentessa di origini portoghesi conosciuta mentre lavoravano insieme in una pizzeria in Pennsylvania. Lui appena arrivato dall’Italia, lei impegnata a mantenersi agli studi.
Da quell’incontro sarebbero nati dei figli e anche un progetto imprenditoriale: una pizzeria dal nome evocativo (e per nulla originale), “Bella Napoli”, aperta negli Stati Uniti e diventata nel tempo un punto di riferimento locale. Una storia da sogno americano, almeno in apparenza.
Perché dietro quella quotidianità fatta di famiglia, lavoro e social network — dove Petrillo si mostrava senza particolari cautele, con il suo vero nome e decine di foto insieme ai suoi cari — si nascondeva ben altro.
L’uomo era infatti irreperibile da quasi dieci anni. Su di lui pende una condanna definitiva, diventata tale nel 2017, a 8 anni e 8 mesi di reclusione per fatti risalenti al 2006. Secondo le indagini, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nel traffico di stupefacenti nel casertano, come referente del clan Belforte.
Prima che la sentenza diventasse definitiva, Petrillo aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando l’Italia per trasferirsi negli Stati Uniti, dove nel frattempo aveva avviato diverse attività commerciali, integrandosi completamente nel tessuto locale.
La sua individuazione è arrivata lo scorso 16 dicembre, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura generale di Napoli, con il coinvolgimento della Squadra Mobile di Caserta, del Servizio Centrale Operativo, del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e degli agenti dell’FBI. Un lavoro congiunto inserito nel progetto “Wanted”, finalizzato alla cattura dei latitanti all’estero.
Dopo l’emissione dei provvedimenti esecutivi della pena, le autorità statunitensi hanno disposto l’espulsione per motivi legati alla sicurezza interna e alla violazione delle norme sull’immigrazione.
Ieri mattina l’arrivo in Italia, allo scalo romano di Fiumicino, dove Petrillo è stato immediatamente bloccato dagli investigatori e trasferito in carcere.
