MISTERO RIFIUTI a S.MARIA C.V. L’impianto dell’umido dei Sorbo non funziona più. E in soccorso arrivano i “vicini di casa”
24 Marzo 2026 - 12:41
Non è data una chiara motivazione allo stop dell’impianto Gesia di Pastorano. E il comune contatta la Encon che – questa volta – risponde. La piattaforma è a Sparanise, poco più avanti, venendo dal Russo Center, a quello dei Sorbo
SANTA MARIA CAUA VETERE (a.c.) – Quasi due mesi fa, nello specifico il 4 febbraio, vi parlammo dell’affidamento del servizio di conferimento e smaltimento dei rifiuti nel settore umido a Santa Maria Capua Vetere alla Ecos Spa, società in mano ai Sorbo, proprietari della Gesia Spa. Per essere del tutto precisi la Ecos segna il nome di Francesco Passaro, storicamente riconosciuto come braccio destro della famiglia di Luciano “Luca” Sorbo (clicca e leggi), quale legale rappresentante dell’impresa.
Come potete leggere nel documento che vi alleghiamo in calce a questo articolo, la Ecos ha reso noto, in data 17 marzo, la propria impossibilità a portare avanti il servizio a loro incaricato, senza specificare però motivazioni, tempi e altri dettagli. Potrebbe trattarsi di una manutenzione, o forse di atro, ma non potremmo mai saperlo, in quanto è stata la stessa società ad essere piuttosto vaga all’interno della comunicazione fatta al comune sammaritano.
Lo stabilimento Gesia Spa di Pastorano, quindi, va momentaneamente (anche questo non possiamo sapere con esattezza) in pausa e il comune guidato dal sindaco Antonio Mirra ha dovuto correre ai ripari, affidando d’urgenza, il giorno successivo, il servizio alla ditta Encon Srl per una durata provvisoria di due mesi senza alcun cambio nell’accordo economico iniziale.
La Encon è una società che vede, sulla carta, il nome di Raffaella Taglialatela come responsabile legale ma fa capo, in realtà, a due nomi quali Raffaele Cesaro, in figura di amministratore, come segnala nel suo curriculum, e Francesco Addelio in veste di direttore tecnico, patron dello stabilimento situato a Sparanise lungo la Statale Appia, in zona Asi.
La ditta dei due è molti conosciuta all’interno dell’agro Caleno perché, oltre ai numerosissimi servizi di smaltimento rifiuti operati proprio in quelle zone, la società era protagonista anche nella gestione delle case dell’acqua, sempre all’interno del territorio di propria competenza. E’ importante, però, soffermarsi sulla questione geografica. La Encon, infatti, è una vicina di casa a tutti gli effetti della Gesia Spa, dato che gli impianti delle due società distano meno di dieci minuti di macchina l’uno dall’altro e si trovano su sponde opposte della stessa strada.
Potremmo dire che i Sorbo e la coppia Cesaro-Addelio facciano lo stesso tratto di strada salvo, poi, girare in direzioni opposte ad un incrocio. E’ possibile che si conoscano, anche che abbiano l’abitudine di prendere un caffè o fare colazione qualche volta insieme da Russo Center che è lì, di strada.
Non ci dimentichiamo che al momento dell’aggiudicazione originale, quindi quello della Ecos, la Encon risultava tra le società invitate dal comune, ma non aveva presentato alcuna offerta, così come tutte le altre società che erano state invitate dall’Ente nel corso di quella procedura. Questa mossa fortunosa e fortunata aveva consentito ai Sorbo di accaparrarsi un incarico con uno di quei ribassi barzelletta che noi segnaliamo sempre, vale a dire dell’1,96%. In questo caso, invece, la ditta del duo Cesaro-Addelio ha mantenuto le notifiche con la suoneria bella alta, rispondendo alla proposta del comune, nonostante, come ripetiamo, non si fossero interessati di presentare un’offerta dopo essere stati invitati nella gara originale.
Quindi gli imprenditori di Gesia, con questa operazione, erano riusciti a massimizzare il ricavo dal lavoro che avrebbero dovuto svolgere presso il comune di Santa Maria Capua Vetere. Lavoro che, in realtà, per un mese è stata anche svolto come testimonia la fattura di liquidazione emessa dal comune sammaritano nei confronti della Ecos per la mensilità di febbraio.
Arrivando al succo del discorso, e quindi alle cifre, la Ecos, ad ora, intasca solo i 32 mila e 600 euro del primo mese di lavoro, mentre poco più di 65 mila euro finiranno nelle casse della Encon per la supplenza di due mesi all’incarico lasciato vacante dalla società dei Sorbo. La sfera di vetro per guardare nel futuro, purtroppo, non la abbiamo e, quindi, solo al momento della scadenza dei due mesi potremmo sapere se ci sarà una proroga, facendo diventare quasi a tutti gli effetti la Encon la reale aggiudicataria dell’incarico, oppure la Ecos/Gesia riprenderà in mano il controllo del servizio, sistemando le sue problematiche con l’impianto o qualsiasi altro impedimento abbiano subito.
Terza e ultima opzione, il comune di Santa Maria Capua Vetere sceglierà una terza società a cui affidare la raccolta e lo smaltimento dell’umido, tramite procedure di gara o con questo formato da supplenza, per sopperire alle impossibilità dei Sorbo.
Che si tratti di un soccorso tra amici, una crisi improvvisa dell’impianto Gesia, o altro di cui non ci è dato sapere, la vicenda rifiuti-umido a Santa Maria Capua Vetere continua a non essere chiara, rendendo, così, la narrativa ricca di pregiudizi del settore rifiuti non meno chiacchierata.
